Racconta la tua storia

Gli argomenti più trattati in questo sito sono quelli relativi all’interruzione del rapporto di lavoro, alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, all’incentivo all’esodo, alla cassa integrazione, alla mobilità. La pagina ‹Racconta la tua storia› da la possibilità di esporci le tue problematiche con la parte datoriale. Potrai usare identità di fantasia, così come non sarà necessario, a meno che tu non lo voglia, citare il nome delle aziende. nel più assoluto rispetto della privacy. Noi cercheremo di rispondere nel più breve tempo possibile. Chi avesse bisogno di una consulenza personalizzata telefonica, per email o via Skype verifichi le condizioni sulla nostra pagina di <Consulenza on line>

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Racconta la tua storia ultima modifica: 2014-07-13T00:09:09+00:00 da pps9000
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92 pensieri su “Racconta la tua storia

  1. isabella

    Buongiorno,
    volevo chiedere questo: l’azienda per cui lavoro non mi paga da 6 mesi circa e non versa i contributi da molto più tempo. Volevo dimettermi per giusta causa sapendo già da ora che dovrò andare avanti in tutti i modi per poter portare a casa il sospeso compreso il TFR. Se nel frattempo dopo il mio licenziamento e senza aver ancora preso nessun soldo l’azienda fallisse? io avrei le stesse garanzie dei dipendenti che sono rimasti ancora al lavoro? E l’inps potrebbe rifiutarsi di pagarmi il tfr e le 3 mensilità anche in caso di fallimento perché avanzo troppe mensilità?
    Grazie per la gentile risposta

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Premesso che ci sono ovviamente tutte le condizioni per dare le dimissioni per giusta causa, le consiglio comunque di farsi assistere da un patronato sindacale poiché la pratica può essere molto complessa per ottenere poi la NASpI. Per ottenere invece il recupero delle mensilità non pagate e del TFR lei dovrà intentare vertenza all’azienda tramite un legale per cui se l’azienda fallisse a mio giudizio lei avrebbe la possibilità d’intervenire nella procedura fallimentare più rapidamente dei colleghi rimasti in azienda. Il fondo di garanzia INPS, indipendentemete dal numero delle mensilità di cui è creditrice, rimborsa solo il TFR e le ultime tre mensilità non pagate ma deve chiarire il punto con l’eventuale suo avvocato. L’INPS potrebbe infatti attendere i risultati della vertenza intentata all’azienda ed intervenire solo in caso lei non riuscisse a recuperare le somme di cui è creditrice. Stante le considerazioni precedenti le consiglierei di rivolgersi il più presto possibile all’ufficio legale di un sindacato tipo il patronato INCA della CGIL.

      Rispondi
  2. Paola

    Buongiorno, su mia richiesta ho effettuato la visita medica aziendale in quanto documentati problemi fisici (preciso che con contratto di impiegata d’ufficio lavoro però full time in magazzino…). Il medico ha emesso il suo certificato con mansioni “impiegata d’ufficio” (che non è veritiero al momento) scrivendo che però devo fare 50% magazzino e 50% ufficio. E’ già qualcosa. Avevo già anticipato un certificato provvisorio scritto dallo stesso medico il giorno dopo la visita -29 settembre- oggi arriva però quello ufficiale -12 ottobre. Da quando posso “pretendere” che venga rispettato ciò che ha detto il medico e quindi fare metà giornata in ufficio? Conoscendo i miei responsabili, prenderanno più tempo possibile lasciandomi in magazzino tutto il tempo. Il tempo per organizzarsi l’hanno avuto…

    Grazie mille e complimenti per il vostro lavoro.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      L’indicazione del medico competente dovrebbe essere attuata immediatamente; laddove l’azienda ritardasse ad applicarla lei si può rivolgere all’apposito ufficio che dovrebbe essere presente in ogni ASL (dipartimento igiene e prevenzione sanitaria). Tenga però presente che l’azienda ha tempo 30 giorni per impugnare il giudizio del medico competente, quindi questo è il tempo massimo che le consiglio di attendere prima di denunciare l’azienda per la mancata applicazione delle prescrizioni del medico competente.

      Rispondi
      1. Paola

        Grazie mille. Dibito però che facciano ricorso visto che con un quinto livello svolgo le mansioni del quarto. A tal proposito vorrei una precisazione: se mi dimetto per un altro lavoro, posso chiedere lo stesso un adeguamento contributivo per aver lavorato da mesi ad un livello superiore, oppure lo devo fare adesso che ancora lavoro per loro? Se andassi All’ispettorato andrebbe bene?
        Grazie

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Gli adeguamenti possono essere richiesti anche dopo aver lasciato l’azienda tenendo comunque presente che l’intervento dell’Ispettorato è da prevedere quando ancora si è in forza all’azienda. Una volta usciti, in funzione anche del valore delle somme in gioco, la via più corretta è quella di rivolgersi ad un legale. Tenga comunque presente che la richiesta deve essere ben documentata.

          Rispondi
  3. Alexandra

    Salve. Di recente ho accettato un lavoretto. Accompagnare con la mia macchina una signora disabile la domenica, per 4 h., a fare compere, visitare parenti e cosi via. Tutto ok. Siccome voleva prendere le ferie ad agosto mi ha chiesto se ero disponibile per portarla al mare.. in giro.. per un paio di ore al giorno. In questi 19 giorni lei si è rifiutata di darmi un giorno libero, quando gli ho chiesto un giorno di ferie a fine di questo periodo, inizialmente si è rifiutata perché lei aveva bisogno di me e cosi via, ma alle mie insistenze me l’ha datto il giorno. Verso la fine di questi 19 giorni l’ho accompagnata una mattina a fare delle commissioni. Essendo in sedia a rotelle ha delle esigenze particolari e siccome i parcheggi per i disabili erano tutti occupati a scelto lei un’altro parcheggio. Alla fine, uscendo dal parcheggio ho toccato la macchina di qualcuno. Lasciato l’assicurazione e tutto. Alla fine ho scoperto che un art del c civile 2049 dice che lei doveva pagare il danno che io in qualità di dipendente ho fatto a terzi. A quel punto gli ho chiesto il rimborso di quei soldi e mi ha detto che mi licenzia. Alla fine con un impiegato del Caaf mi ha chiesto se ero d’accordo con la risoluzione consensuale e ho accettato. Quando mi è stato spiegato cosa comportava l’impiegato del caaf insieme a lei hanno omesso che una volta firmato quello non avrei più potuto pretendere i soldi del danno della macchina. Adesso non so cosa fare o se si può uscire in qualche modo da questa situazione recuperando quei soldi che sono 1406 euro. Ho dimenticato di menzionare che sono stata assunta a giugno con contratto a tempo determinato fino a dicembre.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Alexandra non mi è chiaro se tu hai già firmato o devi firmare la risoluzione consensuale e, sopratutto non spieghi se la risoluzione consensuale prevedeva un incentivo economico a tuo favore. Prima di tutto sappi che, avendo un contratto a tempo determinato con scadenza dicembre, tu non potevi essere licenziata prima di quella data a meno di penali a carico del datore di lavoro. Quindi se hai già firmato la risoluzione consensuale hai 6 mesi di tempo per impugnarla, cosa che ti suggerisco di fare subito. Se non hai firmato, fai presente al rappresentante Caf che non intendi firmare a meno che non venga previsto un incentivo a tuo favore e non rimangano a tuo carico le spese assicurative di 1400 euro. Nel caso rifiutassero di modificare l’atto di risoluzione, avverti il datore si lavoro che ti rivolgerai all’ufficio legale di un sindacato per farti proteggere. Leggi cosa suggerisco sul mio blog. Fammi sapere se hai bisogno di ulteriori chiarimenti.

