Racconta la tua storia

La pagina racconta la tua storia da la possibilità di condividere esperienze, positive o negative che siano, con la parte datoriale. Potrai usare identità di fantasia, così come non sarà necessario, a meno che tu non lo voglia, citare il nome delle aziende; nel più assoluto rispetto della privacy, le tue storie ci permetteranno di scrivere post utili per attirare l’attenzione dei lavoratori e della società sui comportamenti dei datori di lavoro. Gli argomenti che più frequentemente ci vengono richiesti sono quelli relativi all’interruzione del rapporto di lavoro, alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, all’incentivo all’esodo, alla cassa integrazione, alla mobilità. Chi avesse bisogno di una consulenza personalizzata, sia telefonica che per email, verifichi le condizioni sulla nostra pagina di <Consulenza on line>

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Racconta la tua storia ultima modifica: 2014-07-13T00:09:09+00:00 da pps9000
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208 pensieri su “Racconta la tua storia

  1. Debora

    Salve.
    Io decido di dare le dimissioni in un azienda dove lavoravo dal 2015 .
    Ho trovato un altro impiego con un contratto però a due mesi e nn a tempo indeterminato come quello di prima.dopo quei due mesi il contratto nn mi sarà rinnovato come ho ben capito…
    Posso richiedere la disoccupazione ?
    Anche quella del lavoro di prima quello in cui però ho dato le dimissioni???
    Grazie

    Rispondi
    1. Katia

      Salve io lavoro in una ditta che fa il catering da 2 anni sono gravida di 12 settimane ora sono a casa in malattia in attesa di maternita anticipata per lavoro a rischio oggi il mio dattore mi dici che ci vuole licenziare io e miei colleghi e farci assumere da un cooperativa dicendomi che dovrei nascondere la mia gravidanza che avremmo le stesse diritti di adesso e le stesse retribuzione voglio sapere cosa devo fare per tutelarmi ensendo incinta

      Rispondi
      1. pps9000 Autore articolo

        Premesso che sino a quando sei in malattia/maternità anticipata nessuno ti può licenziare, l’unico caso che prevede la possibilità di licenziare una lavoratrice in maternità è la chiusura totale del reparto o dell’azienda dove lavora. Non capisco inoltre la richiesta del datore di lavoro di nascondere la gravidanza; se tu sei in maternità anticipata dovresti prima di tutto trovare il medico competente che dovrebbe certificare che la tua gravidanza non è più a rischio. Non è poi vero che in una cooperativa avreste gli stessi diritti come li avete nella vostra attuale azienda. Nella tua condizione ti conviene attendere le mosse del datore di lavoro. Dovreste poi farvi spiegare come farebbe a licenziarvi e farvi contemporaneamente assumere dalla cooperativa. Le raccomando non dia lei delle dimisioni. Avete interpellato i sindacati di categoria?

        Rispondi
  2. Franco

    Gentile,

    l’azienda ci da un incentivo all’esodo di 40 mensilita’ dobbiamo firmare entro e non oltre la fine di agosto 2017.
    Sse non accetto e non firmo , L’azienda mi puo’o deve ricollocarmi ?
    ( E un azienda multinazionale americana che aquisito altre 127 aziende )
    Oppure potrebbe usare la legge Fornero cioe’ non hai accettato il mio pacchetto ,ti spedisco a casa la lettera di licenziamento prevista dalla Legge fornero e ti do massimo 24 mensilita’.
    Avendo in corso una denuncia per malattia professionale INAIl sto aspettando la loro valutazione , cosa mi consiglierebbe di fare ?
    Accetto e la chiudo cosi oppure aspetto e non firmo ,a cosa vado incontro?
    Grazie per la sua risposta

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Franco tu purtroppo manchi di spiegare per quali motivi l’azienda sta mettendo in atto una proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivo all’esodo e se i sindacati sono o meno a conoscenza della situazione. È molto diverso se sì tratta di preparare un’altra acquisizione, di gestire una fusione o di un piano di ristrutturazione. Senza queste notizie posso solo dirti che l’incentivo di 40 mensilità è tra i più alti che ho mai sentito e, quindi potrebbe essere conveniente accettarlo. Se ti interessa una analisi sulle altre domande potremmo fissarti una consulenza di un ora durante la prossima settimana al costo di 40 euro. Puoi telefonare al 00393473841457.

      Rispondi
      1. Franco De Vincenzo

        Buongiorno e grazie per la risposta

        L’azienda chiude il reparto perche’ trasferisce e centralizza i costi in Romania , ma altri reparti per lo stesso prodotto rimangono in Italia . i sindacati ne sono a conoscenza ma hanno aderito in pochi allo sciopero.

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Se tu fai parte del reparto che verrà completamentechiuso, non accettando le risoluzione consensuale con incentivo all’esodo corri il rischio di essere licenziato per giustificato motivo oggettivo, senza che l’azienda sia condannata a pagarti alcuna penale. Esiste l’obbligo di tentare il repechage, ma per capire quanto probabilità hai di poterne usufruire bisognrebbe conoscere le mansioni che svolgi e se nei reparti che non chiudono c’è o meno bisogno di personale con mansioni equivalenti. Ripeto quanto già detto nella precedente risposta; la situazione è molto complessa e meriterebbe un analisi approfondita; rispetto la tua scelta di non utilizzare una consulenza on line ma non è certamente possibile in questa sezione prendere in considerazione tutte le possibili alternative. Nelle informzioni fornite sulla nostra pagina di Consulenza on line, abbiamo chiarito che per questo tipo di situazioni sono previste consulenze telefoniche a pagamento.

          Rispondi
  3. Modesto

    Salve,
    volevo sapere se posso chiedere la disoccupazione se devo licenziarmi perché mia moglie è stata trasferita per lavoro in altra regione.
    Modesto

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Modesto purtroppo il fatto che tua moglie sia stata trasferita in altra regione x lavoro non è considerata ragione sufficiente a che tu possa rassegnare le dimissioni dal tuo lavoro e avere diritto alla disoccupazione.

