ARCHIVIO COMMENTI

Una selezione delle consulenze più significative, suddivise per grandi argomenti, permette al lettore di verificare cosa è già stato segnalato al nostro sito e quali risposte sono state fornite; la selezione è stata fatta sulle oltre 1300 pagine di commenti e, ovviamente, sarà continuamente aggiornata.

Argomento: GIUSTA CAUSA

1 – Domanda: Buon pomeriggio, Sono in fase di decisione nell’immediato…dopo un periodo di malattia causato da depressione per demansionamento e vessazioni varie da “demansionamento” e siccome dovrò a breve aprire un attività ho deciso di dimettermi chiedendo solo l’indennità di preavviso non lavorato….che l’azienda (tramite mio legale sembra aver accettato) ora volevo chiederle se c’era motivazione per poter andare avanti invece con DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA” data la guerra tra le parti ormai in atto da tempo e il conseguente stato di salute!!!! La mia paura e’ che dovendo io aprire a breve un’attività….possa rimanere coinvolta ed intrappolata nel dover dimostrare quello che l’azienda non ammetterà mai…
Grazie. Antonella
In risposta a Antonella. Premesso che non sono un avvocato ma un ex direttore del personale, le faccio notare che nel caso di dimissioni per giusta causa o per mobbing, la legge italiana prevede che sia in capo al dipendente dimostrare di aver subito discriminazioni, vessazioni o comportamenti illegali da parte dell’azienda; o lei ha documenti e testimoni per sostenere le sue accuse o è inutile che lei pensi ad iniziare una vertenza con l’azienda.

Argomento: INCENTIVO ALL’ESODO

1 – Domanda: Buongiorno, sono un lavoratore di 38 anni con 2 figli a carico e 9 anni di attività aziendale. Il mio stipendio netto è circa 1700€/mese. Molto probabilmente l’azienda vorrà avviare procedura di mobilità (sud Italia) poiché è già in arretrato nei confronti dei dipendenti di 6 mensilità di retribuzione.
Alla cifra lorda calcolata non penso siano sottraibili i 3 mesi di preavviso dato che già da 6 mesi non veniamo pagati, mentre dovrebbero essere sottratti 24 mesi di mobilità.
Nel netto dello stipendio sono compresi gli assegni per nucleo familiare, devo sottrarli prima di effettuare la moltiplicazione? Le ferie arretrate devono essere aggiunte al calcolo? In che modo?
Potrebbe farmi un piccolo prospetto che possa aiutarmi a capire quanto debbano offrirmi in caso di incentivo e quanto percepirei in caso di mobilità in modo che io possa valutare la scelta migliore?
La ringrazio per il supporto che potrà darmi. Vladimiro

In risposta a Vladimiro Depescani. Vladimiro le suggerisco prima di tutto di leggere gli articoli che ho scritto sulla incentivazione all’esodo. Le è infatti sfuggito che la determinazione dell’incentivo all’esodo non è normata da legge, quindi ogni caso è a se stante: quel calcolo a cui lei si riferisce è un esempio reale di accordo tra azienda e sindacati, ma l’approccio della sua azienda potrebbe essere completamente diverso. E’ quindi senza utilità che io le faccia calcoli che potrebbero essere completamente errati. Io la potrò aiutare più efficacemente se e quando mi farà sapere le intenzioni della sua azienda che, nell’aprire la mobilità, non è obbligata a considerare anche l’incentivo all’esodo.

2 – Domanda: Buonasera, vorrei porle una domanda forse inusuale, soprattutto in questo periodo, sono un lavoratore nel settore alimentare in una multinazionale come operatore di impianto da 9 anni, ho 31 anni, vorrei dare le dimissioni per dedicarmi a tutt’altro. Dato che al momento in azienda il mio ruolo non è indispensabile, non dovrebbero assumere nessuno al mio posto, ho possibilità di chiedere oltre a quello che mi spetta per legge un eventuale “incentivo all esodo”?
Grazie Stefano

In risposta a Stefano. Non c’è nulla che le vieti di tentare, ma sappia che l’azienda non è obbligata ad accettare la sua richiesta.