      Rispondi
      1. Alexandra

        Grazie tantissimo! Si putroppo ho già firmato la risoluzione consensuale e si c’è un bonus con la paga per 11 h lavorative. Ma non viene specificato niente dei 1400 che mi doveva restituire. Poi c’è scritto che “con la sottoscrizione del presente accordo, le parti rinunciano ad ogni ulteriore pretesa anche in via transativa o azione derivante dalla cessazione del rapporto di lavoro stesso ..” Siccome non sono italiana e non sono molto pratica con l’italiano “complicato” molte cose non le capisco e quando ho chiesto cosa significa questo punto al signore del caaf mi ha detto che si riferiva solo alla busta paga e non alla questione dei 1400 euro. Soltanto dopo ho capito che qua c’era l’imbroglio. Ho fatto tante ricerche su internet finché ho trovato il vosto sito. Ora cercherò di recarmi al più presto in sindacato.

        Rispondi
  4. roberto

    Salve, vi voglio raccontare cosa mi è accaduto due anni fa grazie ad un accordo fatto con l azienda e i sindacato, avevo un contratto indeterminato. ..con passaggio di appalto tutelato per contratto. ..assunto dal 1999 ..due anni fa l azienda lascia l appalto al subentro della nuova azienda il sindacato per tutelare la nuova azienda ci propone di fare un contratto di un anno poi verso la metà dell anno ci avrebbero fatto firmare indeterminato il famoso Job act per ricevere gli sgravi fiscale. …alla fine io sono rimasto senza lavoro per credere al sindacato. ..con famiglia…figli. ..di cui uno invalido. ..mi chiedo se adesso faccio in tempo …a impugnare tramite legale a se come un fesso firmai il contratto determinato. ..credendo …

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Roberto, se non hai nulla che possa essere usato come documentazione scritta degli accordi sarà ben difficile che tu possa ottenere qualche cosa a meno che non siate un gruppo di lavoratori tutti nelle stesse condizioni e quindi in grado di testimoniare l’uno per l’altro. Nel tuo commento non è spiegato a che livello sindacale fu firmato quell’accordo e chi vi fece quelle promesse (sindacato interno?)ma se siete diversi lavoratori tutti con le stesse promesse non escluderei di rivolgermi al sindacato provinciale per denunciare quanto accaduto. E’ grave infatti che vi abbiano abbandonato alla vostra sorte senza neanche avvertirvi che il contratto a tempo determinato non sarebbe stato poi trasformato in indeterminato. Se volete un parere legale gratuito o quasi rivolgetevi alla Sinalp della vostra zona

      Rispondi
  5. Mattia

    Salve,
    Ho firmato una lettera di assunzione che prevede una penale nel caso io non dovessi “dar seguito al contratto di lavoro”. Cosa significa esattamente questa frase? Rischio di dover pagare la penale nel caso non mi presentassi entro la data prestabilita di assunzione. Cosa succede se mi presento ma decidessi di dimettermi dopo qualche tempo, durante il periodo di prova? Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Non presentandoti al lavoro dopo aver firmato la lettera di assunzione, il datore di lavoro avrebbe il diritto di chiederti il pagamento della penale prevista nel contratto. Durante il periodo di prova entrambe le parti possono interompere il rapporto di lavoro senza dover fornire motivazioni o essere soggetti al pagamento di penali.

      Rispondi
  6. MARCO PAOLI

    buonasera sono un autista di scuole il mio capo mi ha licenziato il 15 giugno come tutti gli anni passati io riprendevo il lavoro il 15 di settembre però quest’anno mi ha detto che non ha bisogno di me e che assumerà un’altra persona ( io sono 10 anni che lavoravo per lui in questi anni avendo avuto lui dei problemi non mi pagava periodicamente ma andavamo avanti sempre con piccoli acconti, ora considerando che il lavoro consiste in appalto comunale e io avanzo una cifra consistente dal 2014 ad ora di circa 8000€ e chiedendogli spesso lui rimanda sempre però ora ne ho estremo bisogno,che cosa mi consiglia di fare?(confermo che l’appalto lo ha vinto anche quest’anno e comunque io non ho nessuna intenzione di tornarci avendo trovato un’altro lavoro. GRAZIE MARCO.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Marco se puoi provare con documenti e/o testimonianze che tu hai un credito di 8000 euro, non ti rimane che rivolgerti ad un legale. So benissimo che esiste sempre il timore di dover spendere delle somme di cui non si ha al momento disponibilità, per questo motivo ti suggerisco di leggere come si può avere assistenza legale gratuita o con una spesa minima, consultando questo link al mio sito.

      Rispondi
  7. Francesco

    Buogiorno, vorrei chiedere un consiglio per un eventuale cambio di lavoro:

    Attualmente sono impiegato di 4 livello in una azienda artigiana metalmeccanica. Ho una moglie e 2 bambini di 4 e 7 anni a carico al 100%. Tra straordinari e tutto, porto a casa poco meno di 24.000 euro l’anno?
    Sto cercando di cambiare lavoro e ora un’azienda mi sta offrendo un lavoro come direttore delle vendite per la mia regione.
    Le condizioni sarebbero le seguenti:
    – Agente di vendita di 1° livello, contratto a tempo indeterminato con 2 mesi di prova:
    – 14 Mensilità annue fisse come segue:
    Paga base: 1.016,13 €
    Contingenza: 530,04 €
    Terzo elemento 8,00 €
    Indennità fisica: 4,64 €
    anticipo per i futuri aumenti salariali legali e collettivi) 578,83

    Somma lordo: € 2.125,0
    +
    26 giorni di ferie l’anno incluso sabato
    + auto aziendale e provvigioni, ma un primo confronto lo volevo fare senza contare queste variabili.

    Sapete dirmi se sia un buon contratto e quanto riusirei a ricavare di netto l’anno (esclusa la variabile delle provvigioni, chiaramente)?
    Grazie per la collaborazione

    Francesco

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Tu non lo specifichi ma ho ipotizzato che 24000 euro sia il tuo attuale netto, il che diviso per 14 mensilità (è necessario paragonare pere con pere) corrisponderebbe ad un netto di 1715 euro il che corrisponderebbe ad un reddito annuo lordo presunto di 27.200 euro.
      Il lordo mensile che ti hanno offerto per 14 mensilità è pari a circa 29700 euro che considerati i contributi, l’irpef e le detrazioni per moglie e figli a carico dovrebbe corrispondere ad un netto di circa 1830 netti x 14 mensilità.
      Sta a te valutare se la differenza è di tua soddisfazione, tenendo anche presente che il tuo attuale contratto è probabilmente ancora protetto dal vecchio art. 18 (cioè firmato prima del marzo 2015) mentre quello nuovo sarà a tutele crescenti come da Jobs Act. Se tu avessi bisogno di conoscere le differenze tra i due tipi di contratto, valuta se ti può interessare una consulenza on line alle condizioni spiegate nella pagina del nostro sito.

