Archivio commenti

Questa pagina raccoglierà tutte le consulenze fornite nel periodo che va dal 2010 al 2014, periodo durante il quale si è realizzato il più intenso periodo di consulenza on line. E’ un archivio storico, prima di tutto a dimostrazione della reale attività del sito e, secondariamente, può costituire un enorme materiale di riferimento anche se non sempre d’immediata consultazione. Gli argomenti più dibattuti riguardano le giusta causa, l’incentivo all’esodo, il mobbing, il trasferimento del dipendente, il licenziamento, l’indennità di preavviso, le assunzioni senza regolare contratto di lavoro, i criteri per avere diritto alla Naspi, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, l’incentivo all’esodo, i contratti di apprendistato, i contratti di solidarietà. La sezione è quindi una fonte inesauribile d’informazioni per chi volesse verificare quali consulenze sono state  già fornite a quelle situazioni simili alla propria. La pagina è in continuo aggiornamento poiché si tratta di selezionare e copiare più di 100 pagine di consulenze.

ARCHIVIO

Antonella 28 ago 2014  Racconta la tua storia

Grazie.

Pier Paolo 28 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Premesso che non sono un avvocato ma un ex direttore del personale, le faccio notare che nel caso di dimissioni per giusta causa o per mobbing, la legge italiana prevede che sia in capo al dipendente dimostrare di aver subito discriminazioni, vessazioni o comportamenti illegali da parte dell’azienda; o lei ha documenti e testimoni per sostenere le sue accuse o è inutile che lei pensi ad iniziare una vertenza con l’azienda.

Antonella 28 ago 2014 Racconta la tua storia

Buon pomeriggio,
Sono in fase di decisione nell’immediato…dopo un periodo di malattia causato da depressione per demansionamento e vessazioni varie da “demansionamento” e siccome dovrò a breve aprire un attività ho deciso di dimettermi chiedendo solo l’indennità di preavviso non lavorato….che l’azienda (tramite mio legale sembra aver accettato) ora volevo chiederle se c’era motivazione per poter andare avanti invece con DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA” data la guerra tra le parti ormai in atto da tempo e il conseguente stato di salute!!!! La mia paura e’ che dovendo io aprire a breve un’attività….possa rimanere coinvolta ed intrappolata nel dover dimostrare quello che l’azienda non ammetterà mai…
Grazie.

CALCOLO DELL’INCENTIVO ALL’ESODO Vladimiro

Buongiorno, sono un lavoratore di 38 anni con 2 figli a carico e 9 anni di attività aziendale. Il mio stipendio netto è circa 1700€/mese. Molto probabilmente l’azienda vorrà avviare procedura di mobilità (sud Italia) poiché è già in arretrato nei confronti dei dipendenti di 6 mensilità di retribuzione. Alla cifra lorda calcolata non penso siano sottraibili i 3 mesi di preavviso dato che già da 6 mesi non veniamo pagati, mentre dovrebbero essere sottratti 24 mesi di mobilità. Nel netto dello stipendio sono compresi gli assegni per nucleo familiare, devo sottrarli prima di effettuare la moltipliczione? Le ferie arretrate devono essere aggiunte al calcolo? In che modo? Potrebbe farmi un piccolo prospetto che possa aiutarmi a capire quanto debbano offrirmi in caso di incentivo e quanto percepirei in caso di mobilità in modo che io possa valutare la scelta migliore? La ringrazio per il supporto che potrà darmi.

Pier Paolo   27 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Vladimiro le suggerisco prima di tutto di leggere gli articoli che ho scritto sulla incentivazione all’esodo. Le è infatti sfuggito che la determinazione dell’incentivo all’esodo non è normata da legge, quindi ogni caso è a se stante: quel calcolo a cui lei si riferisce è un esempio reale di accordo tra azienda e sindacati, ma l’approccio della sua azienda potrebbe essere completamente diverso. E’ quindi senza utilità che io le faccia calcoli che potrebbero essere completamente errati. Io la potrò aiutare più efficacemente se e quando mi farà sapere le intenzioni della sua azienda che, nell’aprire la mobilità, non è obbligata a considerare anche l’incentivo all’esodo.

