Le novità sulle pensioni introdotte nella legge di bilancio

l'Ape conviene?

l’Ape conviene?

Uno dei pilastri portanti della legge di bilancio 2017 è il pacchetto di misure sulle pensioni: dall’Ape, all’aumento della quattordicesima, passando per le ricongiunzioni gratuite, la no tax area e le misure per lavoratori precoci e usurati. Oggi ci limitiamo a prendere in considerazione l’Ape, i lavoratori precoci e l’aumento della quattordicesima. L’inserimento nella legge di bilancio dei provvedimenti sull’Ape (anticipo pensionistico) e sulla quattordicesima per i pensionati, se da una parte ha soddisfatto alcune aspettative, dall’altra ha lasciato delle perplessità sulla platea che potrà realisticamente godere di questa opportunità. È utile, per motivi di chiarezza, suddividere l’anticipo pensionistico nelle sue diverse previsioni per cui si distingue tra Ape sociale, Ape volontaria e Ape aziendale; vedremo per ultimo i provvedimenti che riguardano l’estensione della quattordicesima.

La platea che accederà all’Ape sociale

Potranno accedere all’Ape sociale o Ape agevolata i disoccupati con ammortizzatori sociali esauriti, disabili e alcune categorie di lavoratori impegnati in attività faticose purché abbiano un reddito inferiore ai 1.350 euro lordi; per queste categorie il costo dell’anticipo pensionistico, attraverso un reddito ponte, sarà a carico dello stato. Il governo, più in dettaglio, inserirà nella platea dell’Ape agevolata anche i parenti dei disabili, alcune categorie di attività faticose come le maestre, gli operai edili, alcune categorie di infermieri e anche i macchinisti e gli autisti di mezzi pesanti. Sarà necessario, per accedere all’Ape agevolata, avere almeno 35 anni di contributi complessivi se si rientra nelle categorie dei lavori gravosi (gli ultimi sei dei quali effettuati nell’attività gravosa), dei disabili o dei parenti di primo grado conviventi di disabili per lavoro di cura; saranno necessari 30 anni di contribuzione se si è disoccupati,. L’Ape consentirà l’anticipo pensionistico a 63 anni di età rispetto ai 66 e 7 mesi della pensione di vecchiaia e partirà dal 1 maggio 2017.

Chi potrà usufruire dell’Ape volontaria

L’Ape volontaria è rivolta ai lavoratori ancora in attività che decidono di andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima dei requisiti previsti della riforma del lavoro Fornero; per avere accesso all’Ape volontaria, sempre a partire dal primo maggio 2017, il lavoratore deve aver maturato almeno 20 anni di contributi minimi. Il lavoratore che vuole andare in pensione prima del previsto dovrà però ricorrere a un prestito previdenziale; in pratica dovrà chiedere un finanziamento a un istituto di credito, che gli anticiperà le mensilità di pensione percepite prima di aver compiuto i 66 anni e 7 mesi. Tutte le pratiche verranno però svolte attraverso l’Inps, senza la necessità di rivolgersi direttamente all’istituto finanziatore. Il pensionato, a partire dal raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia, dovrà restituire a rate, nell’arco di venti anni, le somme prese a prestito, con una trattenuta sull’assegno pagatogli periodicamente dall’Inps. La rata per rimborsare il prestito, in teoria, dovrebbe comportare un taglio alla pensione tra il 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo. In caso di mancato rimborso del prestito, va sottolineato che il pensionato non rischia pignoramenti o procedure esecutive (e non lascia alcun obbligo di rimborso agli eredi perché protetti da un’assicurazione). Non bisogna nascondere che, in certi casi, il taglio alla pensione potrebbe essere decisamente elevato, tale per cui il provvedimento è stato accolto con un certo scetticismo; in rete si trovano diversi articoli che mostrano quando l’Ape volontaria potrebbe convenire e quando no.

Ape aziendale con incentivi fiscali

Questa procedura di anticipo pensionistico dovrebbe interessare quelle aziende che, a fronte di un incentivo fiscale, finanzierebbero la pensione anticipata di loro dipendenti nell’ambito di processi di ristrutturazione. Le aziende dovrebbero versare all’INPS una contribuzione correlata alla retribuzione del dipendente, percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in modo da produrre un aumento della pensione in grado di coprire il rimborso del prestito bancario acceso per beneficiare dell’uscita anticipata; anche con l’Ape aziendale, come l’Ape volontaria, è riconosciuto uno sconto, sotto forma di detrazione fiscale, pari al 50% della quota interesse della rata, spalmata sui primi 20 di pensione del lavoratore.

Le misure per i lavoratori precoci

La legge di bilancio prevede l’accesso agevolato alla pensione per i lavoratori precoci e per quelli che hanno svolto attività usuranti:

  • sono considerati lavoratori precoci coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione fino al diciannovesimo anno di età. Per loro la legge di bilancio prevede la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.
  •  I lavoratori usurati sono coloro che svolgono lavori pesanti, faticosi o notturni. Per loro la legge di bilancio prevede l’eliminazione dell’adeguamento dei requisiti per la pensione all’aspettativa di vita; una riduzione di 12 o 18 mesi rispetto ai requisiti richiesti dalla riforma delle pensioni Fornero, a patto che abbiano svolto attività considerate usuranti per almeno 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa.

L’estensione della quattordicesima

La quattordicesima già oggi è prevista per alcuni pensionati con i seguenti requisiti:

  •  avere almeno 64 anni di età;
  • avere un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, cioè non superiore a 786,86 euro (per l’anno 2016), per la percezione della quattordicesima in misura integrale;
  • avere un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, per la percezione parziale del beneficio.

La quattordicesima è riconosciuta sulla pensione di anzianità, su quella di vecchiaia, sulla pensione anticipata, sull’assegno ordinario di invalidità sulla pensione di inabilità, sulla pensione ai superstiti, cioè di reversibilità e indiretta; con la nuova normativa, i requisiti dovrebbero cambiare, in quanto la quattordicesima sarà estesa a chi percepisce redditi sino a 2 volte il minimo. Spetterà in misura piena a chi percepisce sino a 13.049,14 euro annui e inoltre, il beneficio sarà aumentato per chi già percepisce la quattordicesima in misura ridotta.
Il pagamento del beneficio avverrà, come già avviene per l’attuale quattordicesima, nel mese di luglio: solo per i pensionati che compiono 64 anni dal 1° agosto in poi, questa è pagata, proporzionalmente ai mesi in cui si possiede il requisito di età, nel mese di dicembre.

Le novità sulle pensioni introdotte nella legge di bilancio ultima modifica: 2016-10-22T15:24:36+00:00 da pps9000
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