      Rispondi
  8. Samantha

    Buonasera,lavoro come commessa da 6 anni a tempo indeterminato ,
    la mia azienda sta’ perdendo alcuni punti vedita per via di una nuova gestione all’interno
    di essi,alcuni dei dipendenti rimarrano con la nuova gestione e quindi si licenzieranno,altri purtroppo dovranno essere licenziati ,a me invece è stata fatta una proposta dal mio datore di lavoro,dicendo che non vuole perdermi e che ha bisogno di me per un nuovo progetto e vorrebbe spostarmi in un’altro negozio della zona (vicino a quello che dovra’ chiudera’ a breve)pero’ dice che per poter far questo
    dovrei dimettermi e lui riassumermi subitocon nuovo contratto,ho chiesto i motivi,dato che mi scoccia dover perdere un vecchio contratto con tutti gli scatti di anzianita’ maturati eccc..,
    lui dice che non puo’ darmi il trasferimento altrimenti dovrebbe fare altrettanto anche con gli altri miei colleghi e non ha bisogno di tutti loro .sono convinta che ci siano anche altri motivi,lei riuscirebbe spiegarmi quali?,che vantaggi ha per fare in questo modo? ? io vorrei pure assecondare il mio capo in questa cosa nonostante tutto pero’ gli ho detto che se dovessi accettare ho 2 condizioni:la prima, voglio lo stesso inquadramento,scatti,livello,contingenzia ,stessa retribuzione ecc..(come la mia attuale bustapaga)
    e come seconda richista,voglio subito il contratto a tempo indeterminato e no periodo prova ovviamente.lui ha accettato subito le mie condizioni senza esitazioni,non riesco comunque a comprendere questa cosa che vorrebbe fare,spero che lei riesca a darmi risposta .
    la Ringrazio Antipatamente.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Samantha l’ipotesi che verrebbe subito da pensare sarebbe quella di passarti al nuovo contratto a tutele crescenti ma se ti ha promesso che manterebbe stesso inquadramento, scatti, livello, contingenza e busta paga, oltretutto senza periodo di prova, questa ipotesi non sembrerebbe valida. La motivazione del trasferimento non è però convincente; il datore di lavoro se ha sul territorio diverse unità (punti vendita) e decide di chiuderne una completamente, dal punto di vista legale avrebbe il diritto di licenziare tutti i dipendenti di quell’unità, fatto salvo la necessità di dimostrare che, per motivi organizzativi, non ha potuto ricollocare tutti o parte dei dipendenti licenziati nelle altre unità di cui è titolare. E’ d’altro canto suo diritto (jus variandi) ricollocare solo quelli di cui ne ha effettivamente bisogno, per cui non è vero che se ricolloca te deve ricollocare tutti gli altri; molto probabilmente vuole solo cercare di evitare possibili impugnazioni dei licenziamenti. Rimane il fatto che ti chiede di dare le dimissioni per cui, in senso generale, tu corri un rischio maggiore del suo. Fatte queste considerazioni ti consiglierei:

      1. chiedere quanto tempo trascorrerebbe tra le tue dimissioni e la data del nuovo contratto
      2. farti dare una bozza del nuovo contratto da far valutare da un sindacato o se preferisci da noi (ti verrebbe a costare il minimo onorario previsto per questo tipo di consulenza). Controlla la nostra pagina di Consulenza on line
      Rispondi
      1. Samantha

        Buongiorno,
        per quanto riguarda le date tra il mio licenziamento e la nuova assunzione
        mi è stato detto dal datore di lavoro che per motivi tecnici devono passare almeno 2 giorni ,secondo lei puo’ essere vero?comunque vedendomi molto scettica mi ha pure rassicurato dicendo che in ogni caso ho 7 giorni di tempo per ritirare le dimissioni qual’ora da parte sua non mantenesse l’accordo,ad ogni modo gia’ gli avevo detto che prima di dare le dimissioni vorrei la bozza del nuovo contratto con inserite in esso le mie richieste come mi è stato suggerito anche dal mio sindacato,
        il mio timore è questo,potrebbe tra 6 mesi o un anno licenziarmi perche’ non ha piu’ bisogno
        del mio operato?
        e poi,siccome i miei colleghi senz’altro tenteranno di impugnare il licenziamento potrebbero
        recarmi un danno sulla mia nuova assunzione nel caso accettassi?
        la ringrazio per l’aiuto .

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Il primo punto è facilmente superabile; mentre lei rassegna le dimissioni telematiche il datore di lavoro le consegna in contemporanea il nuovo contratto posdatato di 2 giorni. E’ vero che lei può riritrare le dimissioni entro 7 giorni dall’invio telematiico. Se il contratto non contempla il periodo di prova (periodo durante il quale il licenziamento può essere irrogato senza necessità di motivarlo), il datore di lavoro, negli altri casi deve motivare le ragioni del licenziamento, rischio che comunque corre qualunque dipendente che, a sua volta, se lo sospetta illegale lo potrà impugnare. L’impugnazione del licenziamento da parte dei colleghi provocherà dei problemi al datore di lavoro ma non possono racare danno alla sua asunzione..

          Rispondi
  9. Luca

    Salve, lavoro all’interno di un centro commerciale come portiere con mansioni di prevenzione incendi, primo soccorso, accoglienza clienti, apertura/chiusura dei locali, controllo accessi a centro commerciale chiuso ecc. siamo assunti in appalto tramite un’azienda di servizi fiduciari. Sebbene all’atto pratico non maneggiamo ne denaro ne beni preziosi, ne abbiamo a che fare in modo continuativo con minori, l’azienda ha preteso da noi dopo l’assunzione ben 3 tipi di certificati penali, il casellario, l’iscrizione nel registro degli indagati ecc. li abbiamo fatti e gli sono stati consegnati. Adesso pretende di farci rifare tutti i certificati ogni sei mesi sempre a spese nostre, ovvero circa 50€ più il tempo perso per recarci ogni volta in tribunale. Non ritengo giuste queste continue richieste, possiamo delegare l’azienda stessa a richiedere a spese sue tutte le volte che vuole i certificati che vuole senza far ricadere questa incombenza su di noi o almeno in generale come ritiene che dovremmo comportarci?

    Saluti.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      E’ comprensibile che, essendo assunti in appalto da parte di un’azienda di servizi fiduciari, al momento dell’assunzione venga richiesta una documentazione atta a certificare la situazione del personale che non abbia pendenze di alcun tipo con la giustizia. Non mi risulta normale o previsto dai contratti che tale documentazione debba essere rinnovata ogni 6 mesi a spese del dipendente. Avete 2 vie prima di entrare in conflitto con l’azienda: consultate i sindacati di categoria o l’ispettorato del lavoro. E’ ovvio che se vi dovessero confermare la non regolarità della richiesta aziendale, dovrete far presente all’azienda che non intendete assumere a vostro le spese per il rinnovo semestrale della documentazione.

      Rispondi
  10. Nicholas

    Buonasera,
    io sono assunto come tirocinante per 40 ore setimanali in un’azienda..premetto che ho sempre lavorato come bagnino di salvataggio durante le estati presso un’altra azienda che non ha nulla a che vedere con l’attuale mio posto di lavoro..
    quest’anno avevo iniziato a fare i weekend in spiaggia chiedendo di esser pagato a voucher (quelli vecchi) in modo da non aumentarmi i redditi e mi avevano detto che ne avevano….
    sorpresa sorpresa mi sono ritrovato la busta di giugno e quella di luglio SENZA AVER MAI FIRMATO NULLA (fortunatamente rimango al di sotto della soglia degli 8000 € per non avere detrazioni superiori)..l’azienda di salvataggio è sempre stata la stessa negli anni che ho lavorato (5 più quest’anno 6) e potrebbero averlo dato per scontato..
    avendomi messo in questa situazione ovviamente dopo il primo weekend di Luglio non ho più lavorato e settimana scorsa mi è stato richiesto di recarmi presso un sindacato (pagando poi 20€ che nessuno mi aveva detto) per licenziarmi dal momento che loro mi avevano assunto e non avevo lavorato..
    vorrei qualche informazione su come muovermi, i problemi fiscali che potrebbero causarmi e anche come recuperare questi 20€ che pur non essendo chissà che, ritengo non fosse una spesa da sostenere a mio carico..
    ringrazio e porgo cordiali saluti.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Mi devo basare su quello che mi scrivi, quindi la responsabilità di averti fatto un contratto a tua insaputa (invece di pagarti con i voucher che comunque non potevano essere più usati) è tutta dell’azienda di salvataggio che ti doveva avvertire della modifica e chiedere il tuo accordo o meno. Volevano farti dare le dimissioni perché se ti licenziavano loro avrebbero dovuto pagare il ticket licenziamento; era sufficiente non recarsi più al lavoro ed attendere il loro licenziamento ma se capisco bene tu invece hai già dato le dimissioni per cui ormai non c’è altro da fare, visto che rimani sotto la soglia degli 8000 euro. Non vedo come tu possa recuperare i 20 euro.