 Marco 20 ago 2014 Assistenza legale

Sono già tre anni che lavoro in questa azienda con contratto a tempo indeterminato e per ottenere questa certificazione sono necessari periodi di esperienza lavorativa prima di poter accedere al corso.La comunicazione di questa decisione mi è arrivata solamente ora a ridosso dell’imminente corso.

Pier Paolo

Premesso che, di norma, le aziende finanziano completamente i piani di formazione e sviluppo del personale esiste, nella sua situazione, un elemento determinante; lei può rifiutarsi di partecipare al corso, continuando a svolgere la sua attuale mansione? In caso di risposta negativa l’azienda, per quanto mi riguarda, è obbligata a sostenere completamente le spese, poiché lei risulterebbe comandato a partecipare. In caso di risposta positiva, la partecipazione potrebbe essere considerata una specie di arricchimento personale non strettamente necessario alla mansione e, in tempi di crisi, varrebbe accettare la richiesta aziendale.

Marco Assistenza legale

Salve, dovró seguire un corso a breve per poi dare un esame per ottenere una certificazione.Tutto ció è stato richiesto dalla mia ditta.Cinvinto che pagasse tutto il costo del corso+esame, oggi mi è arrivata la comunicazione dal mio titolare che il costo complessivo è da pagare metà la mia ditta e metà devo pagarlo io.Premetto che negli anni passati nessun mio collega ha mai sborsato un centesimo per certificarsi..Volevo chiedere..è legale questa prassi??o non puó obbligarmi a pagare il costo del corso?grazie

Pier Paolo 20 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Problema non semplice; se la sua mansione richiede obbligatoriamente una certificazione bisognerebbe conoscere l’antefatto. Questa necessità è sorta dopo che l’azienda l’aveva posto nella posizione attuale? Se ciò fosse il caso si potrebbe comprendere la richiesta aziendale di dividere le spese del corso. Non sarebbe giustificato nel caso l’azienda l’avesse posto nell’attuale posizione, sapendo già che occorreva una certificazione e che lei non ne era in possesso. Se poi era prassi aziendale pagare questi corsi, lei si può certamente applellare a tale prassi.

Consulenza on line

Buongiorno, lavoro in un supermercato nel quale ho subito parecchi cose per cui provvederò a breve. L’ altro giorno mentre svolgevo la mia mansione, un mio collega, di un altro reparto, e mansione, viene e mi dice lascia stare faccio io, io gli rispondo che ho già quasi finito e lui mi dice no faccio io perchè se fai tu va ricontrollato tutto. Ora è evidente ma non ho le prove che qualcuno che ce l’ ha con me gli abbia detto qualcosa contro di me, ma rimango stupido dal sentire un richiamo così assurdo. Rispondo che so fare il mio lavoro dato che per oltre due anni non solo sistemavo io il reparto ma gestivo anche l’ ordine e che lui non è autorizzato ne a darmi ordini ne a fare richiami. A quel punto nasce una lite spropositata in cui lui mettend le mani sui genitali mi dice che posso solo s……o che lui nella ita ha fatto qualcosa io invece non sono nessuno, che non ha aura anche se faccio arti marziali, che non capisco cosa abbia a che fare.. io rispondevo alterato di non permettersi di offendere e di fare il suo lavoro. Poi mi dice che non sono normale(non so a cosa si riferisse di preciso ma ho la sindrome di tourette) a quel punto inizio a urlare di non permettersi piu e di non rivolgermi la parola e lui si calma moderando le frasi.. chiusa la discussione avviso il titolare che non prende nessun provvedimento, come al solito. Vorrei fare qualcosa per segnalare l’ episodio se possibile anche avere un rimborso danni, ma soprattutto far rimanere traccia per un eventuale causa di mobbing che farò pe alti motivi

Pier Paolo  20 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Le suggerisco di riferire l’accaduto, per email (che ha valore legale se inviata con la Pec) al funzionario responsabile del personale o in sua mancanza al titolare, con richiesta d’intervenire nei confronti del collega che ha avuto un comportamento offensivo nei suoi confronti. Come lei stesso dice, tale documento potrà essere usato in una possibile azione di mobbing.