Argomento: INFORTUNIO SUL LAVORO

1 – Domanda: Ciao mi chiamo martina e sono assunta a tempo indeterminato in una asl! A causa di una trave di ferro caduta dal soffitto, ho riportato un danno alla spalla! Ho fatto l INAIL , però devo denunciare l azienda chiedendo un risarcimento? Se si, qual ‘è’ il modo giusto?

In risposta a martina. Leggi le istruzioni che trovi su questo Link. Molto dipende se l’infortunio ha richiesto l’emissione di un semplice certificato da parte del medico che ti ha visitato o è stato emesso un referto; in questo secondo caso l’azienda sarà chiamata a rispondere in sede penale. E’ ovvio che per chiedere un risarcimento ti dovrai rivolgere ad un legale.

Argomento: ADDEBITO SPESE AL DIPENDENTE
1 – Domanda: Salve,dovró seguire un corso a breve per poi dare un esame per ottenere una certificazione. Tutto ció è stato richiesto dalla mia ditta. Convinto che pagasse tutto il costo del corso+esame, oggi mi è arrivata la comunicazione dal mio titolare che il costo complessivo è da pagare metà la mia ditta e metà devo pagarlo io .Premetto che negli anni passati nessun mio collega ha mai sborsato un centesimo per certificarsi..Volevo chiedere..è legale questa prassi??o non puó obbligarmi a pagare il costo del corso? grazie Marco

In risposta a Marco. Problema non semplice; se la sua mansione richiede obbligatoriamente una certificazione bisognerebbe conoscere l’antefatto. Questa necessità è sorta dopo che l’azienda l’aveva posto nella posizione attuale? Se ciò fosse il caso si potrebbe comprendere la richiesta aziendale di dividere le spese del corso. Non sarebbe giustificato nel caso l’azienda l’avesse posto nell’attuale posizione, sapendo già che occorreva una certificazione e che lei non ne era in possesso. Se poi era prassi aziendale pagare questi corsi, lei si può certamente appellare a tale prassi.
Domanda: Sono già tre anni che lavoro in questa azienda con contratto a tempo indeterminato e per ottenere questa certificazione sono necessari periodi di esperienza lavorativa prima di poter accedere al corso.La comunicazione di questa decisione mi è arrivata solamente ora a ridosso dell’imminente corso. Marco

In risposta a Marco. Premesso che, di norma, le aziende finanziano completamente i piani di formazione e sviluppo del personale esiste, nella sua situazione, un elemento determinante; lei può rifiutarsi di partecipare al corso, continuando a svolgere la sua attuale mansione? In caso di risposta negativa l’azienda, per quanto mi riguarda, è obbligata a sostenere completamente le spese, poiché lei risulterebbe comandato a partecipare. In caso di risposta positiva, la partecipazione potrebbe essere considerata una specie di arricchimento personale non strettamente necessario alla mansione e, in tempi di crisi, varrebbe accettare la richiesta aziendale.

Argomento: MOBBING

1 – Domanda: Buongiorno, lavoro in un supermercato nel quale ho subito parecchi cose per cui provvederò a breve. L’ altro giorno mentre svolgevo la mia mansione, un mio collega, di un altro reparto, e mansione, viene e mi dice lascia stare faccio io, io gli rispondo che ho già quasi finito e lui mi dice no faccio io perchè se fai tu va ricontrollato tutto. Ora è evidente ma non ho le prove che qualcuno che ce l’ ha con me gli abbia detto qualcosa contro di me, ma rimango stupido dal sentire un richiamo così assurdo. Rispondo che so fare il mio lavoro dato che per oltre due anni non solo sistemavo io il reparto ma gestivo anche l’ ordine e che lui non è autorizzato ne a darmi ordini ne a fare richiami. A quel punto nasce una lite spropositata in cui lui mettend le mani sui genitali mi dice che posso solo s……o che lui nella ita ha fatto qualcosa io invece non sono nessuno, che non ha aura anche se faccio arti marziali, che non capisco cosa abbia a che fare.. io rispondevo alterato di non permettersi di offendere e di fare il suo lavoro. Poi mi dice che non sono normale(non so a cosa si riferisse di preciso ma ho la sindrome di tourette) a quel punto inizio a urlare di non permettersi piu e di non rivolgermi la parola e lui si calma moderando le frasi.. chiusa la discussione avviso il titolare che non prende nessun provvedimento, come al solito. Vorrei fare qualcosa per segnalare l’ episodio se possibile anche avere un rimborso danni, ma soprattutto far rimanere traccia per un eventuale causa di mobbing che farò pe alti motivi . Marco

In risposta a marco. Le suggerisco di riferire l’accaduto, per email (che ha valore legale se inviata con la Pec) al funzionario responsabile del personale o in sua mancanza al titolare, con richiesta d’intervenire nei confronti del collega che ha avuto un comportamento offensivo nei suoi confronti. Come lei stesso dice, tale documento potrà essere usato in una possibile azione di mobbing.