      Rispondi
  11. maurizio

    salve ,lavoro tuttora per un azienda da 25 anni come corriere con partita iva. ma non sono autonomo perché debbo rispettare orari e stipendi dettati dall azienda stessa. mi hanno ftto fare il conto terzi ma non mi hanno mai fatto un contratto.il mio lavoro si svolge la notte 360 giorni su 365 e per riposarmi debbo pagare una persona che mi sostituisce .ora mi chiedo se debbo rispettare tutto quello che mi dicono ,il mio lavoro e subordinato più che autonomo.
    ieri mi hanno detto dopo 25 anni che forse faro l’ultimo mese . cosi.
    posso rivalermi sul titolare per almeno riprendermi 25 anni di sfruttamento grazie
    saluti.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Maurizio se tu puoi provare quello che mi hai raccontato con documenti,testimoni foto ecc,ti consiglio di rivolgerti o all’ufficio legale di un sindacato o denunciare il tuo datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro della tua zona sia per il riconoscimento del contratto sia per il riconoscimento del danno economico.

      Rispondi
  12. Sharon

    Buon pomeriggio, mi sono appena iscritta per avere delle informazioni.
    Dal giorno 7 Agosto ho avviato la procedura per lincenziarmi dall’attuale luogo di lavoro con l’avviso che non avrei rispettato i giorni di preavviso poichè ho trovato un nuovo impiego dove mi assumeranno presto, attualmente sono assunta con un contratto di apprendistato.
    La proprietaria del luogo di lavoro se l’è presa non poco e da martedì mi stà facendo patire le pene dell’inferno cercando in tutti i modi di darmi delle pene per tale motivo mi sono rivolta ai sindacati, ma ogni giorno essa ne trova una nuova. Da domenica il locale rimarrà chiuso per ferie ed io da tempo ho organizzato un viaggio per raggiungere dei parenti fino alla fine di tale settimana nella quale, al mio rientro, sarò ufficialmente licenziata. La mia domanda è:
    La proprietaria può costringermi a lavorare in tale settimana? Può denunciarmi anche se io porto a termine il mio lavoro in questi giorni?
    Grazie e scusatemi se qualcosa non è chiaro

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Il contratto di apprendistato non si può interrompere se Il periodo di formazione non è terminato, per cui il datore di lavoro potrebbe rivalersi in forme da determinare in funzione del danno vero o presunto procurato. Se il periodo di formazione è terminata si possono rassegnare le dimissioni ma se non si rispetta il periodo di preavviso il datore di lavoro potrà trattenere la relativa indennità.Infine se si rispetta periodo di preavviso, durante quel periodo non si possono prendere ferie.

      Rispondi
  13. Francesco

    Salve!!
    Il mio datore di lavoro non rispetta il contratto di LAVORO!
    Sono un addetto vendite part-time con contratto a tempo indeterminato a 20 ore settimanali ( 4 ore al giorno da lunedì a venerdi) Solo che il mio datore di lavoro mi costringe a lavorare da lunedì a sabato per 6 ore al giorno senza ovviamente pagarmi gli straordinari!! Io vorrei solo rispettare il mio contratto di lavoro come devo agire
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Francesco non ci sono purtroppo alternative; in questi casi o si arriva allo scontro con il datore di lavoro o si continua a subire. Suggerisco di procurarti documenti, foto, registrazioni (prese di nascosto sono sempre valide) e quando avrai raccolto abbastanza prove chiedi all’azienda di rispettare il contratto; in caso di ritorsioni tipo mobbing o addirittura licenziamento denuncia il datore all’Ispettorato del lavoro.

      Rispondi
  14. MARIO

    Buonasera Dott, vorrei sapere gentilmente cosa succede se volendo cambiare un lavoro non si rispetta il preavviso dei 15gg.? Ho ricevuto un offerta di lavoro molto interessante a lunga scadenza, il mio contratto attuale scade a settembre come e cosa posso fare??
    Grazie e come sempre gentilissimo.
    Mario

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Mario, nel caso tu non possa rispettare il periodo di preavviso contrattuale, il datore di lavoro opererà una trattenuta sulle competenze di fine rapporto pari alla retribuzione che tu avresti percepito, lavorando il preavviso.Dovrai pertanto dare le dimissioni, facendo presente che non sei disponibile a lavorare il preavviso.

      Rispondi
  15. Filippo

    Buonasera , sono da oltre 10 anni operai mettalmeccanico , ultimamente ho avuro dei problemi con il capo del personale ci siamo presi di mira uno con l’altro . Al momento l’azienda sta’ usando il contratto di solidarieta’ sia collettiva che individiale e visto i 100 esuberi stanno incentivando le persone ha licenziarsi . l’azienda vorrebbe farmi fuori e io vorri chiedere l’aspettativa per motivi personale ma gia dal sindacato aziendale mi hanno detto che la mia domanda non verra’ accettata. ( chiaramente solo per rippicca )
    Visto che l’azienda puo’ rifiutarla solamente per motivi produttivi , e visto la solidarieta’ e gli attuali esuberi possono ugulamente rifiutare la mia richiesta ?

    Rispondi
  16. Sabrina Surace

    Gentile Avvocato,
    le racconto l’esperienza che mio marito sta tutt’ora avendo con un’agenzia interinale e con l’azienda per cui è stato chiamato a lavorare.
    Nel mese di maggio mio marito viene contattato da un’agenzia interinale di Trento per un posto di lavoro come GRAFICO. La cosa ci lascia perplessi visto che lui ha una formazione nel campo della chimica ma, dato che il contratto da portalettere (all’epoca mio marito lavorava per PosteItaliane) stava per terminare, decide di presentarsi al colloquio. Effettivamente gli viene spiegato che si trattava di compilare le schede tecniche di alcuni prodotti chimici (detergenti per la casa) per conto di una grande azienda della provincia di Trento. Il colloquio in agenzia interinale va bene e poco tempo dopo segue un colloquio in azienda. Anche quello sembra essere andato molto bene, hanno subito bisogno di lui, tanto che si informa sull’iter da seguire per il preavviso di licenziamento da Poste Italiane. Passa qualche settimana e non abbiamo nessuna notizia dall’azienda, fortunatamente lui non si era ancora licenziato da Poste e il contratto scade regolarmente. Dopo circa un mese ancora nessuna notizia ma gli viene riproposto un nuovo contratta in PosteIt. per altri 3 mesi. Accetta. Dopo qualche giorno l’azienda si rifà viva e chiede un altro colloquio. Il proprietario dell’azienda comunica che appena possibile mio marito può cominciare a lavorare e concede i tempi tecnici per il preavviso di licenziamento in PosteIt. Mio marito firma un primo contratto di un mese come ADDETTO AL LABORATORIO CHIMICO (gli viene spiegato che, vista la sua preparazione e le sue esperienze lavorative nel settore, preferiscono utilizzarlo in laboratorio e non come grafico,anche perché lì c’è comunque bisogno di una persona). L”agenzia interinale spiega che alla scadenza del mese il contratto verrà nuovamente rinnovato dall’agenzia oppure direttamente dal datore di lavoro. Solo dopo essersi assicurati che mio marito si fosse licenziato da Poste, gli viene comunicato dall’agenzia che la posizione lavorativa è cambiata da addetto al lab. chimico ad ADDETTO ALLA MISCELAZIONE. Viene invitato a firmare il nuovo contratto. Ci sorgono i primi sospetti ma lui firma e oggi ha svolto il suo primo giorno di lavoro: deludente.
    I suoi colleghi lo avvertono del fatto che i turni di lavoro previsti dal contratto (40 ore settimanali) di sicuro non verranno rispettati ma dovrà lavorare molto di più, compreso il sabato. Inoltre nota che ci sono ben altre 3 persone che svolgono la sua stessa mansione. Allora ci chiediamo:
    – che fine hanno fatto i posti di lavoro come grafico e come chimico?
    – l’agenzia interinale ( e l’azienda) ci hanno raggirato. Come possiamo provarlo?
    – Come si deve comportare mio marito nel caso in cui effettivamente scopra che i turni di lavoro non vengono rispettati e gli straordinari non vengono pagati?
    – Inoltre noi abitiamo a 10km di distanza dal luogo di lavoro di mio marito. La pausa pranzo è di un’ora. Ha diritto ai buoni pasto?
    INSOMMA come possiamo procedere per tutelarci in caso di dover ricorrere alle vie legali?

