L’Italia ha bisogno dei contributi degli immigrati

Foto del Presidente INPS

Per Boeri è necessario favorire l’immigrazione

Tito Boeri, presidente dell’INPS, afferma che «abbiamo bisogno degli immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale». La teoria di Boeri dimostrerebbe che, se azzerassimo l’immigrazione, nei prossimi 22 anni l’INPS avrebbe 73 miliardi in meno di entrate contributive a fronte di 35 miliardi in meno di prestazioni sociali, con un saldo negativo di 38 miliardi per le casse dell’istituto. Sarebbero 150.000 in più ogni anno i contribuenti generati dall’immigrazione di giovani sotto i 25 anni, il che andrebbe a compensare il calo delle nascite nel nostro paese.

L’uso distorto delle statistiche sull’immigrazione

Tito Boeri, pensando forse di avere mezzi informatici e conoscenze superiori alla media della popolazione italiana, nel tentativo d’imporre le sue ideologie su immigrazione ed integrazione, arriva a sostenere concetti chiaramente in contrasto con i problemi che affligono i disoccupati italiani ed in particolare i nostri giovani disoccupati. Non si riesce a capire infatti perché dovremmo favorire l’occupazione di giovani immigrati quando l’Italia ha, secondo i dati Istat di marzo 2017, poco più di 3 milioni di disoccupati, di cui 524 mila giovani nella fascia 15-24 anni e 567 mila negli over 50. Non pensa Boeri che il paese dovrebbe, prima di tutto, adottare politiche per reinserire nel mondo del lavoro i disoccupati italiani? A spiegarlo al Foglio è Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali che, in risposta a Boeri, ha spiegato che le ricetta alternativa per aumentare la sicurezza del nostro sistema pensionistico è far crescere il lavoro stabile, incentivare le assunzioni e anche le nascite, per non ritrovarci tra 20 anni senza nuova forza lavoro da impiegare. E’ poi una illusione quella di Boeri sul fatto che l’immigrazione contribuisca in maniera determinante ad assicurare quegli introiti contributivi da lui ipotizzati; Brambilla fa notare che ” la gran parte dei lavori che gli immigrati svolgono sono in nero ed è lo stesso Stato a non essere in grado di portare ordine e giustizia. La teoria di Boeri è persa in partenza proprio perché è lo Stato italiano a non poter controllare i lavoratori sfruttati nei nostri campi in sud Italia o le tasse che dovrebbero pagare i negozi gestiti da stranieri”.

Come viene sfruttata l’immigrazione

Bisogna arrivare a pensare che Boeri conti sullo sfruttamento dell’immigrazione; evidentemente deve essere convinto che i disoccupati italiani rimarrano tali, perché non saranno disposti ad accettare quei rapporti di lavoro che, invece, sono disposti ad accettare gli immigrati. Boeri sembra ignorare gli scandali del lavoro irregolare in Puglie e Sicilia e quello delle finte cooperative in Emilia e Romagna,  la piaga del lavoro nero in agricultura e nell’edilizia. Boeri conta sui contributi che saranno versati da questi datori di lavoro sfruttatori dell’immigrazione?

L’Italia ha bisogno dei contributi degli immigrati ultima modifica: 2017-07-10T21:46:15+00:00 da pps9000
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