Argomento: TRASFERIMENTO DEL DIPENDENTE

1 – Domanda: Buonasera, Sottopongo la mia situazione, a breve mi verrà notificato il trasferimento collettivo per spostamento della sede legale a 90 km dalla mia residenza. La società così adempirà ai suoi obblighi sperando che vengano date le dimissioni da chi non accetta. Ora io avendo casa d proprietà il trasferimento porterebbe a un peggioramento della mia situazione economica ma dando le dimissioni perderei i miei diritti all aspi. Cosa posso rispondere ? Posso chiedere un incentivo all esodo e conciliazione in dpl o non ho alternativa se non quella d dimettermi.?
Il trasferimento presso altra sede è correlato all’ acquisizione di un altra società ( che diventerà nuova sede e in cui lavorano persone con la mia stessa mansione).
Ringrazio e attendo cortese riscontro. Daniela

In risposta a Daniela. Poiché il trasferimento è a 90 km dalla sede attuale lei potrebbe chiedere la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivazione all’esodo senza perdere il diritto all’Aspi.

2- Domanda: Buongiorno Pier Paolo, sono dipendente a tempo indeterminato presso una multinazionale in campo logistico il cui contratto prevede il trasferimento a discrezione dell’azienda stessa. A me (ed anche ad altri 5 dipendenti) è stato prospettato un trasferimento a più di 600 km alle medesime condizioni retributive ed ovviamente dietro questo si nasconde un licenziamento ( rifiutando il trasferimento ) ma l’azienda sta facendo tutto sotto banco non portando a conoscenza in via ufficiale questa situazione. è normale questo comportamento? come potrei cautelarmi? mi rivolgo ai sindacati (FILT-CGIL) Potrei chiedere un incentivo all’esodo e se si in quale misura? Grazie mille saluti. Donnie

In risposta a donnie. La clausola contrattuale sul trasferimento impegna il dipendente solo se è motivato secondo legge, quindi non può essere solamente a discrezione dell’azienda. Se l’azienda dovesse procedere ai trasferimenti senza le motivazioni descritte nei post linkati, rivolgetevi subito ai sindacati provinciali (la ditta è una multinazionale) ed impugnate il trasferimento. Ti segnalo un Link con il quale troverai i miei suggerimenti su come negoziare un eventuale incentivo all’esodo.

3- Domanda: Sono uno store manager che ha richiesto un demansionamento con trasferimento su torino in un nuovo negozio in apertura ( da addetto vendita ) ma la mia azienda mi ha risposto che non è tenuta ad accettare la mia richiesta e mi ha proposto di accomtentertarmi ma con un part time 24 ore ????? Come mi devo muovere ???? Ho fatto un colloquio oggi e ho espressamente richiesto che in quanto non mi sento più idoneo al ruolo ( anche per problemi alimentari )richiedo questa cosa ma non ho intenzione di firmare un part. time 24 ore !!!!! Cosa possono e non possono fare ???? ( ah il mio livello di inquadramento e il secondo e ora lavoro su Genova )residenza Cuneo. Fabio.

In risposta a Fabio. In effetti l’azienda, adducendo comprensibili motivi organizzativi, non è tenuta ad accettare la sua domanda di trasferimento con demansionamento; non conoscendo personalmente la situazione non capisco però perché le offrono un part time, a meno che, nella nuova sede abbiano già assunto addetti vendita con cui coprono quasi completamente le esigenze organizzative. Attenzione a non dichiararsi più idoneo a svolgere il suo ruolo per motivi di salute, poiché l’azienda potrebbe anche prendere in considerazione la risoluzione del rapporto di lavoro. Le suggerisco di leggere gli articoli collegati a questo LINK, affinché lei possa capire le problematiche relative ai trasferimenti.