      Rispondi
  4. MARIO

    Buonasera Dott, vorrei avere notizie circa il limite per il gratuito patrocinio 2017 in un processo civile. Ho una compagna ed un figlio, viene aggiunta una somma per ogni familiare a carico?
    Grazie.
    Cordialità.
    Mario

    Rispondi
  5. Roberta

    Buonasera, volevo chiederle se avendo sei mesi di stipendi arretrati senza aver fatto nessun decreto ingiuntivo,in caso di fallimento dell’azienda non si ha diritto alla Naspi, inquanto l’INPS potrebbe considerarla un’inplicita accettazione da parte del lavoratore. Mi sembra una cosa assurda ma molte persone mi hanno detto che è così.
    La ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Temo che si stia trattando di due problemi diversi. La Naspi spetta al dipendente che, per un qualsiasi motivo, perde involontariamente il posto di lavoro, quindi per quanto mi riguarda ciò è indipendente dal fatto che lei abbia o meno richiesto l’intervento del giudice per recuperare le mensilità non pagate. Diverso è il caso del ricorso al fondo integrativo Inps per richiedere il recupero delle ultime tre mensilità e del TFR in caso di fallimento del datore di lavoro; in questo caso l’Inps richiede che il dipendente abbia effettivamente tentato il recupero delle mensilità non pagate. Le consiglio,se il datore non è ancora fallito, di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi aiutare da un patronato sindacale per richiedere la Naspi,in quanto​la procedura è piuttosto complessa.

      Rispondi
  6. Martina

    Salve,
    ho un contratto di lavoro a T. Determinato ccnl Legno, sughero, mobile, arredamento, e boschivi forestali e in tale contratto non si parla delle dimissioni dal t. determinato.

    Qualora trovassi un altro lavoro per me più interessante anche sotto il profilo retributivo e volessi dimettermi in data 31/07/2107, ipotizzando che il contratto scada il 31/02/2018, cosa dovrei fare? Ho letto su internet che il t. determinato non permette le dimissioni da parte del lavoratore se non per giusta causa (e quella sovracitata non credo sia tale), a quanto ammonterebbe l’eventuale somma da versare al datore di lavoro?
    Come posso quantificare la somma da versare per l’inadempienza del contratto?

    Grazie in anticipo

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Confermo che entrambe le parti non possono risolvere il rapporto di lavoro prima della scadenza naturale di un contratto a tempo determinato. Non posso quantizzare le eventuali penali da pagare poiché ciò dipende dai danni che il datore di lavoro riuscirebbe a dimostrare aver subito causa le tue dimissioni. Se tu ti opponessi dovresti aspettare una chiamata in causa con relative spese legali.

      Rispondi
  7. luca

    salve,
    sono nuovo nel forum, ho delle domande da farvi.
    la società dove attualmente lavoro (un deposito di distribuzione di prodotti alimentari) sta fallendo, gli stessi soci hanno aperto un’altra società lavorando in un punto vendita che acquista prodotti dalla società che sta fallendo. vorrebbero passare alcune persone con la società nuova continuando con la distribuzione . la mia domanda è se io rifiuto la loro proposta mi possono licenziare e io posso usufruire della disoccupazione ? il mio contratto di lavoro è un apprendistato ed è in scadenza alla fine di quest’anno . in caso di un mio rifiuto e un fallimento della società dopo la loro proposta che possibilità ci sono di ottenere la liquidazione ?
    ps: la mia intenzione è quella di rifiutare qualsiasi proposta perché non sono delle persone serie.
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Luca in linea di massima la disoccupazione spetta in tutti i casi in cui la perdita del posto di lavoro non dipende dalla volontà del lavoratore, quindi risponderei si alla tua prima domanda. La liquidazione come tu la chiami (meglio trattamento di fine rapporto) spetta di diritto al lavoratore al termine del rapporto di lavoro ma in caso di fallimento tempi e modalità dipendono dal curatore fallimentare. Esiste poi la possibilità di usufruire del fondo dì garanzia dell’inps,ma se possibile eviterei di rimanere coinvolto. nel fallimento.

      Rispondi
  8. Mario

    Buonasera Dott. vorrei un informazione.
    Convivo con la mia compagna nella stessa abitazione e abbiamo la residenza nello stesso comune, so che non posso percepire gli assegni familiari per lei, in busta paga percepisco gli assegni familiari e le detrazioni al 100% per il bambino.
    Posso avere le detrazioni in busta paga anche per lei considerato che formiamo un nucleo familiare? Quale è la procedura?
    Grazie per la sua attenzione e gentilezza.
    Cordialità.
    Mario

    Rispondi
  9. Ciro

    Buongiorno,ho lavorato per un impresa edile,inquadrato come muratore a tempo determinato per far un piacere a lui di pagare meno tasse ma in realta ho fatto il mio lavoro autista di camion gru , tutti i giorni nel contratto e scritto muratore in mattoni con occasionali attivita’ di trasporto .mi deve 2 mensili marzo _ aprile ho lavorato fino al 18 maggio con contratto scaduto il 30 aprile con la speranza di essere pagato , il 18 maggio voleva farmi firmare il contratto di maggio cosa che io non ho voluto fare (per non accumulare un altro stipendio e non essere pagato) gli ho detto verbalmente che non volevo piu lavorare per lui ,sono andato al sindacato , a denunciare il fatto che non mi ha pagato il sindacalista per tutta risposta mi risponde (ridendo di gusto) che era un soggetto conosciuto ed ormai faceva questo da anni a discapito degli operai ,loro come sindacato non potevano far nulla,mi consiglia per prima cosa di fare domanda di disoccupazione ed iscrivermi al centro per l’impiego faccio la naspi vado al c.p.i l’impiegata mi dice che sto lavorando per una ditta dal 2 maggio fino al 31 luglio allora sono andato dall’ispettorato del lavoro ,che mi consiglia di andare al sindacato e fare una p.e.c per giusta causa .Dopo 12 giorni la situazione e questa mi stanno facendo fare come una pallina da ping pong tra i vari uffici =Sindacato,Inps,CentroPer L’impiego, ed Ispettorato del Lavoro senza venirne a capo di nulla …Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Credo che il consiglio giusto sia quello di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi assistere dal sindacato perché la pratica per ottenere la Naspi non sarà facile (mi aspetto che il datore di lavoro respinga la giusta causa).