    GRAZIE PER LA DISPONIBILITA’
    Sabrina.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Sabrina ti faccio notare che non sono un avvocato ma un ex direttore del personale, per cui potreste non essere d’accordo con le mie osservazioni che, d’altro canto, sono molto semplici. Tuo marito purtroppo ha firmato per accettazione i contratti che gli venivano sottoposti, pur non essendo quelli promessi. Prendo spunto dal tuo caso per dare una raccomandazione di carattere generale; se un lavoratore ha in corso un rapporto di lavoro (sia a tempo determinato o indeterminato) e gli viene proposta una nuova opportunità di lavoro, prima di dare le dimissioni dal vecchio datore di lavoro, bisognerebbe chiedere la così detta lettera d’impegno all’assunzione al nuovo datore di lavoro. Solo in questo modo ci si può tutelare da situazioni come quelle capitate a tuo marito, perché se al momento dell’assunzione vera e propria vengono assegnate mansioni non corrispondenti a quelle descritte nella lettera d’impegno, allora si potrà impugnare il contratto ed obbligare il datore di lavoro a rispettarlo. Se i turni di lavoro non vengono rispettati e gli straordinari non pagati, procuratevi delle prove e denunciate l’agenzia interinale (che è l’attuale datore) all’Ispettorato del lavoro. Per i buoni pasto dovete consultare il CCNL di categoria se li prevede o meno.

      Rispondi
  17. Luigi

    Buongiorno, Avrei necessità di un parere. Lavoro da Aprile 2015 con contratto a tempo indeterminato (a tutele crescenti). Ho lavorato presso la stessa azienda dal 2013 al 2014 come lavoratore interinale e, durante tale periodo, è stata assunta una persona nello stesso ufficio con ruoli analoghi. Nel 2015 sono stato richiamato dall’azienda che mi ha spinto a candidarmi per una posizione nello stesso ufficio e sono stato selezionato ed assunto. Chiedo se è corretta l’applicazione della tipologia contrattuale – ovvero se in sede di eventuale giudizio ci potrebbe essere la possibilità di contestare l’applicazione del contratto a tutele crescenti – e se l’azienda ha agito correttamente assumendo prima di me un altro addetto.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Luigi, non mi è chiaro se quando l’azienda ti ha richiamato tu eri ancora sotto contratto interinale a tempo indeterminato o avevi ormai terminato il rapporto con l’agenzia interinale. Premesso che tutti i contratti a tempo indeterminato siglati dopo il marzo 2015 sono a tutele crescenti, quindi non impugnabili, nel primo dei casi soprarichiamati può esserci stato un accordo tra agenzia interinale ed azienda per farti passare ad una formula contrattuale con meno tutele. Il fatto che sia stata assunta una seconda persona con ruoli analoghi rientra nel potere organizzativo del datore di lavoro, a meno che ciò non ti abbia danneggiato in qualche modo ma che tu non spieghi.

      Rispondi
      1. Luigi

        Salve, nel momento in cui sono stato richiamato non ero più dipendente interinale quindi avevo terminato. L’assunzione dell’altro addetto, a mio avviso, mi ha danneggiato in quanto se fossi stato assunto in quel momento avrei ottenuto un contratto normale. Per altro, visto che sono stati annunciati dei tagli a breve, sicuramente avrò la precedenza in uscita. Da quello che capisco inoltre non sarebbero neanche obbligati al repechage. Grazie

        Rispondi
  18. Valentina

    Buongiorno,

    Avrei una situazione da sottoporre.. ho contratto di apprendistato in scadenza il 21/08/2017. Il datore di lavoro, in vista del termine del contratto, mi ha proposto che mi licenziassi poiché poi mi avrebbe fatto un altro contratto di apprendistato con altra mansione, così da andargli in contro per la storia degli sgravi. Ho letto che alla fine di un rapporto di apprendistato esiste la possibilità per entrambe le parti di recedere dallo stesso, liberandosi senza pensieri dell’apprendista, sostanzialmente. La mia domanda è: se esiste la possibilità che il datore di lavoro possa recedere in questo modo, perché mi è stato chiesto di licenziarmi?

    Nella speranza che qualcuno possa fornirmi qualche indicazione vi ringrazio anticipatamente!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Valentina difficile risponderti senza sapere che tipo di apprendistato stai svolgendo. Ti segnalo un articolo molto esplicativo sulle procedure dei diversi tipi di apprendistato; dalla sua lettura potresti capire quale reali ragioni ha il tuo datore di lavoro a chiederti le dimissioni senza attendere la naturale scadenza del contratto. La riassunzione con apprendistato in altra mansione è possibile se però il vecchio contratto non ha ecceduto la metà della durata del nuovo contratto, quindi non mi spiego come il datore di lavoro potrebbe superare questo obbligo legale, visto che tu hai praticamente terminato l’intero periodo di apprendistato.Fammi sapere se la lettura dell’articolo ti fa nascere qualche sospetto.

      Rispondi
      1. Valentina

        Grazie per la pronta risposta! Credo proprio che il mio rientri nella categoria dell’apprendistato professionalizzante, ed è stato stipulato nell’anno 2014. So per certo che questo tipo di proposta è già stata fatta ad una collega, la quale era apprendista addetta di ricevimento come me, ha dato le dimissioni al termine e le hanno fatto altro apprendistato come addetta contabile. E’ possibile quindi che non possano recedere e togliersi ogni rogna? Una cosa è certa, io non mi dimetto 🙂

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Valentina se il tuo apprendistato è quello professionalizzante le nuove norme dicono che il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire al giovane apprendista sia la formazione professionalizzante che quella pubblica. Ciò significa che la Regione entro 45 giorni dalla comunicazione di stipula del contratto di apprendistato, deve inviare il piano formativo contenente le modalità di svolgimento della formazione trasversale, ossia, delle sedi e calendario delle attività. E’ stato fatto questo? Se non è stato fatto tu puoi denunciare il datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro; forse chiederti le dimissioni potrebbe nascondere questo problema.