Argomento: LICENZIAMENTO E INDENNITA’ DI PREAVVISO

1 – Domanda: Pier Paolo buonasera, in attesa di una comunicazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, su quattro mesi di preavviso spettanti , mi hanno proposto di lavorarne due egli altri due mi vengono retribuiti senza lavorarli ( come un piccolo incentivo all’esodo).
La mia domanda e questa: ho proposto all’azienda il mese di settembre come recupero ferie e permessi e Ottobre e Novembre senza lavorarli vanno a finire nel totalone del tfr + ratei di 13A e 14A che mi rateizzeranno in 10 mesi. Se siamo d’accordo ambedue le parti si possono fare solo 3 mesi di preavviso al posto dei 4 mesi ? nell’accordo mi hanno proposto anche di non chiudere del tutto un rapporto e accettare un lavoro stagionale di sei mesi da ratificare presso la sede competente, qualora cambia la società l’obbligo di riassunzione per la stagione e valido ? Grazie per una sua cortese risposta. Pasquale

In risposta a Pasquale. Pasquale se le parti sono d’accordo si può fare tutto, ma la tua controproposta non mi sembra in linea con la posizione dell’azienda. Non entro nel merito del licenziamento ma già avrei da obbiettare sul fatto che il dovuto ti sia rateizzato in 10 mesi; l’azienda, evidentemente, pensa ad un passaggio di consegne per cui la tua proposta non li troverà d’accordo. Ricordati che, legalmente, non si può usufruire delle ferie durante il preavviso. Gli accordi vanno comunque sottoscritti davanti alla Commissione di conciliazione e sarebbe auspicabile ratificarli in sede sindacale; in tal modo è poi difficile per chiunque impugnarli.

Argomento: LICENZIAMENTO E CESSIONE DEL QUINTO

1 – Domanda: buon giorno signor pierpaolo avrei bisogno di un chiarimento in merito …allora sul contratto del prestito .al punto n.1 dice…..in caso di cessione dal servizio la presente cessione si estenderà su quanto al cedente spetti x effetto di tale cessione ed il cedente consente che lamministrazione ceduta trattenga limporto necessario x lestinsione della cessione sulle somme che ha qualunque titolo e sotto qualsiasi denominazione non escluse le erogazioni ha titolo di liberalità eccc fondi pensioni ………quindi la mia domanda è ma con queste belle parole vorrebbero dire che mi trattiene pure lincentivo allesodo? che come mi aveva detto i sindacati lincentivo x legge non lo possono toccare …..mi aiuti lei x favore che sa le leggi io adesso sono in cassa integrazione da novembre 2013 quindi al 30 novembre 2014 saro licenziato definitivamente e andrò in mobilità x 3 ed ho firmato x un incentivo allesodo di 15.000 euro di cui 6000 già presi e 5000 li dovrei prendere il 10 gennaio 2015 e 4000 marso 2015 comunque la seconda domanda è ma se io ho persop il posto di lavoro non dovrebbe intervenire lassicurazione della finansiaria ha copertura del rimanente debito? Franco

In risposta a franco. Per quello che ne so l’interpretazione deei contratti finanziari sui prestiti è diversa da quello che ti hanno detto i sindacati. Se il soggetto lavoratore con in corso una cessione del quinto incorre nel licenziamento e il datore di lavoro propone in via consensuale il corrispettivo di un incentivo all’esodo, questa somma va a confluire insieme al TFR nel capitale residuo da restituire alla finanziaria fino all’estinzione del debito. L’incentivo all’esodo è infatti una somma slegata dal capitale del trattamento di fine rapporto ma comunque soggetta a costituire una garanzia per l’agenzia creditizia in caso di mancata risoluzione delle rate del capitale finanziato e in caso di perdita di impiego. la polizza assicurativa viene attivata solo nel caso in cui tali spettanze non siano sufficienti alla copertura dell’intero debito residuo. Ti segnalo un arbitrato bancario sull’argomento