      Rispondi
  10. Mara

    Buonasera, sottopongo questo quesito: attualmente lavoro per una cooperativa che ha vinto l` appalto per la gestione della biblioteca per cui lavoro da molti anni. La cooperativa precedente con cui ho lavorato per 10 anni maturando 5 scatti di anzianita` ( persi completamente con l` arrivo delka nuova cooperatuva) ha fatto ricorso al tar e` ha vinto. La gara e` stata annullata. Ne hanno indetta un` altra e ha vinto la cooperativa che ha fatto ricorso, cioe` quella per cui ho lavorato 10 anni. Premetto che con quella nuova ho lavorato solo pochi mesi. Adesso essendo ritornati i miei vecchi datori di lavoro posso chiedere di nuovo gli scatti di anzianita` perduti?posso contrattare con un superminimo? Ho margine secondo lei? Ritrovarmi a fare le stesse mansioni e con gli stessi datori ma con condizioni peggioraritive non mi va. Grazie in anticipo per la risposta. Mara

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Mara, mi sentirei più sicuro conoscendo le ragioni per cui la gara è stata annullata ma, in linea di massima, l’annullamento delle gara ha riportato le condizioni a quelle pre assegnazione del nuovo appalto (come cioè se la gara l’avesse vinta da subito la tua cooperativa), quindi ritengo tu abbia il diritto di avere il riconoscimento degli scatti di anzianità perduti. E’ ovvio che se la tua cooperativa si rifiuta, purtroppo ti dovresti rivolgere all’ufficio legale di un sindacato o ad un legale di tua fiducia.

      Rispondi
  11. gianni cuscito

    buongiorno, lavoro presso una cooperativa composta da 7 persone all’interno di un azienda di trasporti.
    Nell’azienda è presente un altra cooperativa facente parte dello stesso consorzio.Dato che siamo iscritti ad un sindacato, ci hanno fatto capire palesemente che se non rinunciamo al sindacato, chiudono la nostra cooperativa, lasciando tutti a casa.
    dato che nell’altra cooperativa lavorano circa 20 persone e non c’è calo di lavoro, non dovremmo essere assorbiti da questa? Inoltre lavoriamo in un impianto completamente fuori norma, compresi i mezzi di lavoro e le condizioni lavorative.
    é possibile far intervenire l’ispettorato del lavoro e come bisogna comportarsi?
    Grazie in anticipo per la risposta

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Gianni raccogliete se potete documenti video, audio (anche presi di nascosto) mail, comunicazioni dell’azienda, testimoni insomma qualunque mezzo con cui potete provare quanto hai raccontato e poi recatevi all?ispettorato del Lavoro per denunciare il datore di lavoro. Sarebbe importare avere un documento audio in cui vi viene chiesto di rinunciare al sindacato. Perché non provate a stimolare un incontro da registrare con telefonini o registratori tascabili?

      Rispondi
  12. Marisa

    Bongiorno sto per essere licenziata dalla mia azienda ma ho impugnato il licenziamento.

    Il mio ultimo giorno doveva essere il 20 giugno ma oggi mi hanno consegnato una raccomandata a mano dicendo che sono dispensata dal periodo di preavviso e che quindi è il mio ultimo giorno di lavoro.

    Mi hanno detto a voce che però io risulto assunta fino al 20 giugno e che quindi maturano ferie e contributi come se lavorassi. Mi hanno anche detto che posso fare domanda per la naspi solo dopo tale data.

    Mi conferma che è possibile una cosa come questa? Sono un po’ preoccupata perché il caaf mi aveva detto di fare domanda per la naspi nei 7 giorni successivi alla data di fine lavoro….

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      È nella facoltà del datore dì lavoro fare o meno lavorare il preavviso ma, in questo secondo caso le dovrà essere pagata l’indennità sostitutiva del preavviso. Controlli che questo sia chiaro per l’azienda. l’INPS, dato che lei percepirebbe comunque una retribuzione,considera ultimo giorno di lavoro la fine del preavviso e quindi la Naspi decorrerà da quella data. Verifichi pure con il patronato.

      Rispondi
  13. Massimiliano

    Buona sera,sono impiegato da 20 anni in un azienda nel commercio e terziario come operaio ,questa settimana nel riporre l’ultimo CUD ho controllato tutti gli altri per visionare le ritenute e le detrazioni di questi ultimi anni .Ho notato una cosa insolita nel cud del 2016, nella voce ritenute le caselle inerenti all’addizionale regionale e comunale sia come acconto 2015 e come saldo 2015 sono vuote mentre nei cud degli altri anni queste caselle contengono l’acconto ed il saldo versato,ho visionato le buste paghe e le trattenute delle addizionali ci sono mensilmente.E’ possibile che il mio titolare anche se trattenute non le ha versate? Ho letto sul web che se fosse cosi ne risponderei all’agenzia delle entrate io pagando interessi e mora è possibile?Prima di affrontare l’argomento con il titolare vorrei sincerarmi che le mie preoccupazioni siano fondate.Cosa mi consiglia di fare? Grazie Per il suo operato.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Se le trattenute compaiono sui cedolini dovrebbero comparire anche sul CU. Non vedo nulla di male nel chiederne Il motivo al datore di lavoro, poiché potrebbe trattarsi di un errore del programma che elabora i CU. Se così fosse,il datore deve consegnare il nuovo modulo con le correzioni. Se le viene data una risposta diversa mi scriva nuovamente.

      Rispondi
      1. Massimiliano

        Buona sera,ho sottoposto la questione al mio titolare che devo dire con molta arroganza mi ha detto che essendo lui il “sostituto d’imposta ” ne risponde penalmente!!! Io ho insistito dicendo che voglio capire perche’ nel cud le addizionali versate non figurano allora si e’ illuminato farfugliando che non figurano perche’ il comune di (Palermo) non aveva ancora comunicato le aliquote.Ho chiesto di chiamare il commercialista per dimostrarmi come ha regolamentato il tutto ma sembra non capire il problema sminuendo la cosa .Adesso mi sono scocciato di essere considerato esagerato e malpensante e quindi le chiedo gentilmente di illustrarmi la strada per capire se il signore ha versato nelle casse del comune i soldini che mensilmente mi ha sottratto.Ovviamente ho dei validi motivi e dei precedenti che mi hanno reso cosi’ diffidente.Grazie

        Rispondi
        1. Massimiliano

          mente ad una parte del Gentile Dott.Le scrivo nuovamente perche’ penso di avere un nuovo elemento sulle addizionali non versate dall’azienda,oggi ho chiesto ad un mio collega di visionare il suo mod 730 inerente all’anno in questione e sotto la voce Dovuto c’é un importo con accanto scritto (addizionale comunale dovuto) tale importo viene decurtato dal rimborso totale.Penso che in questo modo il mio collega ha regolarizzato la sua posizione nei confronti del comune rinunciando ovviarimborso.Ancora incredulo chiedo a Lei un ultima volta se sto interpretando quest’ultima prova prima di affrontare assieme al mio collega nuovamente il mio titolare e il suo commercialista,grazie.