          Rispondi
  19. Paola

    Buongiorno, vorrei una delucidazione. Io ho effettuato, dove lavoro, il corso base obbligatorio per la sicurezza (DL 81/08). Ora il responsabile mi ha dato un foglio dove firmo di essere “addetto alla prevenzione incendi” con il ruolo riguardante il piano di evacuazione, con scritto “date le informazioni date al lavoratore”..(.. quali non so…). Quindi, da quello che capisco, se succede qualcosa sono, con le colleghe, addetta a verificare che siano tutti usciti e non so che altro. Ma non avendo fatto corsi specifici, devo firmare? Lavoro in un magazzino con all’interno una cooperativa di circa 30 persone. Io faccio parte dell’azienda committente e dovrei lavorare in ufficio anche se lavoro in magazzino.
    Grazie

    Rispondi
      1. Paola

        Innanzitutto grazie! Ho letto quell’articolo ma mi ha lasciato dei dubbi. Io ho fatto un corso di 8 ore sulla sicurezza, nelle quali ci hanno spiegato gli estintori, triangolo del fuoco ecc e poi alla fine la prova pratica di spegnere un fuocherello (tra l’altro solidi con estintore CO2 che è pure sbagliato..) e lanciare una manichetta. Però secondo me questo è un corso base che da le nozioni di sicurezza, non mi sembra un corso per addetti antincendio, e questo è il mio dubbio se quindi debba firmare o meno.
        Grazie

        Rispondi
  20. andrea

    Salve sono nuovo del forum volevo riportare la mia esperienza e avere quale delucidazione a riguardo:
    Sono un ragazzo di 27 anni ho lavorato con contratto a tempo indeterminato presso l’azienda di famiglia (ascensori e scale mobili presso metro di roma) l’appalto aveva una validità di 3 anni dopo di che con la nuova gara si stabiliva a chi dovesse essere assegnata la mansione di gestione impianti: essendo la mia vecchia ditta in subappalto alla vecchia vincitrice, con l’entrata della nuova gli stessi mi hanno proposto un assunzione a tempo indeterminato inizialmente con la promessa di rinnovo fino a termine appalto; ho dato dimissioni volontarie dall’azienda di famiglia per essere assunto direttamente nell’azienda vincitrice dell’appalto, la mia domanda è qual’ora il mio contratto non venisse rinnovato o per qualsiasi motivo venissi licensiazo posso accedere ugualmente alla disoccupazione avendo alle spalle 6 anni di contributi versati nella vecchia azienda?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Andrea, a beneficio di tutti i lettori, una precisazione; chi ha un contrato a tempo indeterminato sia in un’azienda di famiglia o sia in un’azienda qaulunque, non perde automaticamente il posto di lavoro se la sua azienda perde un appalto. Quindi o la nuova azienda ti ha fatto un contratto a tempo determinato (quindi rinnovabile o meno) o al termine dell’appalto dovranno eventualmente licenziarti per giustificato motivo oggettivo se vogliono interrompere il rapporto di lavoro. Se il contratto prevede il patto di prova, ti potrebbero licenziare per non superamento del periodo di prova Ti confermo che in tutti i casi ti spetterrebbe comunque la disoccupazione.

      Rispondi
  21. Elena

    Salve, ho lavorato per circa 8 mesi in un negozio con contratto a tempo determinato, dopo 2 rinnovi mi è stato comunicato che le politiche aziendali erano cambiate ed il mio profilo non rientrava più in quello richiesto dall’azienda.
    Il giorno dopo la fine del contratto ho provveduto ad inviare in azienda una raccomandata A/R con la lettera per esercitate il diritto di precedenza, ad oggi sono venuta a sapere che ci sono state delle assunzioni al negozio senza che io venissi ricontattata.
    Vorrei sapere come poter agire in questa situazione visto che a mio avviso l’azienda non si è comportata correttamente.
    Grazie in anticipo per la sua disponibilità.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      E’ necessario che lei controlli, facendone formale richiesta scritta al datore di lavoro, se ai nuovi dipendenti è stato fatto un contratto a tempo indeterminato per le stesse mansioni da lei svolte in precedenza. La precedenza le spetta se le assunzioni rispondono a questi due requisiti; purtroppo in caso di non risposta dovrebbe rivolgersi ad un legale a cui il datore non potrà sottrarsi di rispondere.

      Rispondi
      1. Elena

        La ringrazio per la risposta, ai nuovi assunti è stato fatto per ora un contratto a tempo determinato quindi in questo caso non posso fare nulla?

        Rispondi
          1. Elena

            Grazie per il chiarimento, e nel caso di trasformazione di contratti a tempo indeterminato di personale che era già presente quando a me non è stato rinnovato il mio potrei fare qualcosa?

          2. pps9000 Autore articolo

            Rientra nel diritto del datore di lavoro trasformare, a suo insindacabile giudizio, alcuni contratti da tempo determinato in tempo indeterminato poiché, se ho capito bene, l’operazione è avvenuta mentre lei stava ancora lavorando con il contratto a tempo determinato.

  22. francesco

    Salve non so se posso chiedere a voi questa domanda nel 2011 l’inps mi chiama a revisioe e mi blocca la pensione questa pensione erano stati lquidati gli arretrati su questa pensione l’inps aveva fatto ricorso e lo a vibto adesso mi chiede la restituzione di 17 mila € come mi devo comportare li devo restituire o si possono rateizare . grazie per la risposta che mi darete cordiali saluti

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Se l’INPS ha vinto la causa mi sembra scontato che lei debba restituire la somma richiesta ma, in questi casi, è possibile rivolgersi all’INPS per chiedere la rateizzazione mensile del debito.

      Rispondi
  23. Marino

    Buongiorno,
    ho ricevuto una offerta di lavoro ed il nuovo datore di lavoro mi ha chiesto alcuni documenti che dovrei recuperare dal mio vecchio datore di lavoro.
    Volevo sapere quali sono questi documenti in quanto non vorrei far sapere al nuovo datore di lavoro di avere avuto nell’anno 2017 1 precedente rapporto di lavoro oltre quello attuale, quindi un totale di 2 rapporti di lavoro nel 2017 più quello in arrivo.
    Grazie!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Marino, poiché non esiste più il libretto di lavoro, sostituito ormai da anni dalla scheda personale del dipendente archiviata presso i centri per l’impiego, mi dovresti spiegare quali documenti il nuovo datore di lavoro ti ha chiesto di recuperare da quello precedente. Non si tratta per caso del modello CU (ex cud), di cui tu dovresti comunque avere copia?

      Rispondi
  24. Gennaro

    Buonasera,
    vorrei esporre la mia storia per favore e cercare qualcuno di serio che mi dia una mano..
    la mia azienda è andata in liquidazione nel 2014 e l’azienda che ha acquistato in tribunale all’asta la medesima ci ha assunti tutti ma firmando che rinunciavamo art.2112 .
    la’azienda non si è mai impegnata nel farci riestrare dalla cigs e dopo i 2 anni che è smessa la stessa ci ha mandato il licenziamento dopo aver accertato il punteggio per i carichi di famiglia e di anzianità.
    io sono stato licenziato pur avendo 43 aani una moglie e una figlia di 2 anni a carico .
    ho messo l’avvocato del sindacato il quale mi ha detto che io non posso fare niente perchè io ho fimrato la rinuncia dell art. 2112 . premesso che il sindacato ci ha costrette nel momento dell’acquisizione della stessa se no il nuovo imprenditore come loro dicono non avrebbe acquistato l’azienda.
    posso trovare una soluzione e portare in tribunale l’azienda e cercare se cìè un articolo/cavillo per vincere?
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Gennaro, basandomi sul tuo racconto e ipotizzando che tu voglia e possa consultare un diverso legale, si dovrebbero verificare due aspetti:

      1. sono stati rispettati i parametri di legge (carichi di famiglia, anzianità e parametro aziendale) nella scelta dei dipendenti da licenziare all’uscita dalla cig?
      2. esiste la possibilità di dimostrare con testimonianze che siete stati costretti a firmare la rinuncia al art. 2112 soto minaccia di licenziamento immediato, e che i sindacati stessi erano al corrente della condizione vessatoria?