Argomento: ASSUNZIONE SENZA REGOLARE CONTRATTO DI LAVORO

1 – Domanda: Ciao buon giorno vorrei alcuni chiarimenti, da circa due anni lavoro in un laboratorio artigiano visto i tempi mi sono accontentato di questo e il mio titolare ha sempre detto mo vediamo per l assunzione ma ancora niente e adesso nn solo la beffa ma avanzo ancora due mesi.se io vado al sindacato e denuncio il mio problema, come si mettono le cose?sia per me che per lui? Marco

In risposta a Marco. E’ ovvio che è il tuo datore di lavoro a non essere in regola in quanto ti fa lavorare senza un regolare contratto di assunzione; se tu lo denunci avrà sicuramente delle grane e potrebbe risolvere il rapporto di lavoro con te, ma se non fai niente sarai sempre soggetto a questa situazione aggravata dal fatto che se non ti paga tu non hai nulla in mano per dimostrare che lavori per lui; hai perlomeno dei testimoni?

Argomento: CRITERI PER AVERE DIRITTO ALL’ASPI

1 – Domanda: Buongiorno Dott. Pier Paolo avrei da porle un quesito. Società con un unico dipendente che vuole andare via per aprire un’attività chiede di fare un licenziamento con risoluzione consensuale in cui non vengono chieste mensilità in più per poter chiedere l’Aspi in un’unica soluzione. Secondo lei è fattibile la cosa facendo una scrittura tra le parti e bisogna farla con un sindacato?
Grazie per la risposta e la gentilezza. Enrica

In risposta a Enrica. Bisogna farla di fronte alla Commissione di conciliazione presso le direzioni provinciali del lavoro.

2 – Domanda. Gentilissimo Sig. Pier Paolo avrei un quesito da porle con la ditta per cui lavoro eravamo convenuti di fare un licenziamento e procedura di conciliazione presso la Dtl. Quest’ultima sino a fine settembre non ha disponibilità di appuntamenti e ha detto che in alternativa si può fare un verbale di accettazione incentivata del licenziamento da parte del lavoratore in sede sindacale. La mia domanda è così facendo ho diritto poi all’Aspi?
Grazie in anticipo della Sua cortese risposta
Luca

In risposta a Luca. In funzione dell’articolo 4 della Procedurasembra proprio di si; come vede però esistono delle precise figure che devono assistere il dipendente. Consulti l’INPS se ha tempo, poiché hanno loro l’ultima parola.

Argomento: CCNL E INDENNITA’ DI CASSA

1 – Domanda: mi chiamo gionata, ho 37 anni e sono un dipendente. mi occupo delle consegne per una ditta e ogni giorno, trasporto i soldi degli incassi. non ho una cassa e mi è capitato di perdere 50€,dovendo poi rimetterli di tasca mia vorrei sapere se ,per legge ,il mio titolare mi dovrebbe riconoscere un indennizzo sul trasporto del denaro spero mi possiate aiutare…

In risposta a gionata. Mi dovresti dire che tipo di CCNL si applica alla tua ditta , per verificare se contempla un’indennità cassa e per il trasporto di denaro.

Argomento: MOBILITA’ A ZERO ORE

1 – Domanda: salve vorrei porre l’attenzione su un problema che sta affrontando mio marito sul lavoro,le spiego,mio marito è operaio con contratto a tempo indeterminato in una ditta ,la quale ditta da un pò di anni a questa parte stà mettendo i propri operai 7 a turno in mobilità ,il problema si è venuto a creare negli ultimi 2 anni il datore di lavoro ha iniziato a far lavorare sempre meno mio marito e d un altro operaio premetto che ogni due tre mesi allo scadere rimette tutti gli operai in cassa integrazione guadagni poi se ha bisogno di far lavorare qualcuno lo stacca dalla mobilità e lo riattacca quando non lavora ,intanto volevo sapere se può farlo ,in secondo luogo mio marito non lo ha fatto rientrare da ormai ben 9 mesi l’ultima volta che ha lavorato è stato il 4 dicembre 2013 adesso è agosto ,il problema è che invece gli altri operai stanno lavorando anche se loro negano ,ci sono molti testimoni che possono giurare di averli visti ,ma mio marito e un altro operaio non, ha parlato al datore di lavoro di questa cosa lui ha risposto che non c’è lavoro e che ne riparleranno il 30 agosto .vorrei sapere se può comportarsi così, cosa possiamo fare per difendere i nostri diritti io non lavoro e abbiamo 2 figli piccoli ,ha parlato del problema anche alla sede cgl , ma la cosa non è cambiata ,io credo che lo faccia per far in modo che si licenzi perché il datore di lavoro non può farlo mio marito non è il più giovane come anni lavorativi mi dia un consiglio grazie

In risposta a romina. Vedo solo due possibilità; chiedere una verifica ai sindacati provinciali e secondariamente denunciare lo stato delle cose alla Direzione Territoriale del Lavoro competente.