Daniela 19 ago 2014 Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivazione all’esodo

Buonasera, Sottopongo la mia situazione, a breve mi verrà notificato il trasferimento collettivo per spostamento della sede legale a 90 km dalla mia residenza. La società così adempirà ai suoi obblighi sperando che vengano date le dimissioni da chi non accetta. Ora io avendo casa d proprietà il trasferimento porterebbe a un peggioramento della mia situazione economica ma dando le dimissioni perderei i miei diritti all aspi. Cosa posso rispondere ? Posso chiedere un incentivo all esodo e conciliazione in dpl o non ho alternativa se non quella d dimettermi.? Il trasferimento presso altra sede è correlato all’ acquisizione di un altra società ( che diventerà nuova sede e in cui lavorano persone con la mia stessa mansione). Ringrazio e attendo cortese riscontro

Pier Paolo

Poiché il trasferimento è a 90 km dalla sede attuale lei potrebbe chiedere la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivazione all’esodo senza perdere il diritto all’Aspi.

Ciao buon giorno vorrei alcuni chiarimenti, da circa due anni lavoro in un laboratorio artigiano visto i tempi mi sono accontentato di questo e il mio titolare ha sempre detto mo vediamo per l assunzione ma ancora niente e adesso nn solo la beffa ma avanzo ancora due mesi.se io vado al sindacato e denuncio il mio problema, come si mettono le cose?sia per me che per lui?

Pier Paolo 17 ago 2014· lavoro-dipendente.com

E’ ovvio che è il tuo datore di lavoro a non essere in regola in quanto ti fa lavorare senza un regolare contratto di assunzione; se tu lo denunci avrà sicuramente delle grane e potrebbe risolvere il rapporto di lavoro con te, ma se non fai niente sarai sempre soggetto a questa situazione aggravata dal fatto che se non ti paga tu non hai nulla in mano per dimostrare che lavori per lui; hai perlomeno dei testimoni?

Enrica 6 ago 2014 CALCOLO DELL’INCENTIVO ALL’ESODO

Buongiorno Dott. Pier Paolo avrei da porle un quesito. Società con un unico dipendente che vuole andare via per aprire un’attività chiede di fare un licenziamento con risoluzione consensuale in cui non vengono chieste mensilità in più per poter chiedere l’Aspi in un’unica soluzione. Secondo lei è fattibile la cosa facendo una scrittura tra le parti e bisogna farla con un sindacato? Grazie per la risposta e la gentilezza

Pier Paolo 17 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Bisogna farla di fronte alla Commissione di conciliazione presso le direzioni provinciali del lavoro.

gionata 2 ago 2014 Consulenza on line

mi chiamo gionata,ho 37 anni e sono un dipendente.mi occupo delle consegne per una ditta e,ogni giorno,trasporto i soldi degli incassi.non ho una cassa e mi è capitato di perdere 50€,dovendo poi rimetterli di tasca mia.vorrei sapere se,per legge,il mio titolare mi dovrebbe riconoscere un indennizzo sul trasporto del denaro.spero mi possiate aiutare…

Pier Paolo 17 ago 2014· lavoro-dipendente.com

Mi dovresti dire che tipo di CCNL si applica alla tua ditta , per verificare se contempla un’indennità cassa e per il trasporto di denaro.

