Archivi categoria: Notizie e politica

L’accoglienza dei migranti danneggerà lavoratori e pensionati

Foto di una nave carica di migranti

Sbarco di migranti in un porto Italiano

L’accoglienza dei migranti non è concetto astratto, perché in pratica significa dare loro lavoro e casa e tutto ciò ha costi più o meno rilevanti a seconda dei numeri in gioco e della qualità dell’accoglienza; a questo proposito, secondo la UNHCR sono sbarcati in Italia 153.000 migranti nel 2015, 181.000 nel 2016 e secondo l’ANSA 50.000 nei primi ormai 5 mesi del 2017. Considerato che dal 2015 le frontiere  ai nostri confini sono state sigillate, si dovrebbe desumere che più o meno la totalità degli arrivati è rimasto bloccato in Italia. La dimostrazione che i progetti di cui oggi si sente parlare potrebbero avere un impatto sulla situazione dei pensionati e dei lavoratori non è, quindi, frutto di un ideologia politica o sociale contraria all’accoglienza, ma di calcoli e ragionamenti matematici.

L’Italia non può permettersi realistici progetti per l’accoglienza dei migranti

Non si possono accettare discorsi degli ormai noti soloni, sostenitori dell’incondizionata accoglienza dei migranti , senza tenere conto delle statistiche economiche del nostro paese. Quattro milioni e 598mila italiani sono in condizioni di povertà assoluta: il 7,6 per cento della popolazione residente in Italia nel 2015 è risultato sotto la soglia minima. Secondo l’analisi dell’Istat è il numero più alto dal 2005 e riguarda un milione e 582mila famiglie; inoltre sempre secondo l’Istat, nel 2015 il 28,7% delle famiglie italiane si trovava a rischio di povertà ed esclusione sociale.
Il tasso di disoccupazione, a dicembre 2016 era pari al 12% mentre quello della popolazione tra i 15 e i 24 anni era risalito al 40% .
L’Inps sta erogando oltre 18 milioni di pensioni, che, nel 63,1% dei casi sono sotto la soglia di 750 euro/mese e nel 26% dei casi, l’assegno resta sotto 500 euro al mese. La crescita del Pil, sebbene l’Ocse abbia rialzato di 0,1 punti la stima, nel 2017, dovrebbe restare stabile all’1% annuo, come nel 2016 e nel 2018, quindi saremo il fanalino di coda dei paesi appartenenti all’Ocse.
Abbiamo avuto terremoti nell’Italia centrale che hanno distrutto in molto paesi il tessuto urbano e produttivo e che pertanto richiederanno, per molto tempo, enormi investimenti per la loro ricostruzione. Ciliegina sulla torta, infine, il debito pubblico, in crescita, ha raggiunto la cifra record di circa 2402 miliardi , quindi in contrasto con quanto ci chiede Bruxelles; proprio oggi, tra i commenti alla manovra bis, la Commissione UE avrebbe raccomandato la reintroduzione della tassa sulle prima casa, almeno per le famiglie più abbienti.
Voglio far notare che, al di la dell’indiscussa opera meritoria di aver salvato vite umane nel Mediterraneo, l’Italia non può certo vantarsi di aver realizzato programmi di accoglienza per i migranti degni di tale nome; li troviamo stipati in strutture che il Papa definisce campi di concentramento, li vediamo chiedere l’elemosina nei mercati rionali, davanti alle chiede, nei pressi dei negozi affollati, ai semafori e nei parcheggi incustoditi della nostre città. Le statistiche dicono, inoltre che ben 24000 minori, giunti sul nostro territorio sono letteralmente scomparsi e che lo spaccio della droga è ormai nelle mani di delinquenti provenienti dai paesi del Nord Africa.

Come verrebbero finanziati eventuali piani di accoglienza dei migranti

Premesso che non siamo il paese di Paperoni e che una parte della ricchezza in mano ai lavoratori e ai pensionati è stata ottenuta al prezzo di sacrifici e risparmi. di anni e anni, qualunque piano che preveda una reale accoglienza ed integrazione dei migranti costerebbe miliardi di euro e non certo pochi spiccioli; un progetto che Milena Gabbanelli sta molto propagandando avrebbe un costo previsto di 4 miliardi. Visto che ci troviamo nella classica situazione della coperta corta tale per cui se copriamo le spalle, scopriamo i piedi e viceversa, qualcuno dovrebbe spiegarci con che mezzi potremmo finanziare iniziative del genere (non entro poi nella polemica sul perché dovremmo avere certi piani per i migranti e non per i connazionali con situazioni simili a quelle dei migranti). Considerato che la spesa per le prestazioni pensionistiche è pari a circa un 17% del Pil, verranno nuovamente considerate iniziative quali il blocco della perequazione, i contributi di solidarietà, calcolo di tutte le pensioni con il sistema contributivo, abbattimento delle pensioni d’oro e revisione dei decreti sulla pensione anticipata ?
L’impatto sul mondo del lavoro è, invece, dovuto al fatto che abbiamo una consistente parte della classe imprenditoriale, ben mimetizzata nella massa degli onesti, composta da datori di lavoro disonesti se non addirittura malavitosi; questi imprenditori attingeranno a piene mani nella popolazione dei migranti i quali, per le estreme condizioni d’indigenza in cui vivono, accetteranno condizioni vessatorie di qualunque tipo pur di guadagnare qualche soldo per sopravvivere. Che fine faranno gli interventi dello stato quali il Jobs Act, la cancellazione dei voucher che avevano come obiettivo principale quello di far emergere il lavoro irregolare ed il lavoro nero? Sarà mantenuta la promessa di mettere mano al cuneo fiscale per fare in modo che aumenti il netto in busta paga? E’ quindi chiaro che quando si parla di accoglienza dei migranti le chiacchere stanno a zero; occorrono calcoli precisi e credibili che non abbiano però come risultato finale quello di penalizzare lavoratori e pensionati italiani.