          Rispondi
          1. pps9000 Autore articolo

            Massimiliano non ho capito la situazione del suo collega (il commento risulta non chiaro) ma ribadisco il concetto base a cui il suo datore di lavoro non può sottrarsi; se dal cedolino stipendi risulta che le sono state trattenute somme per le addizionali regionali e comunali quelle somme devono risultare sul CU. IN CASO CONTRARIO SPIEGHI LUI DOVE SONO FINITE.

  14. Andrea

    Una mia amica lavora in una nota catena di abbigliamento.
    Attualmente ha un contratto di apprendistato la cui scadenza naturale è il prossimo 1 giugno.
    Il datore di lavoro le ha prospettato oralmente un nuovo contratto di sostituzione maternità.
    Ma per poter stipulare il contratto suddetto, il datore sostiene che la ragazza prima debba dimettersi dall’ apprendistato senza aspettare la scadenza naturale.
    Viceversa, se la ragazza aspetta la scadenza naturale dell’apprendistato, il datore sostiene che non potrà farle sottoscrivere l’eventuale nuovo contratto.
    Così la ragazza si troverà a casa senza lavoro.
    Cosa ne pensa? Il datore ha ragione? A me sembra un ricatto bello e buono.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Andrea la spiegazione non trova riscontro in quelle che sono le normative che regolano i contratti di apprendistato; una volta giunto alla sua naturale scadenza il datore di lavoro potrebbe benissimo assumere l’apprendista. C’è evidentemente qualcosa che sfugge; se la tua amica si fa spiegare le motivazioni e ce le fate sapere immediatamente, possiamo verificare se giustificate o illecite. Altrimenti potete provare voi stessi la buona fede del datore di lavoro, accettando di firmare le dimissioni se, nello stesso tempo, lui accetta di mettervi in mano il nuovo contratto firmato e con la data d’inizio. Vedete cosa vi risponde.

      Rispondi
  15. Monica

    Buonasera,
    ho 27 anni e lavoro da poco più di un anno per una struttura alberghiera con regolare contratto a tempo indeterminato. L’azienda intenderebbe passare me ed altri presso un’agenzia di somministrazione lavoro, perché probabilmente così abbassano i loro costi. Il mio stipendio (almeno la parte netta) dovrebbe comunque essere immutato.
    La mia domanda è, possono farlo senza previo licenziamento da parte loro? E con quanto tempo dovrebbero comunicarci (se è necessario, come ritengo, farlo) questo passaggio? Non c’è anche il rischio che finita la stagione estiva si venga poi licenziati? Se mi licenziano ed io rifiuto il nuovo contratto con l’agenzia, ho diritto all’indennità di disoccupazione?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Se il progetto è farvi passare ad un agenzia di somministrazione, voi diventereste dipendenti dell’agenzia, quindi necessariamente va interrotto il rapporto di lavoro con la struttura alberghiera; questo passsaggio può essere fatto in diversi modi tutti rischiosi per voi se non concordati in sede sindacale o sotto la protezione di un vostro rappresentnte legale. Se voi avete un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un licenziamento individuale potrebbe essere contemplato per motivi economici (cioè situazione critica dell’albergo) per cui diventerebbe un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, oppure potrebbero chiedervi di dimettervi con la promessa di riassunzione da parte dell’agenzia. Ti consiglio di farti risentire quando il datore di lavoro chiarià le sue intenzioni, confermandoti che con una lettera di licenziamento in mano potrai chiedere legalmente la disoccupazione.

      Rispondi
  16. Daniela

    Salve, se dovessi far richiesta al datore di lavoro per una trasformazione del rapporto lavorativo da full
    time a part time , entro quanto tempo avrei diritto ad ottenere risposta? Chiedo questo in quanto per esperienza so che temporeggiare e’ caratteristica forte del mio superiore, ma non vorrei che se ne approfittasse. perché in caso di rassegnazione delle dimissioni, essendo io mamma da due mesi, avrei bisogno di tempo per organizzarmi al meglio. Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Daniela l’essere mamma da due mesi le da il diritto di priorità nel chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale ma serve comunque l’accordo del datore di lavoro. Visto che questo accordo va comunque realizzato in forma scritta in sede sindacale, incominci ad inviare la richiesta per iscritto e dovrebbe ricevere la risposta entro 15 giorni; ovviamente la risposta del datore potrebbe essere negativa ma non potrebbe autorizzare altre richieste (per dipendenti con stesse mansioni) in quanto a lei rimarrebbe la precedenza.

      Rispondi
  17. Marco Bertoli

    salve. mi è stato detto che ero stato assunto senza che mi dicessero niente prima.. avendo già lavorato con loro in passato avevano le foto dei miei documenti.. ma io non ho firmato nulla.. io nn sono più disposto a lavorare con loro .. non mi sono presentato e ripeto non ho firmato nessun contratto o quant’altro.. cosa risulta adesso ? non vorrei mi interrompessero la disoccupazione proprio ora che mi serve nel periodo di ricerca di un lavoro a me consono ..
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Inizia con il recarti al Centro per l’Impiego e chiedi di consultare la tua scheda personale per verificare se in effetti il contratto è stato regolarmente trasmesso; se non risulta niente il problema finisce li. Se invece il contratto è stato trasmesso telematicamente e quindi risulteresti assunto, hai due strade:

      1. avverti il datore di lavoro che intendi denunciarlo all’Ispettorato se non invia un’immediata modifica al Centro per l’impiego;
      2. vai direttamente all’ispettorato per denunciare la situazione chiedendo se ti possono rilasciare copia della denuncia da presentare all’INPS nel caso t’imterrompesse la disoccupazione.
      Rispondi
  18. Demetrius

    Buon giorno.ho lavorato cinque anni per una azienda agricola,senza un contratto di lavoro,essendo pagato con cinque euro al ora.un mese fa ho chiesto al mio datore di lavoro di mettermi in regola,lui invece ha detto di non andare piu al lavoro.ho fatto la vertenza al sindacato una setimana fa,pero non mi hanno ancora contatatto.qualcuno sa dire cosa devo fare…grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Demetrius dovrei capire cosa intende fare il sindacato, visto che non hai un contratto di lavoro e sei stato licenziato solo verbalmente; sappi comunque che una sola settimana di tempo è troppo poco per potersi aspettare un contatto. Se comunque il datore di lavoro, come temo, non risponderà al sindacato ne ti contatterà, sappi che potresti denunciarlo all’Ispettorato del lavoro della tua zona; in questo caso dovresti, se ti è possibile, trovare qualche persona che ti ha visto lavorare nell’azienda agricola e che possa testimoniarlo a tuo favore.