Romina Consulenza on line

salve vorrei porre l’attenzione su un problema che sta affrontando mio marito sul lavoro,le spiego,mio marito è operaio con contratto a tempo indeterminato in una ditta ,la quale ditta da un pò di anni a questa parte stà mettendo i propri operai 7 a turno in mobilità ,il problema si è venuto a creare negli ultimi 2 anni il datore di lavoro ha iniziato a far lavorare sempre meno mio marito e d un’altro operaio premetto che ogni due tre mesi allo scadere rimette tutti gli operai in cassa integrazione guadagni poi se ha bisogno di far lavorare qualcuno lo stacca dalla mobilità e lo riattacca quando nn lavora ,intanto volevo sapere se puo farlo,in secondo luogo mio marito nn lo ha fatto rientrare da ormai ben 9 mesi l’ultima volta che ha lavorato è stato il 4 dicembre 2013 adesso è agosto ,il problema è che invece gli altri operai stanno lavorando anche se loro negano ,ci sono molti testimoni che possono giurare di averli visti ,ma mio marito e un’altro operaio no,ha parlato al datore di lavoro di questa cosa lui ha risposto che nn c’è lavoro e che ne riparleranno il 30 agosto.vorrei sapere se puo comportarsi così, cosa possiamo fare per difendere i nostri diritti io nn lavoro e abbiamo 2 figli piccoli ,ha parlato del problema anche alla sede cgl , ma la cosa nn è cambiata,io credo che lo faccia per far in modo che si licenzi perchè il datore di lavoro nn puo farlo mio marito nn è il piu giovane come anni lavorativi mi dia un consiglio grazie

Pier Paolo

Vedo solo due possibilità; chiedere una verifica ai sindacati provinciali e secondariamente denunciare lo stato delle cose alla Direzione Territoriale del Lavoro competente.

donnie 1 ago 2014 CALCOLO DELL’INCENTIVO ALL’ESODO

Buongiorno Pier Paolo, sono dipendente a tempo indeterminato presso una multinazionale in campo logistico il cui contratto prevede il trasferimento a discrezione dell’azienda stessa. A me (ed anche ad altri 5 dipendenti) è stato prospettato un trasferimento a più di 600 km alle medesime condizioni retributive ed ovviamente dietro questo si nasconde un licenziamento ( rifiutando il trasferimento ) ma l’azienda sta facendo tutto sotto banco non portando a conoscenza in via ufficiale questa situazione. è normale questo comportamento? come potrei cautelarmi?mi rivolgo ai sindacati (FILT-CGIL) Potrei chiedere un incentivo all’esodo e se si in quale misura? Grazie mille saluti

Pier Paolo

La clausola contrattuale sul trasferimento impegna il dipendente solo se è motivato secondo legge, quindi non può essere solamente a discrezione dell’azienda. Se l’azienda dovesse procedere ai trasferimenti senza le motivazioni descritte nei post linkati, rivolgetevi subito ai sindacati provinciali (la ditta è una multinazionale) ed impugnate il trasferimento.Ti segnalo unLink con il quale troverai i miei suggerimenti su come negoziare un eventuale incentivo all’esodo.

Pasquale 27 lug 2014 Il calcolo dell’indennità sostitutiva di preavviso

Pier Paolo buonasera, in attesa di una comunicazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, su quattro mesi di preavviso spettanti , mi hanno proposto di lavorarne due egli altri due mi vengono retribuiti senza lavorarli ( come un piccolo incentivo all’esodo). La mia domanda e questa: ho proposto all’azienda il mese di settembre come recupero ferie e permessi e Ottobre e Novembre senza lavorarli vanno a finire nel totalone del tfr + ratei di 13A e 14A che mi rateizzeranno in 10 mesi. Se siamo d’accordo ambedue le parti si possono fare solo 3 mesi di preavviso al posto dei 4 mesi ? nell’accordo mi hanno proposto anche di non chiudere del tutto un rapporto e accettare un lavoro stagionale di sei mesi da ratificare presso la sede competente, qualora cambia la società l’obbligo di riassunzione per la stagione e valido ? Grazie per una sua cortese risposta. Pasquale

Pier Paolo 28 lug 2014· lavoro-dipendente.com

Pasquale se le parti sono d’accordo si può fare tutto, ma la tua controproposta non mi sembra in linea con la posizione dell’azienda. Non entro nel merito del licenziamento ma già avrei da obbiettare sul fatto che il dovuto ti sia rateizzato in 10 mesi; l’azienda, evidentemente, pensa ad un passaggio di consegne per cui la tua proposta non li troverà d’accordo. Ricordati che, legalmente, non si può usufruire delle ferie durante il preavviso. Gli accordi vanno comunque sottoscritti davanti alla Commissione di conciliazione e sarebbe auspicabile ratificarli in sede sindacale; in tal modo è poi difficile per chiunque impugnarli