Argomento: LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO

1 – Domanda: Vorrei sapere se e’legale utilizzare la cassa integrazione in deroga come incentivo all’esodo?
Mi e’stata proposta e il mio rifiuto ha comportato delle rappresaglie sono stata prima raggiunto da un licenziamento per giustificato motivo oggettivo e a distanza di sette giorni da licenziamento per giusta causa. Per entrambi il preavviso deve essere lavorato. Inoltre questi due provvedimenti sono stati inflitti quando ero in malattia. Virna

In risposta a virna. Niente è legale di tutto quello che mi scrivi; rivolgiti immediatamente ad un legale. Ammesso che ti possa interessare ti segnalo un LINK dove troverai un elenco di avvocati abilitati al patrocinio gratuito degli assistiti; magari ne trovi qualcuno che opera nella tua zona.

2 – Domanda: Buonasera, premettendo che trovo i suoi articoli una salvezza per chi si trova ad affrontare queste difficili situazioni, avrei bisogno di un consiglio.
-Ad aprile ho firmato un contratto di apprendistato (ho 26 anni sto per concludere una laurea triennale ed ho lavorato colo con contratti a progetto)
– per motivi economici, la società ha deciso di licenziarmi per giustificato motivo oggettivo a partire dal 30 luglio 2014.
-firmando la risoluzione consensuale di lavoro mi hanno proposto un incentivo all’esodo di 500 € lordi
Proprio perché non mi hanno dato la possibilità di proseguire l’apprendistato e non mi hanno fornito un briciolo di formazione, a me non sembra corretta la cifra, secondo lei potrei raggiungere un incentivo lordo di 700€??? Apprendista

In risposta a apprendista. Ipotizzo che tu sei stato assunto con un contratto di apprendistato professionalizzante( vedi Normativa), ma non dicendomi sotto quale CCNL, non posso verificare se ad esempio è stata rispettata la durata minima contrattuale. Non capisco, infatti, perché tu sia stato assunto ad aprile per licenziarti a fine luglio. Se non ti è stato fatto firmare alcun documento con il quale dichiaravi di aver ricevuto la formazione e se non è stata rispettata al durata minima contrattuale potresti negoziare somme anche superiori ai 700 euro.

Argomento: NEGOZIARE L’INCENTIVO ALL’ESODO

1 – Domanda: Gentile Avvocato le espongo brevemente la mia domanda. Sono dipendente bancario ho 32 anni di anzianita’ e 51 anni di eta’ anagrafica ed un lordo di circa 45 mila euro. Vorrei parlare con il mio Ufficio del Personale e “trattare” un incentivo all’esodo a fronte di mie dimissioni. Ma non so né se devo andare io personalmente ne quanto eventualmente richiedere tenendo conto dei parametri illustrati precedentemente anzianita’, eta’ e lordo annuo. Grazie anticipatamente della sua risposta. Alessandro

In risposta a alessandro. Signor Alessandro, non è possibile risponderle con un breve commento sul blog; segua questo Link e le verranno proposti tutti gli articoli che ho scritto sull’argomento, nei quali potrà trovare le risposte alle sue domande.