      Rispondi
  19. Zam

    Salve, per caso qualcuno conosce un sito / pagina / blog dove vengano segnalati i datori di lavoro disonesti, in modo che le persone si possano informare prima di accettare un’offerta di lavoro? Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Zam non penso che tu possa trovare un qualunque sito dove vengono segnalati con nome e cognome imprenditori disonesti, in quanto ciò costituirebbe violazione della privacy con relative conseguenze penali; stante il grande numero di segnalazioni ricevute su questo sito, posso però indicarti quali sono le categorie più spesso coinvolte: aziende con meno di 15 dipendenti e/o aziende a conduzione famigliare, cooperative operanti nel campo della pulizia, bar, ristoranti e talvolta anche piccoli alberghi. Molto frequentemente si trovano datori di lavoro disonesti anche nella conduzione di negozi con attività commerciali di diverso tipo. La piaga più diffusa è quella del lavoro nero, in tutto o in parte; se già non lo hai fatto ti suggerisco la lettura del nostro articolo su questo aspetto.

      Rispondi
  20. marco

    buongiorno e grazie per l eventuale risposta.
    Le espongo subito il problema, lavoro a tempo indeterminato da circa una ventina di anni, da circa due anni il rapporto col mio datore si è progressivamente deteriorato fino a farmi arrivare alla conclusione di rivolgermi a qualcuno per poter far valere i miei diritti. Dall inizio del periodo di lavoro nei mesi invernali dove non raggiungo le 40 ore mi vengono scalate sistematicamente una cinquantina di ore di ferie anche se non godute, lavoro giorni festivi ( pasqua, s stefano, immacolata etc etc )retribuiti in nero e sottopagati, in estate lavoro anche tutte le domeniche nonostante il mio contratto non lo preveda, tutte le ore di straordinario mi vengono pagate in nero e ovviamente sottopagate. Detto questo vorrei sapere, visto che per precauzione mi sono fatto una piccola “assicurazione” registrando colleghi (audio e video) e testimonianze che provano quello che scrivo, se posso rivalermi sul mio datore di lavoro (licenziamento e un minimo di buonuscita) sapendo gia che probabilmente il rapporto giungerà comunque ad un ovvia fine. Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Marco, quello che descrivi ha diverse soluzioni ma tra loro contrastanti; una situazione come la tua, visto che hai avuto l’accortezza di preparare una documentazione video e audio, potrebbe essere denunciata all’Ispettorato del lavoro che, in linea teorica, dovrebbe intervenire sul datore di lavoro costringendolo a rispettare le normative sul lavoro. Intuisco che la tua azienda non dovrebbe superare i 15 dipendenti, quindi non è da escludere che, alla prima occasione, il datore di lavoro cerchi di licenziarti per reazione e non certo propenso a darti una buona uscita. La buona uscita (incentivo all’esodo) presuppone una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che vedo possibile se affidata ad un legale il quale, stante la documentazione in tuo possesso, potrebbe proporre l’accordo per evitare le denuncia all’Ispettorato, che, laddove provata, prevede il pagamento di multe anche molto salate.

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      1. marco

        buonasera, purtroppo abbiamo fatto un tentativo tramite un legale per trovare un accordo in via amichevole ma per ben due volte non è stato preso in considerazione dal datore di lavoro nonostante diverse testimonianze audio che provano le diverse magagne da parte sua, ora l unica cosa rimasta dovrebbe essere l ispettorato, ma oltre le testimonianze e la busta paga ( per le ferie scalate e non godute)è difficile provare tutte le ore prestate a titolo di straordinario o i festivi lavorati visto oltretutto che si parla anche di diversi anni fa ad oggi. Purtroppo viviamo in Italia e ogni giorno perdo sempre piu fiducia in questo paese…possibile che con testimonianze audio cosi esplicite uno la possa fare franca e non mostrare neppure il minimo timore di un controllo? Grazie

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        1. pps9000 Autore articolo

          Marco certamente sarà difficile recuperare tutte le retribuzioni e contribuzioni che ti sarebbero spettate, ma il legale a cui ti sei rivolto dovrebbe essere in grado di chiarirti quante probabilità hai di vincere una vertenza e in quali termini economici, stante la documentazione che saresti in grado di produrre. Ammesso che tu volessi un nostro conforto potremmo proporti un colloquio telefonico o meglio con Skype ma, in questo caso, ti dovrei chiedere un onorario di 40 euro.

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  21. Paola

    Buongiorno, dal 2015 al 2016 ho lavorato in una cooperativa contratto con livello 6 Junior, poi ho cambiato lavoro. Successivamente la cooperativa ha subito un controllo dall’ispettorato del lavoro e dopo tutti gli accertamenti, tutti i dipendenti adesso sono stati fatti salire al 5 livello con l’obbligo di dover dare loro gli arretrati per il periodo in cui erano al livello 6 J. Volevo sapere se questa cosa sia retroattiva e se quindi anche io posso chiedere gli arretrati anche se non lavoro più presso la cooperativa dato che anche io come loro evidentemente non ero in regola.
    Se si, a chi mi devo rivolgere? Direttamente all’ispettorato? Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Paola, visto che l’accertamento del Ispettorato è recente, le dovrebbe essere possibile chiedere l’adeguamento retributivo,ma è necessario accertarsi quale periodo temporale è stato contestato al datore di lavoro.Questa informazione la potrà chiedere all’Ispettorato ma per obbligare il datore di lavoro ad erogare l’adeguamento retributivo temo dovrà rivolgersi ad un legale.

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      1. Paola

        E’ stato contestato proprio il periodo in cui io ho lavorato sia perché la cooperativa era subentrata nel 2015, sia perché l’ispettorato ha fatto la sua visita in cooperativa pochi giorni dopo che io avevo cambiato lavoro, e l’adeguamento retributivo e’ stato disposto solo di recente. Ok proverò ad informarmi all’ispettorato. Grazie mille

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  22. Carol

    Buonasera, sono il titolare di una azienda.
    Ho un dipendente a tempo indeterminato impegnato da un mio cliente ‘X’ presso un suo cliente ‘Y’ insieme ai suoi dipendenti.
    Il mio dipendente ha presentato le dimissioni con la certezzz di essere assunto dal mio cliente ‘X’ ed essere impiegato presso il cliente ‘Y’.