Fabio 26 lug 2014 Assistenza legale

Sono uno store manager che ha richiesto un demansionamento con trasferimento su torino in un nuovo negozio in apertura ( da addetto vendita ) ma la mia azienda mi ha risposto che non è tenuta ad accettare la mia richiesta e mi ha proposto di accomtentertarmi ma con un part time 24 ore ????? Come mi devo muovere ???? Ho fatto un colloquio oggi e ho espressamente richiesto che in quanto non mi sento più idoneo al ruolo ( anche per problemi alimentari )richiedo questa cosa ma non ho intenzione di firmare un part. time 24 ore !!!!! Cosa possono e non possono fare ???? ( ah il mio livello di inquadramento e il secondo e ora lavoro su Genova )residenza Cuneo

Pier Paolo 27 lug 2014· lavoro-dipendente.com

In effetti l’azienda, adducendo comprensibili motivi organizzativi, non è tenuta ad accettare la sua domanda di trasferimento con demansionamento; non conoscendo personalmente la situazione non capisco però perché le offrono un part time, a meno che, nella nuova sede abbiano già assunto addetti vendita con cui coprono quasi compleatamente le esigenze orgenizzative. Attenzione a non dichiararsi più idoneo a svolgere il suo ruolo per motivi di salute, poiché l’azienda potrebbe anche prendere in considerazione la risoluzione del rapporto di lavoro. Le suggerisco di leggere gli articoli collegati a questo LINK, affinché lei possa capire le problematiche relative ai trasferimenti.

virna 25 lug 2014 Racconta la tua storia

Vorrei sapere se e’legale utilizzare la cassa integrazione in deroga come incentivo all’esodo? Mi e’stata proposta e il mio rifiuto ha comportato delle rappresaglie sono stata prima raggiunto da un licenziamento per giustificatomotivo oggettivo e a distanza di sette giorni da licenziamento per giusta causa. Per entrambi il preavviso deve essere lavorato. Inoltre questi due provvedimenti sono stati inflitti quando ero in malattia

Pier Paolo 26 lug 2014· lavoro-dipendente.com

Niente è legale di tutto quello che mi scrivi; rivolgiti immediatamente ad un legale. Ammesso che ti possa interessare ti segnalo un LINK dove troverai un elenco di avvocati abilitati al patrocinio gratuito degli assistiti; magari ne trovi qualcuno che opera nella tua zona

apprendista 22 lug 2014 Negoziare l’incentivo all’esodo

Buonasera, premettendo che trovo i suoi articoli una salvezza per chi si trova ad affrontare queste difficili situazioni, avrei bisogno di un consiglio. -Ad aprile ho firmato un contratto di apprendistato (ho 26 anni sto per concludere una laurea triennale ed ho lavorato colo con contratti a progetto) – per motivi economici, la società ha deciso di licenziarmi per giustificato motivo oggettivo a partire dal 30 luglio 2014. -firmando la risoluzione consensuale di lavoro mi hanno proposto un incentivo all’esodo di 500 € lordi Proprio perchè non mi hanno dato la possibilità di proseguire l’apprendistato e non mi hanno fornito un briciolo di formazione, a me non sembra corretta la cifra, secondo lei potrei raggiungere un incentivo lordo di 700€???

