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LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE

Qualunque azienda, sia essa una multinazionale, una media/piccola azienda o un’impresa padronale, dovrebbe dedicare la massima cura per la messa a punto di due processi: la selezione e la valutazione del personale. Questi due processi da soli possono influenzare, per motivi diversi e in maniera determinante, il buon andamento di un’azienda.

Perché adottare un processo di valutazione del personale

Un efficace processo di selezione del personale è fondamentale per costruire un team coerente con la mission e con le politiche aziendali; ciò vuol dire aver l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. È, per contro, incredibile il numero delle aziende che affidano questo importante processo a persone non competenti o con poca esperienza, pregiudicando in tal modo la possibilità di avere dipendenti motivati, inseriti nei posti di lavoro a loro adatti.

Il processo di valutazione del personale è, nella logica temporale, secondario a quello di selezione ma, anch’esso, riveste una straordinaria importanza ai fini di una corretta gestione del personale dipendente. Molti imprenditori hanno fondato il loro successo sul concetto che il vero vantaggio competitivo delle aziende è la risorsa umana

Perché è necessario valutare i dipendenti?”. Ci sono perlomeno quattro buone ragioni. Possedere un buon sistema di valutazione permette di:

  • pianificare i processi di addestramento e, dunque, far crescere le persone;
  • applicare una politica retributiva meritocratica, realizzando dei risparmi e motivando i dipendenti più bravi;
  • individuare e sviluppare i dipendenti con il più alto potenziale di crescita;
  •  progettare lo sviluppo dell’azienda.

 

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LA RIFORMA BRUNETTA

Un recente indagine dell’Università Bocconi avrebbe evidenziato che i dirigenti della Pubblica Amministrazione ricevono, in altissima percentuale, dei premi di produttività, indipendentemente dall’effettivo merito; in altre parole i premi di produttività verrebbe riconosciuto a tutti i dirigenti, senza un’effettiva valutazione dei risultati raggiunti.

La riforma Brunetta stenta a decollare

Tenuto presente che i sistemi di valutazione sono stati introdotti nella Pubblica Amministrazione, bisogna capire per quale motivo non vengono differenziati i diversi contributi dei meritevoli dai non meritevoli. Esiste un’unica spiegazione; chi effettua le valutazioni non ha i mezzi o la volontà per esprimere delle valutazioni così dette forzate.

E’ abbondantemente dimostrato che in ogni organizzazione di lavoro il contributo dei dipendenti si differenzia secondo percentuali più o meno costanti. Un 5% circa dei dipendenti fornisce risultati insoddisfacenti, un 5% da risultati eccezionali, un 70% da un contributo nelle aspettative, un 10% un poco sopra la media ed un 10% un poco sotto la media; ignorare queste differenze significa sterilizzare qualunque sistema di valutazione.

La riforma Brunetta è, dunque, ancora in alto mare e fa molto pensare il fatto che le Pubblica Amministrazione dovrà affidare la valutazione dei dipendenti ad istituzioni esterne: è un chiaro messaggio del Ministro Brunetta al proprio top management. Non si fida di loro!!

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