    Secondo me dovrebbero esserci le condizioni di concorrenza sleale visto che perderei un cospicuo fatturato e porterebbe con se le conoscenze e capacità acquisite da me

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    1. pps9000 Autore articolo

      Il suo dipendente, anche se non espressamente richiamato nel contratto di assunzione è sottoposto a l’obbligo di fedeltà che contempla due doveri:il divieto di concorrenza e l’obbligo di riservatezza ovvero di segretezza. Mentre il primo obbligo cessa con la cessazione del rapporto di lavoro, il secondo rimane in vita per cui vieta al lavoratore di divulgare o di utilizzare, a vantaggio proprio o altrui, informazioni attinenti l’impresa, in modo da poterle arrecare danno e ciò rimane in vigore per tutto il tempo in cui resta l’interesse dell’imprenditore a tale segretezza. Nel suo caso ritengo sarebbe difficile dimostrare se tale obbligo non è stato rispettato, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, in quanto il suo dipendente ha già lavorato presso la ditta Y con il suo beneplacito.

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  23. milena

    Buongiorno, lavoro in un’azienda con meno di 15 dipendenti da oltre 11 anni con contratto a tempo indeterminato di 40 ore.Nel corso degli anni non ho fatto mai ritardi e non sono mai stata ripresa per il mio lavoro.Ora il mio titolare vuole ridurmi le ore e passare ad un part time di 20 ore – io gli ho proposto un punto di incontro a 30 ore ma non so se accetterà… e mi ha fatto intendere che o accetto o mi lascia a casa.Lui giustifica la riduzione di orario come calo di lavoro ma secondo me c’è di mezzo l’ultima arrivata dell’amministrazione che non fa altro che sottolineare e ricordarmi che lei è un mio superiore.
    Si tratta di una piccola azienda e quindi non c’è gerarchia tra colleghi ma collaborazione… ma per lei questo non vale e mi tratta sempre con arroganza.
    Ora sono in attesa di sapere (ormai da oltre un mese) se accetta o meno la mia controproposta delle 30 ore che sinceramente accetterei volentieri per poter seguire meglio mia figlia piccola.
    Come mi devo comportare se il mio titolare “riparte all’attacco”?
    Sperando in un Vostro riscontro, Vi ringrazio fin d’ora del tempo che mi dedicate.
    Un saluto.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Milena è noto che le aziende con meno di 15 dipendenti hanno un poco più di flessibilità nella gestione del personale, ma anche loro devono comunque rispettare le normative sul lavoro; hai fatto bene ad avanzare una tua controproposta, visto che ti farebbe comodo passare da tempo pieno a tempo parziale,ma sappi che senza il tuo accordo il datore di lavoro non può adottare una modifica all’orario di lavoro a suo piacimento. Fagli quindi presente questa normativa e chiedi che l’eventuale accordo sia messo per iscritto; se arrivasse al licenziamento ti dovrai rivolgere ad un legale sindacale o ad uno di tua fiducia con buona probabilità di vincere la causa. Ti segnalo questi parere legali sulla trasformazione dell’orario di lavoro. Leggi anche questo secondo parere

      Rispondi
      1. milena

        Grazie mille per la risposta. Il titolare doveva parlare con il commercialista e poi dirmi qualcosa.
        Ora sono già passate parecchie settimane e non mi ha detto più nulla quindi secondo il mio parere il commercialista gli ha fatto presente la normativa e ora non accetta la mia proposta delle 30 ore nella speranza che io mi stanchi e che quindi dia le dimissioni.
        C’è qualcosa che posso fare per ottenere una riduzione delle ore lavorative?

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        1. pps9000 Autore articolo

          Milena, sempre in base alla normativa che ti ho già segnalato (vedi ultimi capoversi del primo articolo), se tua figlia, come immagino, ha meno di 13 anni potrai chiedere di avere la priorità nel caso il datore di lavoro intenda ridurre l’orario a personale con le tue stesse mansioni. Ti consiglio di mettere per iscritto la richiesta di avere questa priorità, citando la Circolare del Ministero del Lavoro del.18 febbraio 2010, n. 3884

          Rispondi
          1. milena

            Buongiorno, questa mattina ho ricevuto ancora minacce dal mio titolare.
            Mi vorrebbe passare alle 20 ore a partire dal prossimo mese. Per le 30 ore non ne vuole sapere.
            Quando ho rifiutato e gli ho detto che mi voglio tutelare mi ha detto che io sono io che lo minaccio e che voglio posso venire a lavorare gratis.
            Venerdì sera ho appuntamento con un avvocato e sto provando a contattare anche i sindacati.
            Lei cosa mi consiglia?

          2. pps9000 Autore articolo

            Visto che ha già un appuntamento con un avvocato (spero che sia un giuslavorista) andrei avanti con questo tentativo, ma nel contempo cercherei di avere un parere anche dall’ufficio legale di un sindacato. Veda se nella sua zona c’è un patronato INCA della CGIL.

  24. Scorpions

    Salve, mi trovo in una situazione assurda. Ho lavorato come geometra per un individuo titolare di uno studio tecnico e di 3 imprese edili da agosto 2013 in nero. L’assunzione è avvenuta quest’anno con una delle società (che attualmente è ferma) e attualmente le mie mansioni sono quelle di geometra per lo studio tecnico e non per impresa edile. Nel caso il datore di lavoro mi licenzia, posso far valere il pregresso in nero? E per quanto riguarda invece l’essere stato assunto dall’impresa edile e lavorare per lo studio tecnico posso rivalutarmi sul tecnico che in questo caso è sempre il titolare dell’impresa?
    Per concludere… nella busta paga di Marzo mi sono ritrovata con delle “Assenze non Giustificate” e precisamente 6 giorni e mezzo mai fatte (non ho saltato neanche un giorno) e a detta del consulente del lavoro era per far quadrare la busta paga… adesso, considerato che bastano 3 assenze non Giustificate per il licenziamento per giusta causa credo proprio che mi vogliono fregare…!!! Ho richiesto verbalmente la rettifica della B.P. ad entrambi, conviene che la faccia scritta per tutelarmi?
    Se il datore di lavoro non paga DM non dipendenti a cosa andiamo incontro in caso di licenziamento?
    Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Il recupero dei contributi del periodo in nero è teoricamente possibile ma presuppone la possibilità di presentare documentazione o testimonianze atte ad avvalorare Il fatto che tu abbia lavorato per il tuo datore di lavoro per un certo periodo; la vertenza deve poi essere affidata ad un legale.Non ti posso rispondere su chi eventualmente rivalersi, non conoscendo l’assetto societario della proprietà.Molto importantw che tu contesti per iscritto le assenze che ti sono state illegalmente addebitate; tieni presente che per licenziarti il datore di lavoro avrebbe dovuto prima contestarti per iscritto le assenze ingiustificate.

