I rischi delle assunzioni nelle cooperative

Foto di un limone spremuto

Nelle cooperative lavori di più e ti pagano di meno

Premesso che ricevere una proposta da una cooperativa è un’opportunità di lavoro da non sottovalutare, bisogna però essere ben coscienti che le assunzioni nelle cooperative presentano troppo spesso rischi non indifferenti. Rimando ai post precedenti per una corretta comprensione dell’attività delle cooperative e della figura del socio lavoratore; nel post odierno parleremo invece delle insidie più o meno nascoste nei rapporti con le cooperative di lavoro.

Le insidie del lavoro nelle cooperative

Non è nostra intenzione basarci su discorsi generici e/o voci non controllate. Il dato allarmante si riferisce all’anno 2016, quando, da ispezioni condotte dal Ministero del lavoro, nel primo trimestre, su 934 cooperative controllate, 470 non erano in regola; più in dettaglio è emerso che 3768 lavoratori erano pagati meno dei minimi retributivi previsti dal contratto di categoria e 399 del tutto in nero.E’ rimasta poi famosa l’inchiesta di Repubblica condotta in Emilia Romagna nel campo della zootecnia. I dati pubblicati dalla Flai Cgil denunciavano che circa 5mila operai erano gravemente sfruttati con irregolarità di ogni tipo. Gli abusi più frequenti, secondo l’Inea, l’Istituto Nazionale di Economia Agraria, si inquadravano nella sottodichiarazione delle ore e o dei giorni di lavoro o nella dichiarazione di mansioni inferiori a quelle svolte. Il fenomeno si riferisce in particolare ai mattatoi dove la Guardia di Finanza ha messo in luce lo scandalo delle false cooperative. La dimensione esatta dello sfruttamento è impossibile da determinare perché a ingaggiare questi lavoratori non sono direttamente le grandi aziende, ma società appaltatrici, quasi sempre false cooperative, che cambiano spesso nome, che truccano i conti, i bilanci e le buste paga, che non applicano il contratto nazionale, che non versano i contributi previdenziali e che evadono il fisco. Il modenese sembra essere un’immenso bacino di cooperative fasulle perché, sempre secondo un rapporto della CGIL, ne sono state scoperte nei settori della logistica, in quello agroalimentare, del facchinaggio e dell’autotrasporto. Il modus operandi è sempre lo stesso; questa forma scorretta d’impresa, è premessa di lavoro sfruttato e sottopagato, col ricatto del “fatti socio o perdi il posto“. Peggio ancora quando rapporti regolari di lavoro sono poi falsamente tramutati in “soci di cooperativa“, senza alcun preavviso e alcun diritto collegato, tenuta dell’assemblea dei soci, condivisione di statuto e regolamento e, tantomeno, approvazione dei bilanci.

La depenalizzazione delle false cooperative ha fatto esplodere il fenomeno

La riforma di Renzi e un successivo decreto hanno stabilito che i meccanismi usati per pagare meno i dipendenti, come la somministrazione abusiva, siano puniti solo con una sanzione. Risultato: nel 2016 i casi sono aumentati del 39%. La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha scoperto che un metodo ben collaudato, per risparmiare sul costo del lavoro, è quello delle cooperative multiservizi; queste inquadrano i dipendenti come socio lavoratore, arrivando a pagarli solo 6 euro all’ora. L’ordine professionale, visto il significativo aumento di questi casi, chiede che questi tornino ad essere reati con pene più severe di quelle applicate sino al 2015, le quali non erano riuscite a limitare il fenomneo.

Gli sconti sul costo del lavoro proposti dalle cooperative non sono leciti

Gli stessi consulenti del lavoro mettono in guardia le aziende dall’accettare le promesse di forti risparmi sul costo del lavoro, proposti dalle cooperative; per il lavoratore è importante conoscere quello che viene proposto alle aziende in quanto ciò lo aiuterà a distinguere tra proposte di assunzione serie e quelle fasulle. Sono numerose, difatti, le cooperative che propongono alle aziende di risparmiare sul costo del lavoro attraverso il ricorso alla fornitura di manodopera in appalto: in diversi casi viene suggerito alle imprese di licenziare i dipendenti in forza, per farli poi assumere dalla cooperativa, per essere utilizzati dal medesimo ex datore di lavoro. E’ quindi d’obbligo domandarsi come sia possibile abbassare il costo della mano d’opera, attraverso un appalto, se devono comunque essere rispettate le retribuzioni minime, pagati i relativi contributi, i premi inail e versate le regolari imposte; il risparmio sul costo della mano d’opera lo si ottiene soltanto non rispettando uno o più parametri di cui sopra e, di conseguenza ci si troverà di fronte ad un appalto irregolare. Il lavoratore tenga presente che, qualora si trovasse invischiato in questa situazione, potrà denunciare l’imprenditore e la cooperativa all’ispettorato del lavoro, per ottenere il recupero delle retribuzioni e delle contribuzioni illegalmente sottrategli

I rischi delle assunzioni nelle cooperative ultima modifica: 2017-07-02T16:48:07+00:00 da pps9000
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3 pensieri su “I rischi delle assunzioni nelle cooperative

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  2. Liliana Brindas

    E si, anche io sono assunta da una cooperativa sociale. Vorrei sapere se lavoro senza aver firmato la proroga e sono passati 6 giorni che non so niente della durata della proroga cosa succede. Non so se hanno dichiarato a Inps. Non dovrebbe farlo entro 5 giorni?

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    1. pps9000 Autore articolo

      La proproga di un contratto a termine andrebbe comunicata entro 5 giorni al Centro per l’Impiego; è li che deve recarsi per verificare se la proproga è stata comunicata e, quindi decidere se continuare a lavorare o meno.

      Rispondi

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