Il ricorso amministrativo INPS per gli errori di calcolo pensione.

l’Inps non può richiedere sempre la resituzione di somme pagate per errori di calcolo

E’ necessario presentare un ricorso amministrativo Inps, quando l’Istituto chiede la restituzione di somme indebitamente percepite per errori di calcolo pensione, non conseguenti a comportamenti dolosi del pensionato.

L’inps chiede la restituzione di somme erogate per errore di calcolo pensione

Abbiamo riferito nel precedente articolo sul fatto che migliaia di pensionati stanno ricevendo, in questi giorni, diverse lettere da parte dell’Inps con cui viene richiesta la restituzione di alcune somme che, per errore, sono state erogate sugli assegni; in pratica questi pensionati avrebbero ricevuto di più rispetto a quanto dovuto per cui l’Inps sta cercando di recuperare tali somme.
Abbiamo anche chiarito che, in base ad una sentenza della Corte Costituzionale (sentenza n. 482/2017), la richiesta dell’Inps si deve ritenere legittima solo quando l’errore di calcolo pensione è stato conseguenza di comportamenti dolosi od omissivi da parte dei pensionati; negli altri casi la richiesta dell’Istituto deve essere respinta, procedendo a presentare un ricorso amministrativo Inps.

Come presentare un ricorso amministrativo Inps

La prima cosa da fare, non appena si dovesse riscontrare un errore dell’Inps, consiste nel presentare un ricorso amministrativo, che sarà deciso da un organo dello stesso Istituto, a seconda del tipo di errore in contestazione; si tenga ben presente che il ricorso amministrativo è una condizione necessaria per poter procedere con ulteriori azioni, nel malaugurato caso si debba poi proseguire con un’azione giudiziaria contro l’Inps. Il pensionato potrà ricorrere al giudice nei seguenti casi:

  •  il ricorso si è concluso con una decisione negativa;
  •  sono decorsi i termini entro i quali l’iter amministrativo si sarebbe dovuto concludere, senza che l’Istituto abbia fatto sapere la sua decisione;
  • sono decorsi comunque 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso amministrativo (qualora non sia previsto alcun termine per la decisione), in quanto si rientrerebbe nell’ipotesi del cosidetto silenzio-rigetto

Le normative prevedono che, in diversi casi, non sia necessario effettuare il ricorso amministrativo per poter poi rivolgersi ad un giudice; tra questi casi cito quello nel quale l’interessato domanda un provvedimento d’urgenza, poiché il diritto fatto valere è minacciato da un pregiudizio grave, imminente ed irreparabile. Premesso che consiglio l’immedita consultazione di un legale, mi sembra che questo caso si configuri quando la richiesta dell’Inps riguardi la restituzione di somme indebitamente erogate di valore molto elevato, tale per cui metterebbero a rischio la stabilità sociale dell’interessato. Consiglio comunque, al di la del caso sopra specificato, di avvalersi dell’assistenza di un legale, in quanto il percorso giudiziario può essere molto complesso; vale la pena ricordare che l’invio di un ricorso amministrativo Inps si può effettuare solo attraverso il canale telematico specificando che:

  1. i soggetti in possesso di Pin dell’Inps o di identità digitale unica Spid, dal sito dell’Istituto, sezione Servizi per il cittadino, possono presentare personalmente il ricorso online;
  2. gli altri soggetti dovranno ricorrere ad un patronato o ad un intermediario dell’Istituto (ad esempio, un consulente del lavoro).
Il ricorso amministrativo INPS per gli errori di calcolo pensione. ultima modifica: 2017-10-02T16:22:51+00:00 da pps9000
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