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  25. anna

    Salve nn ho avuto modo di leggere tutti i commenti…
    E’un bel po ke non ci dormo la notte!!
    io lavoro da 6 ani in un azienda di pelletteria(lavoro da 6 anni 8 ore al giorno ma dichiarate solo 4)
    praticamente dopo anni di ingiustizie dovuto ad un mancato aumento ke viene puntualmente promesso e mai mantenuto(e parliamo di 2 max 3 euro) e tante altre cose ke non sto a dire xkè dovrei iniziare dal primo anno! La mia situazione attuale è: il mio dottore mi ha fatto un certificato medico per degli accertamenti riscontrandomi anke un po di “depressione ansiosa”io ho messo al corrente il mio datore di lavoro ma sembra ke nn abbia accettato la cosa piu di tanto xke i continuazione mi chiede quando rientro a lavoro altrimenti lui è nei guai.. la mia domanda è a questo punto potrebbe licenziarmi e assumere in modo ke io potrei rispondere della disoccupazione e dedicarmi alla mia salute in santa pace?? xke ripeto non ci dormo la notte x paura ke faccia qualche movimento dove io perdo la disoccupazione. potete darmi informazioni? anke sul come comportarmi?

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    1. pps9000 Autore articolo

      Anna sono due gli aspetti che devi considerare nella tua situazione; primo sino a quando sei in malattia il datore di lavoro non ti può licenziare. Secondo quando tornerai al lavoro, qualunque sia il motivo per il quale il datore di lavoro ti dovesse licenziare, ti spetterebbe comunque la NASpI (disoccupazione). Il datore di lavoro invece avrebbe problemi temporali (1 anno) ad assumere un nuovo dipendente con le stesse mansioni se il licenziamento fosse per giustificato motivo oggettivo (riduzione di personale); se fosse per giusta causa il problema non si porrebbe ma ciò significherebbe che tu dovresti aver commesso gravi infrazioni disciplinari o negligenze sul lavoro.

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  26. Leo072

    Per motivi di nervi ho dovuto dimettermi dalla ditta per cui lavoravo a tempo indeterminato da 10 anni, quindi non mi tocca la Naspi.
    Ora vi chiedo: se svolgo un lavoro a tempo determinato alla fine del perioo posso chiedere la naspi? E quanto potrebbe essere il tempo minimo di lavoro determinato? Negli ultimi 10 anni ho lavorato tutti i giorni fino ad oggi stesso.
    Ps Saluti a tutti e ringrazio in anticipo. Sono esaurito e mi scuso per nn aver salutato.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Al termine di un contratto a tempo determinato, spetta la NASpI, sempre che siano rispettati i seguenti criteri:

      1. tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
      2. trenta giorni di effettivo lavoro nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.
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  27. Lisa

    Buongiorno,
    nell’azienda per cui lavoro fanno contratti pagati per buona parte in rimborsi chilometrici.
    Alternativamente, ai lavoratori che abitano vicino all’azienda, vengono fatti contratti full time ma pagando i contributi come fossero part time (non tramite quale escamotage).
    La cosa che mi lascia perplessa è che in molti casi la percentuale di stipendio che viene pagata in rimborsi km è altissima, arrivano anche a corrispondere ai 3/4 dello stipendio stesso.
    Vorrei sapere se tutto questo è legale; nel caso in cui non lo sia è possibile fare qualcosa per risolvere questo problema senza dover rinunciare al posto di lavoro?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Non è legale; la cosa andrebbe denunciata all’ispettorato del lavoro con prove documentali alla mano. Mi è stato detto che accettano anche denuncie anonime.

      Rispondi
  28. Elena

    Buongiorno,
    sto lavorando presso un ente pubblico non economico con la formula del tirocinio durata 6 mesi, al termine di Marzo verrò assunta da questo ente pubblico passando sotto agenzia interinale. L’ente vorrebbe farmi un contratto dal 1 Aprile al 31 dicembre 2017 ma, ad agosto, io non avrei ancora maturato le ferie per poter stare a casa 3 settimane (periodo di chiusura dell’ente). L’agenzia, non essendo in grado di gestire “ferie non retribuite” ha deciso che l’unica cosa possibile è farmi un contratto fino al 17 agosto per usufruire delle ferie maturate, liquidarmi il TFR e poi farmene firmare un altro dal 28 agosto in avanti fino a dicembre. In questo caso posso avere uno svantaggio dal punto di vista fiscale e ritrovarmi a pagare più tasse? C’è qualche motivo per cui non dovrei accettare una soluzione del genere? Vi ringrazio anticipatamente

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Elena sono necessarie alcune precisazioni; passando sotto agenzia interinale lei sarà una dipendente di quest’ultima e non dell’ente pubblico, quindi lei farà un contratto con l’agenzia. Bisognerebbe quindi conoscere i dettagli di questo contratto a tempo determinato in quanto, da un punto di vista teorico, se l’ente chiude per ferie per 3 settimane, essendo lei dipendente dell’agenzia dovrebbe rimanere in servizio a disposizione della stessa o in ferie con l’agenzia ( a lei nel primo anno spettano 15 giorni di ferie). Detto questo la proposta dell’agenzia non comporta aggravio di tasse ma il rischio che , per un qualunque motivo, non le faccia poi il secondo contratto.