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Slitta la riforma delle pensioni

Si discute sulla riforma delle pensioni

Si discute sulla riforma delle pensioni

Nessuna delle ipotesi di riforma delle pensioni ha superato il vaglio del governo, stante l’impossibilità di stabilire con precisione le risorse da potere investire. Si è concluso, prima delle ferie, senza un preciso impegno sulle risorse e sulle misure da attuare, l’ennesimo confronto avvenuto tra i sindacati e il governo sulla riforma del sistema previdenziale, da includere nella prossima Legge di Stabilità. Nonostante l’accordo sia stato rinviato a settembre, si sono comunque delineati alcuni temi prioritari che dovrebbero rientrare nella Legge di stabilità 2017 quali l’Ape (anticipo pensionistico), i lavori usuranti e i lavoratori precoci.

Che cosa è l’Ape o anticipo pensionistico

L’Ape, è l’ipotesi di pensione anticipata avvallata dal Governo, che prevede l’uscita per gli ultra 63enni tramite una forma di prestito pensionistico, garantito da un prestito bancario da restituire con rate ventennali sulla pensione. Sarebbero previste detrazioni fiscali in favore dei disoccupati di lungo corso o dei lavoratori in situazione particolarmente disagiata, per compensare la decurtazione dell’assegno anticipato rispetto alla potenziale pensione piena L’ipotesi prevede anche il contributo diretto delle aziende nei casi di ristrutturazioni con forme di compensazione in termini contributivi per le uscite anticipate dei lavoratori.

Le risorse promesse dal Ministro Poletti

Il Ministro Poletti, nel rimandare a Settembre il prossimo incontro con i sindacati, ha fatto capire che le misure per migliorare la flessibilità in uscita potrebbero includere altri interventi oltre l’Ape, quali quelli per i lavori usuranti, i lavoratori precoci e quelli discontinui Non si escludono neanche interventi di sostegno alle pensioni più basse, con l’allargamento della quattordicesima anche a chi prende assegni fino a mille euro (oggi il limite è a 750) oppure della no tax area, alzando il tetto a 8.140 euro, la soglia di esenzione dall’Irpef.

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Le modifiche ai voucher lavoro

foto di un voucher

Un buono lavoro

Avevo denunciato con forte anticipo le truffe messe in atto dai datori di lavoro nell’utilizzo dei voucher lavoro; finalmente il governo si è accorto di queste iregolarità e il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo sulla piena tracciabilità dei voucher lavoro.

La nuova procedura per utilizzare i voucher lavoro

Il provvedimento mira a incoraggiare un uso corretto dei buoni lavoro, strumento che nel primo trimestre 2016 aveva visto un boom del 45,6%, significativo di un loro anomalo uso. Il decreto rende i voucher lavoro completamente tracciabili: il committente, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, comunica alla sede territoriale competente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore, luogo e durata della prestazione. Ogni buono utilizzato è riconducibile, in questo modo, a una prestazione effettuata. La violazione degli obblighi di comunicazione comporta una multa da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore. Una nota a parte per il settore agricolo il quale viene escluso dall’applicazione del limite di 2 mila euro per ciascun committente. L’utilizzo del lavoro accessorio in agricoltura resta soggetto al tetto di 7mila euro; nel caso di attività di carattere stagionale i piccoli imprenditori che nell’anno solare precedente hanno realizzato o prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7mila euro, possono utilizzare pensionati e giovani con meno di 25 anni (questi ultimi iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado,o presso l’università ).

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Il controllo a distanza dei lavoratori

tablet ed antenna radio

La recente approvazione, in prima lettura, del decreto attuativo che modifica l’art.4 dello Statuto dei Lavoratori, ha fatto insorgere i sindacati che temono un inasprimento del controllo a distanza dei lavoratori.

Cosa cambia nel controllo a distanza dei lavoratori

Un analisi più approfondita del decreto attuativo e alcuni chiarimenti forniti dallo stesso Ministro Poletti o da Stefano Visonà, capo dell’ufficio legislativo del ministero del Lavoro, riconducono le critiche dei sindacati a valutazioni più realistiche e meno politicizzate sul controllo a distanza dei lavoratori. E’ corretto dare ai dipendenti informazioni non distorte e tali da metterli in condizioni di valutare di persona gli effetti delle modifiche apportate all’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Il primo importante aspetto da ricordare riguarda la differenza tra strumenti personali o dati in dotazione dall’azienda e strumenti installati dall’azienda per il controllo a distanza. Continua a leggere

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ESODATI DELLA SESTA SALVAGUARDIA

L’INPS, a partire dalla fine di Gennaio, ha proceduto ad inviare le lettere per certificare le posizioni dei 3200 esodati protetti dalla sesta salvaguardia.

Monitoraggio delle domande si salvaguardia

Era fissata per lo scorso 5 gennaio la scadenza per la presentazione delle domande da parte degli esodati o attraverso alle DTL, o direttamente all’INPS (erano previste due procedure differenziate per le diverse categorie di lavoratori). L’INPS, terminato il monitoraggio, sta facendo partire le lettere con la certificazione, che dà diritto alla pensione. Continua a leggere

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