      Non voglio illuderti in quanto la situazione è legalmente complicata ma forse varrebbe la pena sentire il parere di un differente legale.

      Rispondi
  25. silvia

    Salve volevo chiederle gentilmente un informazione.
    Lavoro in una azienda a carattere stagionale ,ed ho un contratto a tempo determinato, sul contratto e stipulato un orario di lavoro di 6 ore e 40 minuti per 6 giorni settimanali, adesso il proprietario ci ha imposto l’obbligo di lavorare per 8 ore giornaliere per 6 giorni settimana sempre con la stessa retribuzione, chi si rifiuta pena prossimo anno niente nuovo contratto quindi licenziamento, cosa possiamo fare per avere un briciolo di giustizia? grazie saluti

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      La stipula dei contratti a tempo determinato è l’arma adottata dal datore di lavoro per proteggersi da azioni difensive, in quanto non rinnoverebbe il contratto a chi volesse ribellarsi. E’ però vero che i contratti a tempo determinato hanno precisi limiti temporali, per cui il mio consiglio è sopportare ma prepararsi ad una rivendicazione retributiva. Questo significa raccogliere prove, documenti, testimoni, registrazioni audio e video (prese anche di nascosto) a dimostrazione delle maggiori ore lavorate rispetto a quelle contrattuali e dichiarate in busta paga. Al momento dell’ultimo rinnovo denunciate il datore di lavoro o tramite ispettorato del lavoro o tramite legale di fiducia con la richiesta di pagamento di tutte le ore non riconosciute.

      Rispondi
  26. Debora

    Salve.
    Io decido di dare le dimissioni in un azienda dove lavoravo dal 2015 .
    Ho trovato un altro impiego con un contratto però a due mesi e nn a tempo indeterminato come quello di prima.dopo quei due mesi il contratto nn mi sarà rinnovato come ho ben capito…
    Posso richiedere la disoccupazione ?
    Anche quella del lavoro di prima quello in cui però ho dato le dimissioni???
    Grazie

    Rispondi
    1. Katia

      Salve io lavoro in una ditta che fa il catering da 2 anni sono gravida di 12 settimane ora sono a casa in malattia in attesa di maternita anticipata per lavoro a rischio oggi il mio dattore mi dici che ci vuole licenziare io e miei colleghi e farci assumere da un cooperativa dicendomi che dovrei nascondere la mia gravidanza che avremmo le stesse diritti di adesso e le stesse retribuzione voglio sapere cosa devo fare per tutelarmi ensendo incinta

      Rispondi
      1. pps9000 Autore articolo

        Premesso che sino a quando sei in malattia/maternità anticipata nessuno ti può licenziare, l’unico caso che prevede la possibilità di licenziare una lavoratrice in maternità è la chiusura totale del reparto o dell’azienda dove lavora. Non capisco inoltre la richiesta del datore di lavoro di nascondere la gravidanza; se tu sei in maternità anticipata dovresti prima di tutto trovare il medico competente che dovrebbe certificare che la tua gravidanza non è più a rischio. Non è poi vero che in una cooperativa avreste gli stessi diritti come li avete nella vostra attuale azienda. Nella tua condizione ti conviene attendere le mosse del datore di lavoro. Dovreste poi farvi spiegare come farebbe a licenziarvi e farvi contemporaneamente assumere dalla cooperativa. Le raccomando non dia lei delle dimisioni. Avete interpellato i sindacati di categoria?

        Rispondi
  27. Franco

    Gentile,

    l’azienda ci da un incentivo all’esodo di 40 mensilita’ dobbiamo firmare entro e non oltre la fine di agosto 2017.
    Sse non accetto e non firmo , L’azienda mi puo’o deve ricollocarmi ?
    ( E un azienda multinazionale americana che aquisito altre 127 aziende )
    Oppure potrebbe usare la legge Fornero cioe’ non hai accettato il mio pacchetto ,ti spedisco a casa la lettera di licenziamento prevista dalla Legge fornero e ti do massimo 24 mensilita’.
    Avendo in corso una denuncia per malattia professionale INAIl sto aspettando la loro valutazione , cosa mi consiglierebbe di fare ?
    Accetto e la chiudo cosi oppure aspetto e non firmo ,a cosa vado incontro?
    Grazie per la sua risposta

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Franco tu purtroppo manchi di spiegare per quali motivi l’azienda sta mettendo in atto una proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivo all’esodo e se i sindacati sono o meno a conoscenza della situazione. È molto diverso se sì tratta di preparare un’altra acquisizione, di gestire una fusione o di un piano di ristrutturazione. Senza queste notizie posso solo dirti che l’incentivo di 40 mensilità è tra i più alti che ho mai sentito e, quindi potrebbe essere conveniente accettarlo. Se ti interessa una analisi sulle altre domande potremmo fissarti una consulenza di un ora durante la prossima settimana al costo di 40 euro. Puoi telefonare al 00393473841457.

      Rispondi
      1. Franco De Vincenzo

        Buongiorno e grazie per la risposta

        L’azienda chiude il reparto perche’ trasferisce e centralizza i costi in Romania , ma altri reparti per lo stesso prodotto rimangono in Italia . i sindacati ne sono a conoscenza ma hanno aderito in pochi allo sciopero.

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Se tu fai parte del reparto che verrà completamentechiuso, non accettando le risoluzione consensuale con incentivo all’esodo corri il rischio di essere licenziato per giustificato motivo oggettivo, senza che l’azienda sia condannata a pagarti alcuna penale. Esiste l’obbligo di tentare il repechage, ma per capire quanto probabilità hai di poterne usufruire bisognrebbe conoscere le mansioni che svolgi e se nei reparti che non chiudono c’è o meno bisogno di personale con mansioni equivalenti. Ripeto quanto già detto nella precedente risposta; la situazione è molto complessa e meriterebbe un analisi approfondita; rispetto la tua scelta di non utilizzare una consulenza on line ma non è certamente possibile in questa sezione prendere in considerazione tutte le possibili alternative. Nelle informzioni fornite sulla nostra pagina di Consulenza on line, abbiamo chiarito che per questo tipo di situazioni sono previste consulenze telefoniche a pagamento.

          Rispondi
  28. Modesto

    Salve,
    volevo sapere se posso chiedere la disoccupazione se devo licenziarmi perché mia moglie è stata trasferita per lavoro in altra regione.
    Modesto

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Modesto purtroppo il fatto che tua moglie sia stata trasferita in altra regione x lavoro non è considerata ragione sufficiente a che tu possa rassegnare le dimissioni dal tuo lavoro e avere diritto alla disoccupazione.

      Rispondi
  29. MARIO

    Buonasera Dott, vorrei avere notizie circa il limite per il gratuito patrocinio 2017 in un processo civile. Ho una compagna ed un figlio, viene aggiunta una somma per ogni familiare a carico?
    Grazie.
    Cordialità.
    Mario

    Rispondi
  30. Roberta

    Buonasera, volevo chiederle se avendo sei mesi di stipendi arretrati senza aver fatto nessun decreto ingiuntivo,in caso di fallimento dell’azienda non si ha diritto alla Naspi, inquanto l’INPS potrebbe considerarla un’inplicita accettazione da parte del lavoratore. Mi sembra una cosa assurda ma molte persone mi hanno detto che è così.
    La ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Temo che si stia trattando di due problemi diversi. La Naspi spetta al dipendente che, per un qualsiasi motivo, perde involontariamente il posto di lavoro, quindi per quanto mi riguarda ciò è indipendente dal fatto che lei abbia o meno richiesto l’intervento del giudice per recuperare le mensilità non pagate. Diverso è il caso del ricorso al fondo integrativo Inps per richiedere il recupero delle ultime tre mensilità e del TFR in caso di fallimento del datore di lavoro; in questo caso l’Inps richiede che il dipendente abbia effettivamente tentato il recupero delle mensilità non pagate. Le consiglio,se il datore non è ancora fallito, di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi aiutare da un patronato sindacale per richiedere la Naspi,in quanto​la procedura è piuttosto complessa.