Pier Paolo 26 lug 2014· lavoro-dipendente.com

Ipotizzo che tu sei stato assunto con un contratto di apprendistato professionalizzante, ma non dicendomi sotto quale CCNL, non posso verificare se ad esempio è stata rispettata la durata minima contrattuale. Non capisco, infatti, perché tu sia stato assunto ad aprile per licenziarti a fine luglio. Se non ti è stato fatto firmare alcun documento con il quale dichiaravi di aver ricevuto la formazione e se non è stata rispettata al durata minima contrattuale potresti negoziare somme anche superiori ai 700 euro.

salve ,vorrei porle alcune domande …mio padre da più di 20 anni lavorava presso una pasticceria come operaio. poi il proprietario ha deciso di chiudere per i troppi debiti . quando lavorava mio padre doveva andarci anche con la febbre visto che non pagava seno’ la settimana e poi come pagava mio padre il mutuo? a parte questo mio padre era solo nel laboratorio e faceva di tutto nel locale….tutti i soldi per il proprietario erano buoni per andarseli a mangiare… ci sono stati i momenti belli per lui ma per mio padre la paga era quella . quando poi non aveva piu’ i soldi per comprare il materiale per lavorare ed altro lo butta fuori senza soldi. ora mio padre prende la disoccupazione ed è in attesa a dicembre per la mobilita’ ed il principale cioè il proprietario non ha dato ancora la buona uscita . LUI HA CEDUTO IL LOCALE INCASSA I SOLDI MA PER MIO PADRE NON HA NIENTE . COSA BISOGNA FARE?

Anna, ripeto a te quello che ho spesso dovuto dire a tanti altri lavoratori nelle stese condizioni di tuo padre; il singolo lavoratore senza l’assitenza di un legale, non ha alcuna possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti. So che l’ostacolo a farsi assistere da un legale è il dubbio che alla fine si corra il rischio di dover spendere di più di quello che, eventualmente, si è riusciti a recuperare. Prova a verificare con questo Collegamento se nella zona dove tuo padre risiede, esistono avvocati abilitati al patrocinio gratuito.

Buongiorno Dott. Paolo avrei un quesito da sottoporle la società presso cui lavoro mi vuole licenziare senza preavviso pagandomi l’indennità sostitutiva il contratto applicato è quello della metalmeccanica industria. Per la mia anzianità/livello sono 3 mesi. Mi ha fatto il loro consulente del lavoro un conteggio di quello che percepirei solo che anziché pagarmi come pensavo io 3 stipendi lordi più i ratei della 13 mensilità ha calcolato in tre mesi quanti giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) ci sono pari a 66 giorni e mi paga solo quelli più 2/12 di 13 mensilità. Siccome ho sentito pareri discordanti qual è l’esatto calcolo dell’indennità. Grazie in anticipo della sua cortese risposta

Lei non è pagata a giorni ma a mensilità, quindi il mancato preavviso deve essere calcolato nello stesso modo e, inoltre, le spetterebbero 3 ratei di tredicesima e non due. Si faccia spiegare dal consulente dove ha preso quella base di calcolo, non certo dal CCNL dei metalmeccanici. Le segnalo un sito dove spiega, in generale, come si calcola l’indennità di preavviso

loscopriremosoloscrivendo 6 lug 2014

Gentile Signor Pier Paolo, vivo in Abruzzo, sono in cassa integrazione in deroga da ottobre 2013, e ad oggi non ho ancora ricevuto nessun pagamento di tale “integrazione”. Sono andata all’INPS per avere chiarimenti, e mi hanno detto che al momento stanno pagando le mensilità di CIGD relative a ottobre-novembre-dicembre 2013, ma che per quanto riguarda le mie spettanze, non possono pagarmi perché non hanno ricevuto i modelli SR41!!!! Doveva compilarli e inviarli all’INPS il consulente del lavoro dell’azienda che mi ha messo in “cassa”, ma non lo ha fatto. Ho quindi sollecitato più volte, personalmente e via mail, il detto consulente del lavoro (mettendo l’azienda in copia), ma non ho ricevuto nessuna risposta… nemmeno con l’”aiuto” del sindacato. Di fronte a questo muro di gomma, cosa posso fare? Andare dai carabinieri e denunciare il consulente del lavoro e/o l’azienda? Rivolgermi a un legale per un ennesimo sollecito? La prego di darmi un consiglio, non so più cosa fare per ottenere quel poco che mi spetta. Grazie.