2 – Domanda: Gentilissimo Pier Paolo,
le faccio sinceri e sentiti complimenti per il blog che ho scoperto da pochi giorni e che mi sembra un’oasi nel deserto che da cassa integrato mi trovo a traversare da più di un anno e mezzo. Ho 35 anni (senza moglie/figli) e da più di 7 anni lavoro presso questa azienda. Da gennaio 2013 sono in cassa integrazione a 0 ore e pochi giorni fa mi è stato proposto un “incentivo” (le virgolette sono d’obbligo, vista la cifra…) per andare in mobilità volontaria: 4000 euro lordi, oltre alle mensilità di preavviso spettanti per legge.
Ho saputo che anche ad altri dipendenti con anzianità simile è stata proposta cifra analoga. Avendo letto questo articolo https://lavoro-dipendente.com/2010/03/16/calcolo-dellincentivo-allesodo/ ritengo (e lo ritenevo anche prima, in verità) che la cifra offertami sia molto bassa. Attualmente l’azienda ha in corso la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale che scadrà a fine dicembre. Il mio ragionamento, da profano in materia, prima di leggere il suo articolo che ho linkato precedentemente, era che quanto meno l’offerta (preavviso escluso) avrebbe dovuto pareggiare i 5 mesi di cassa integrazione restanti (5500 euro netti circa), dopo aver bazzicato il blog penso che probabilmente ero stato anche basso nella valutazione…
In base alla sua esperienza in materia, a quanto ritiene che debba pressappoco ammontare un’offerta congrua?
La ringrazio per la gentilezza e per il tempo che vorrà dedicare al mio quesito.

In risposta a ValerioValerio, mentre le confermo che i calcoli citati si riferiscono a casi reali, d’altra parte l’avverto che ogni caso è a se stante, dipendendo questo dalle condizioni dell’azienda, dalle negoziazioni sindacali, dalla situazione personale degli interessati; credo le possa essere utile leggersi tutti i post che ho pubblicato sull’argomento e che danno dei suggerimenti su come negoziare l’incentivo all’esodo. Mi ricontatti se, dopo la lettura, le rimangono ancora dubbi.

Argomento: PARZIALE RIDUZIONE DELLE ATTIVITA’

1 – Domanda: Buongiorno e complimenti per il sito! Io volevo chiedervi… lavoro da 5 anni in un azienda con 12 dipendenti di cui 6 siamo della produzione, 4 in ufficio e 2 addetti alla posa. Un bel giorno il titolare dell azienda ,che ne detiene altre 2 importanti di cui, una gia fallita e l altra ha ridotto il personale , si sveglia con l idea di chiudere la produzione ed andar avanti con ufficio e posa, dando il lavoro da fare fuori ad altre ditte. Può? Cosa devo fare? Per ora grazie mille… Simone

In risposta a simone. Per ora nulla; bisogna vedere come l’imprenditore intende procedere per risolvere il rapporto di lavoro con i 6 dipendenti della produzione: ci possono essere tre possibilità. Mobilità, licenziamento per giustificato motivo oggettivo e risoluzione consensuale con incentivo all’esodo.

Ok, grazie… E i 6 mal capitati oltre al proprio t.f.r. cosa possono o devono richiedere? Quanto detto dai sindacati non ci spetta nulla visto e il numero dei dipendenti é sotto i 14, secondo loro non ci spetta nulla. Lui può lasciar a casa la produzione per il semplice motivo che gli costa troppo oggi giorno e continuare con ufficio e posa? Noi siamo in c.i.g. e il lavoro lo danno da fare ad altre aziende, possono anche questo? Grazie ancora…
In risposta a simone. Simone purtroppo i sindacati hanno ragione; la legge Fornero non si applica alle aziende con meno di 15 dipendenti. Cosa diversa è il fatto che voi siate in cig e il vostro lavoro è stato affidato ad aziende esterne. Avete pensato di denunciare il fatto alla Direzione provinciale del lavoro?

Argomento: CONTRATTO DI SOLIDARIETA’

1 – Domanda: mi chiamo mascia ho 49 anni lavoro in una casa di riposo onlus che per investimenti sbagliati ora ha dei grossi problemi finanziari.hanno proposto il contratto di solidarietà 10% in meno dello stipendio a tutti gli operatori e infermieri.per 24 0 48 mesi.io mi sono appena separata ho dei grossi problemi finanziari …mutuo ,spese, figli e debiti accumulati.,devo per forza pagare il 10% anche se faccio fatica a campare? noi operai possiamo far nominare un revisore dei conti per sapere veramente come stanno le cose?

In risposta a mascia. Mascia, lei non lo cita ma, di norma, i contratti di solidarietà vengono negoziati con le organizzazioni sindacali e sono loro che dovrebbero valutare se la situazione economica della casa di riposo è tale da giustificare la richiesta di solidarietà.

ARCHIVIO COMMENTI ultima modifica: 2017-05-16T05:01:16+00:00 da pps9000
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