      Rispondi
  31. Martina

    Salve,
    ho un contratto di lavoro a T. Determinato ccnl Legno, sughero, mobile, arredamento, e boschivi forestali e in tale contratto non si parla delle dimissioni dal t. determinato.

    Qualora trovassi un altro lavoro per me più interessante anche sotto il profilo retributivo e volessi dimettermi in data 31/07/2107, ipotizzando che il contratto scada il 31/02/2018, cosa dovrei fare? Ho letto su internet che il t. determinato non permette le dimissioni da parte del lavoratore se non per giusta causa (e quella sovracitata non credo sia tale), a quanto ammonterebbe l’eventuale somma da versare al datore di lavoro?
    Come posso quantificare la somma da versare per l’inadempienza del contratto?

    Grazie in anticipo

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Confermo che entrambe le parti non possono risolvere il rapporto di lavoro prima della scadenza naturale di un contratto a tempo determinato. Non posso quantizzare le eventuali penali da pagare poiché ciò dipende dai danni che il datore di lavoro riuscirebbe a dimostrare aver subito causa le tue dimissioni. Se tu ti opponessi dovresti aspettare una chiamata in causa con relative spese legali.

      Rispondi
  32. luca

    salve,
    sono nuovo nel forum, ho delle domande da farvi.
    la società dove attualmente lavoro (un deposito di distribuzione di prodotti alimentari) sta fallendo, gli stessi soci hanno aperto un’altra società lavorando in un punto vendita che acquista prodotti dalla società che sta fallendo. vorrebbero passare alcune persone con la società nuova continuando con la distribuzione . la mia domanda è se io rifiuto la loro proposta mi possono licenziare e io posso usufruire della disoccupazione ? il mio contratto di lavoro è un apprendistato ed è in scadenza alla fine di quest’anno . in caso di un mio rifiuto e un fallimento della società dopo la loro proposta che possibilità ci sono di ottenere la liquidazione ?
    ps: la mia intenzione è quella di rifiutare qualsiasi proposta perché non sono delle persone serie.
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Luca in linea di massima la disoccupazione spetta in tutti i casi in cui la perdita del posto di lavoro non dipende dalla volontà del lavoratore, quindi risponderei si alla tua prima domanda. La liquidazione come tu la chiami (meglio trattamento di fine rapporto) spetta di diritto al lavoratore al termine del rapporto di lavoro ma in caso di fallimento tempi e modalità dipendono dal curatore fallimentare. Esiste poi la possibilità di usufruire del fondo dì garanzia dell’inps,ma se possibile eviterei di rimanere coinvolto. nel fallimento.

      Rispondi
  33. Mario

    Buonasera Dott. vorrei un informazione.
    Convivo con la mia compagna nella stessa abitazione e abbiamo la residenza nello stesso comune, so che non posso percepire gli assegni familiari per lei, in busta paga percepisco gli assegni familiari e le detrazioni al 100% per il bambino.
    Posso avere le detrazioni in busta paga anche per lei considerato che formiamo un nucleo familiare? Quale è la procedura?
    Grazie per la sua attenzione e gentilezza.
    Cordialità.
    Mario

    Rispondi
  34. Ciro

    Buongiorno,ho lavorato per un impresa edile,inquadrato come muratore a tempo determinato per far un piacere a lui di pagare meno tasse ma in realta ho fatto il mio lavoro autista di camion gru , tutti i giorni nel contratto e scritto muratore in mattoni con occasionali attivita’ di trasporto .mi deve 2 mensili marzo _ aprile ho lavorato fino al 18 maggio con contratto scaduto il 30 aprile con la speranza di essere pagato , il 18 maggio voleva farmi firmare il contratto di maggio cosa che io non ho voluto fare (per non accumulare un altro stipendio e non essere pagato) gli ho detto verbalmente che non volevo piu lavorare per lui ,sono andato al sindacato , a denunciare il fatto che non mi ha pagato il sindacalista per tutta risposta mi risponde (ridendo di gusto) che era un soggetto conosciuto ed ormai faceva questo da anni a discapito degli operai ,loro come sindacato non potevano far nulla,mi consiglia per prima cosa di fare domanda di disoccupazione ed iscrivermi al centro per l’impiego faccio la naspi vado al c.p.i l’impiegata mi dice che sto lavorando per una ditta dal 2 maggio fino al 31 luglio allora sono andato dall’ispettorato del lavoro ,che mi consiglia di andare al sindacato e fare una p.e.c per giusta causa .Dopo 12 giorni la situazione e questa mi stanno facendo fare come una pallina da ping pong tra i vari uffici =Sindacato,Inps,CentroPer L’impiego, ed Ispettorato del Lavoro senza venirne a capo di nulla …Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Credo che il consiglio giusto sia quello di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi assistere dal sindacato perché la pratica per ottenere la Naspi non sarà facile (mi aspetto che il datore di lavoro respinga la giusta causa).

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  35. Maria

    Grazie mille. Nel frattempo il mio avvocato, che è in trattativa con il loro avvocato per cercare di trovare una soluzione, mi dice che se dessi le dimissioni e contestualmente firmassi il nuovo contratto a tempo indeterminato nel quale non deve essere menzionata la normativa che si applica (ovvero non si dice che vale il jobs act/la normativa corrente) automaticamente essendo state le dimissioni contestuali alla nuova assunzione per quest’ultima rimarrebbe in vigore l’articolo 18 perché tra la vecchia azienda e la nuova cooperativa è in vigore l’affitto di azienda. Secondo Lei è corretto? Se le dimissioni e la riassunzione sono contestuali rimango tutelata dall’articolo 18?
    Grazie ancora per la disponibilità e buona serata

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    1. pps9000 Autore articolo

      Rimane tutelata se nel nuovo contratto a tempo indeteminato non viene menzionata la normativa relativa al Jobs Act; questo è l’aspetto principale ma il datore di lavoro aveva espresso un’intenzione esattamente contraria.

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  36. pps9000 Autore articolo

    Massimiliano non ho capito la situazione del suo collega (il commento risulta non chiaro) ma ribadisco il concetto base a cui il suo datore di lavoro non può sottrarsi; se dal cedolino stipendi risulta che le sono state trattenute somme per le addizionali regionali e comunali quelle somme devono risultare sul CU. IN CASO CONTRARIO SPIEGHI LUI DOVE SONO FINITE.

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  37. pps9000 Autore articolo

    Fin tanto che il datore di lavoro non interrompe l’attuale rapporto di lavoro non ci sono gli estremi per presentare alcun ricorso al giudice in quanto verrebbe a mancare il motivo del ricorso. Storia diversa è per il mobbing; se lei come dice, può provare con documenti di qualunque tipo(scritti, audio e video presi anche di nascosto) di aver subito le azioni vessatorie del datore di lavoro, allora gli farei sicuramente causa. L’avvocato a cui si è rivolta, che consiglierei fosse un giuslavorista, potrebbe analizzare i documenti e confermare o meno la mia ipotesi.

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