Franca l’azienda è sempre responsabile di fronte alla legge; il consulente è persona o ente che l’azienda retribuisce per espletare operazioni per le quli non ha competenze interne. Fatta questa premessa è ovvio che i solleciti vanno inviati all’azienda; rimane da stabilire come obbligare l’azienda ad intervenire sul consulente. Prima dell’avvocato, anche se non posso assicurarle che funzionerà, proverei la DPL; nel caso in cui il lavoratore verifichi inadempimenti da parte del datore di lavoro in merito al rapporto di lavoro instaurato tra le parti, può richiedere l’intervento degli organi di vigilanza della Direzione Provinciale del Lavoro. Il primo passo è quello di andare presso la Direzione Provinciale del Lavoro (Servizio Ispezione del Lavoro) della provincia presso la quale si ha il domicilio (o presso la D.P.L. ove presta la propria attività lavorativa) e contattare l’ispettore di turno.

carmine 30 giu 2014

salve lavoravo da 9 anni per una cooperativa di servizi con contratto a tempo indenterminato,ogni anno cambiava nome e sede senza nessuna comunicazione nè tfr, il 31 dicembre 2013 mi ha licenziato senza preavviso nè tfr,non pagandomi neanche 12 giorni di malattia che l inps gli ha versato,posso fare qualcosa, premetto che ha cambiato nome e sede legale ma gli uffici sono sempre in città.grazie

Visto il comportamento perennemente illecito di questa azienda, l’unica possibilità di recuperare parte o tutte le somme dovute è quella di rivolgersi ad un legale. Dato che non esiste però alcuna certezza e nell’ipotesi che non si voglia spendere somme per pagare onorari, ti segnalo un sito dove troverai l’elenco degli avvocati che prestano patrocinio gratuito. Vedi se ne trovi qualcuno nella tua zona di residenza.
http://www.avvocatogratis.com/avvocato-gratuito-patrocinio/elenco-avvocati-abilitati-al-gratuito-patrocinio/

Buongiorno Pier Paolo,
La Società per cui lavoro da 8 anni con contratto a tempo indeterminato a breve verrà messa in liquidazione, (sono l’unico lavoratore).
1 – In busta oltre al TFR, che immagino vogliano corrispondermi a rate (come hanno fatto con i miei ex colleghi), ho un sacco di ROL, Ferie e quant’altro non godute, queste ultime sono tenuti a pagarmeli?
2- sono a conoscenza che apriranno un’altra società, sotto altro nome ecc…, e qui forse verrò riassunto con un contratto a tempo determinato, sul contratto ne sono certo perchè ne avevo già parlato…
Conoscendo il datore di lavoro, molto probabilmente mi chiederà di firmare le dimissioni entro la fine di giugno, cosi con i 30 gg di preavviso, ad agosto sarei “scoperto”, posso rifiutarmi di firmare le MIE dimissioni?
3- non sarebbe più corretto che mi licenziassero, così avrei anche il tempo per richiedere la disoccupazione in caso non mi riassumessero a settembre?
4- se mi chiedono di firmare le dimissioni, avrei diritto ad una buona uscita, visto che da anni e non su mia volontà, percepisco una quota a latere? grazie mille

Alla chiusura dell’azienda ti devono essere pagate tutte le competenze di fine rapporto (rol e ferie non godute + tfr). Non vedo perché tu debba firmare le dimissioni; l’azienda ti dovrà licenziare dandoti il prevviso di legge lavorato o pagato. Il firmare le dimissioni non ti da alcun diritto ad una buona uscita (che legalmente non esiste); ammesso che tu lo voglia potresti negoziare la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivazione all’esodo, rischiando però di perdere l’Aspi. Su questo aspetto sarebbe necessario parlarne a voce, perché molto complesso. Verifica le condizioni per una Consulenza on line.

