Tutti i dubbi sulla pensione anticipata

Lavagna con scritto

Quando si potrà andare in pensione anticipata?

Non è ancora chiaro se e quando si potrà accedere alla pensione anticipata; le notizie, spesso contraddittorie, che si possono leggere sui giornali contribuiscono ad aumentare la confusione e le incertezze sul destino dell’anticipo pensionistico (APE) i cui tempi di attuazione si stanno rivelando molto più lunghi del previsto.

Cosa sta rallentando il cammino dell’anticipo pensionistico

Suggerisco, per una migliore comprensione del problema, di andarsi a rileggere quanto da noi già pubblicato sul pacchetto delle misure introdotte nella legge di bilancio 2017, tra cui quelle a favore dei lavoratori precoci, l’aumento della quattordicesima e appunto l’APE.
L’APE v’olontaria dovrebbe partire il 1° Maggio, come previsto, ma in questo caso le informazioni negative per i lavoratori riguardano la rata di rimborso che dovrebbe avere un taglio minimo di 150 euro/mese, cifra indubbiamente ragguardevole, mentre quella massima dipende dal tempo mancante alla maturazione della pensione. A ciò si aggiunge il fatto che il prestito concesso dalle banche avrà un tasso d’interesse del 2,75%, interesse che si paga sulla cifra anticipata dalla banca. Questa cifra è la risultante di tre fattori:

  • la quota di pensione che si può anticipare, pari al 90% del futuro assegno se l’anticipo è di un solo anno, e del 75% se l’anticipo è quello massimo di 43 mesi;
  • il premio assicurativo pari al 29% dell’anticipo;
  • una commissione del 0,08% per accedere al fondo di garanzia statale in caso d’inadempienza del pensionato, o sua morte o fallimento della banca.

Molti prevedono un flop anche per la complessità della pratica che richiede, in pratica, la presentazione di  tre domande; quella di finanziamento alla banca, quella di assicurazione sul prestito e quella di pensionamento anticipato

I dubbi sulla APE sociale e la quota 41

Vale, anche in questo caso, rivedere cosa prevedono i decreti del governo con i quali si identificano undici categorie di lavoratori addetti a mansioni gravose e lavoratori precoci che dovrebbero poter accedere all’APE sociale o al pensionamento anticipato con la così detta quota 41 (anni di contribuzione). Le categorie che, ad oggi, risultano incluse nell’elenco dei lavori gravosi sono: 1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce; 4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori di mezzi pesanti e camion; 6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; 9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Tralasciamo di descrivere quali condizioni di età anagrafica, svolgimento di attività lavorativa e contribuzione minima devono essere possedute da chi potrà accedere alla pensione sociale, in quanto ciò è abbondantemente spiegato nei tanti articoli apparsi su internet (suggerisco la lettura di quello apparso su Pensioni oggi); ci concentreremo invece sui punti oggetto di dubbi e discussioni in ambito governativo. L’aspetto più preoccupante è quello relativo al ritardo nella pubblicazione dei decreti attuativi, per cui è molto probabile che la possibilità di richiedere il pensionamento anticipato slitti a qualche data dopo il 1° maggio. Una possibile spiegazione di questo ritardo va trovata nella verifica sulla tenuta dei conti pubblici, ipotesi molto concreta dal momento che, per qualche tempo, si è parlato di stabilire una graduatoria per l’erogazione della pensione anticipata a costo zero. Discorso diverso è invece quello che riguarda i lavoratori precoci; in questo caso sembrano che siano ancora in discussione i criteri per poter accedere a questo tipo di pensione anticipata, criteri che ricordiamo sono molto stringenti:

  1. aver versato un minimo di 41 anni di contributi previdenziali;
  2. aver corrisposto almeno 12 mesi di contribuzione anche non continuativi per prestazioni lavorative effettuate prima del raggiungimento dei 19 anni di età.

Non sono però sufficienti questi due parametri per poter presentare domanda all’INPS; è infatti necessario far parte di una delle seguenti categorie:

  • essere in stato di disoccupazione ;
  • assistere da almeno 6 mesi, al momento della richiesta, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;
  • possedere una riduzione della capacita’ lavorativa riconosciuta almeno al 74%;
  • essere lavoratori dipendenti impiegati in attività usuranti ovvero per le quali è richiesto lo svolgimento di mansioni particolarmente difficoltose e rischiose(vedi precedente elenco).

E’ su questo ultimo criterio che si è innestata una polemica non ancora del tutto chiarita, in quanto diminuirebbe in maniera significativa il numero dei lavoratori precoci che potrebbero fare richiesta di pensione anticipata.

Tutti i dubbi sulla pensione anticipata ultima modifica: 2017-04-26T09:47:50+00:00 da pps9000
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