Salve, l’azienda presso la quale lavoro non mi ha pagato il premio annuale concordato (sul contratto firmato in fase di assunzione). Sono stato convocato e mi è stato proposto un pagamento in X mesi, accetto a condizione che il primo sia più cospicuo e le rimanenza sia suddivisa tra le restanti mensilità. Vengo ricontattato a breve e ricevo la comunicazione che il pagamento sarà suddiviso in Y mesi partendo il primo mese da una cifra bassa per andare poi a salire. Ovviamente tutto ciò è stato detto solo verbalmente (probabilmente per non lasciare “tracce” nelle email che ho chiesto più volte per avere tutto nero su bianco). Stanco dei soprusi di quest’azienda cosa posso fare per far valere i miei diritti? Non basta che gli ero andato incontro, hanno ancora cambiato le carte in tavola imponendomi le loro decisioni. A me non sta bene e sono pronto ad andare fino in fondo se ne ho diritto! Aggiungo che l’esatta dicitura riportata sul contratto è: “riconoscimento di un premo produzione annuo lordo pari a X euro.” Grazie

Giorgio,premesso che, da quello che lei mi riferisce, l’azienda sembra non rispettare clausole contrattuali,per poterle dare un seppur minimo consiglio avrei bisogno di conoscere tale documentazione. Cosa fare per vedere rispettati i propri diritti implichrebbe aspetti vertenziali da chiarire con una consulenza telefonica, alle condizioni previste nella pagina del mio Blog.(https://lavoro-dipendente.com/consulenza-on-line/)

buongiorno, due mesi fa dopo un accordo con il mio datore di lavoro, sono stata licenziata, con la presenza di un sindacato ho firmato,anche perche non avevo altra scelta un foglio dove dichiaravo che in futuro nulla avrei potuto chiedere….però in questo periodo un sindacato ha controllato le mie buste paghe e ha riscontrato diverse anomalie, poi in tfr mi è arrivato dopo 4 giorni i termini di scadenza..nonostante quel foglio,posso fare una vertenza per avere ciò che mi spetta….grazie mille

Nicla sei certamente in tempo per impugnare l’accordo dal momento che la clausola transattiva esclude gli eventuali errori di calcolo che possono essere involontari, ma anche volontari. Invia una raccomandata all’azienda con allegati gli errori rilevati dai sindacati e chiedendo il conguaglio entro un termine preciso (ad esempio 15 giorni). E ovvio che se l’azienda non dovesse rispondere,dovrai rivolgerti ad un legale, per il recupero delle somme dovute.

salve mi chiamo Nina…l’8 aprile c’è stata l’udienza per una vertenza che ho fatto,il giudice ha stabilito la somma di pagamento in 12 rate mensili con la prima a partire da maggio ma il mio ex titolare non ha ancora pagato ne maggio ne giugno e credo ke non abbia intenzione di pagare …cosa posso fare???

Lei deve rivolgersi subito al suo avvocato che dovrebbe provvedere a mettere in mora il datore di lavoro e ricorrere al giudice,perché disponga del recupero forzato delle somme dovute.

Antonio 15 giu 2014

Buona sera faccio operatore ecologico ho fatto un incidente portando il mezzo di lavoro il mio datore si sta prendendo 400 euro al mese sulla busta paga ha diritto di prenderseli . Poi io non ho la maison d autista mi hanno messo a loro responsabilità sul mezzo come devo fare grazie mille

Antonio purtroppo questi sono le situazioni dove il lavoratore per difendere i propri diritti deve rivolgersi ai sindacati o ad un legale di fiducia

marta 11 giu 2014

Buongiorno,
Lavoro da 4 mesi in un’azienda che prometteva un’assunzione dopo 60 giorni di nero. Promessa che ad oggi non è stata ancora messa in atto. Oltre le innumerevoli contraddizioni e un ulteriore abbassamento dello stipendio di 200 euro, iniziano ad esserci malumori e troppe pretese da parte dei datori di lavoro (da due settimane circa sto anche sostituendo la mia collega). Cosa posso fare per fargli capire che rischiano e metterli sull’attenti?
Grazie

Marta non credo ci sia altro mezzo che parlarne direttamente con il datore di lavoro; faccia attenzione che per denunciare di aver lavorato in nero le occorrono documenti (esempio mail) o testimoni.

Archivio commenti ultima modifica: 2017-05-16T05:01:16+00:00 da pps9000
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