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  29. Maria

    Buongiorno, lavoro da circa 8 anni per un’azienda. Da alcuni mesi i medesimi titolari hanno costituito un’altra ditta, classificata come cooperativa e con soci figuranti alcuni ex dipendenti della medesima azienda per cui lavoro. Progressivamente tutti o quasi i miei colleghi sono stati invitati a dare le dimissioni con la promessa di venire riassunti dalla “nuova cooperativa” (ha sede legale in altra provincia ma la sede di lavoro e il tipo di lavoro rimangono i medesimi). A me è stato prospettato, una volta date le dimissioni, un nuovo contratto di 6 mesi al termine del quale dovrei forse (ma il condizionale e’ d’obbligo, visto che i rapporti attuali con il datore di lavoro non sono idilliaci) essere assunta con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Che cosa succede se non accetto di dare le dimissioni? Il contratto che ho e’ regolato dalla vecchia legislazione art 18, quello nuovo che dovrei andare a firmare dal Jobs Act… quindi, anche ammesso che si andasse oltre i sei mesi (necessari per poi potermi riassumere fissa usufruendo degli sgravi fiscali destinati a chi nei sei mesi precedenti non era a tempo indeterminato), molto meno tutelato in materia di licenziamenti facili! E’ legale secondo voi quello che sta facendo la mia azienda o si potrebbe ipotizzare una truffa ai danni dello stato visto che si andrebbe ad usufruire degli sgravi per 3 anni previsti dal Jobs Act per i nuovi assunti a tempo indeterminato per creare nuova occupazione quando, di fatto, non si creano nuovi posti di lavoro e non si fa altro che andare a peggiorare le condizioni di lavoro di chi un lavoro lo aveva già e normato dalla vecchia legislazione? Se non firmo possono comunque licenziarmi dicendo che l’azienda chiude perché non ha più dipendenti? Voi che cosa mi consigliereste di fare? Sono molto preoccupata perché ho tre figli piccoli e ho bisogno di lavorare. Grazie.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Maria le normative sono così complicate che i datori di lavoro riescono a trovarci le scappatoie per superarle. Vi chiedono le dimissioni perché se vi licenziassero non potrebbero poi usufruire degli sgravi fiscali in caso di riassunzione. E’ poi giusto che i contratti a tutele crescenti danno meno garanzie dei contratti siglati con le vecchie normative a maggior ragione se inseriti in una cooperativa. D’altro canto in situazioni come la tua non si può correre il rischio di perdere il lavoro, cosa probabile nel momento in cui l’attuale azienda fosse svuotata di tutti i dipendenti; ho quindi un solo consiglio da darti anche se so che non sarà facile metterlo in atto. Bisognerebbe firmare le dimissioni solo a condizione che nello stesso momento il datore di lavoro sia disposto a metterti in mano, il nuovo contratto a tempo determinato; ti assicuro che la cosa è perfettamente legale. Ti in formo, a meno che tu già non lo sappia che, se dopo le dimissioni, non ti dovessere dare il contratto a tempo determinato, non avresti la possibilità neanche di chiedere la disoccupazione.

      Rispondi
      1. Maria

        Grazie per la risposta. In questi giorni sta emergendo un ulteriore fatto, pare che alcuni colleghi non siano stati invitati a dimettersi come è accaduto a me ma passati direttamente nella nuova azienda conservando le medesime condizioni contrattuali del vecchio contratto, secondo quanto stabilito dall’art 2112 (quindi, si suppone, anche l’art 18 ma la questione è controversa, c’è chi sostiene che, trattandosi comunque di una assunzione successiva al marzo 2015, essa rientri nell’ambito normativo del jobs acts), quindi a tempo indeterminato. A questo punto, dato che la normativa sul trasferimento di azienda prevede che il trasferimento non costituisca di per se’ motivo di licenziamento potrei forse oppormi all’eventuale licenziamento dichiarandolo illegittimo? Anche perché mi pare di capire che comunque anche i trasferimenti, come i licenziamenti, in aziende con più di 15 dipendenti e con art 18 ancora in essere dovrebbero seguire criteri sindacali, quali anzianità di servizio e carichi familiari e non essere a libera discrezione del datore di lavoro! Dopo di me, nel corso di questi otto anni e soprattutto nell’ultimo periodo, sono state assunte molte altre persone, per lo più giovani senza figli a carico e senza qualifiche particolari persone che, adesso, vengono trasferite nella nuova azienda anche a tempo indeterminato mentre a me come unica prospettiva si propongono le dimissioni e forse la promessa di un contratto a 6 mesi al termine del quale nessuna certezza di rimanere! Insomma, l’impressione mia è che magari il mio attuale datore di lavoro, non potendo licenziarmi con giusta causa, stia cercando di sbarazzarsi di me semplicemente posticipando di 6 mesi la cosa e che l’unico modo per farlo sia quello di farmi dimettere.
        L’azienda è tutt’altro che in crisi, negli ultimi anni il numero delle commesse è aumentato, sono stati fatti investimenti e assunto nuovo personale, il passaggio da srl a cooperativa pare legato soltanto ad un discorso di risparmio sugli adempimenti col fisco e questa riorganizzazione del personale che stanno attuando non alla luce del sole (le persone vengono convocate singolarmente e in tempi diversi e non è mai stata fatta una riunione per informare noi dipendenti di ciò che stava accadendo e di cosa ci sarebbe capitato) mi pare molto scorretta.
        Firmare le dimissioni per poi ritrovarmi (se va bene, dato che il contratto a termine verrebbe stipulato solo in un secondo momento) tra sei mesi per strada onestamente non mi pare un’opzione sicura e, come giustamete osservava Lei, a quel punto perderei anche il diritto alla disoccupazione. A questo punto non converrebbe, forse, aspettare che sia il datore di lavoro a fare la sua mossa (ovvero licenziarmi) e poi fare vertenza? Non ho forse gli estremi per denunciare una situazione del genere? Mi sento molto amareggiata, oltre che preoccupata. Ho sempre lavorato con impegno e costanza in quesi otto anni, accettando anche le mansioni più gravose e adesso ritrovarmi per strada con tre figli piccoli mi suscita una grande rabbia, possibile che in questo Paese le leggi vengano fatte solo a tutela degli interessi delle aziende e mai dei lavoratori?

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Quello che lei mi racconta rafforza il sospetto, anche da lei condiviso, che la richiesta di dimissioni nasconda qualche intento datoriale poco chiaro; è per questo che le suggerivo di verificare l’onestà della richiesta, proponendo l’accettazione solo a fronte della contemporanea consegna del nuovo contratto. Va chiarita la questione del licenziamento perché credo di non averla ben spiegata; se è vero che più o meno lentamente l’azienda sta passando i dipendenti nella cooperativa, arriverà un momento che l’azienda potrà chiudere le operazioni e licenziare i dipendenti rimasti; l’impugnazione del licenziamento è un’alternativa ma non credo sia possibile dare per certo la sua dichiarazione d’illegittimità da parte di un giudice; lei avrebbe comunque bisogno di rivolgersi ad un legale perché possa difenderla in giudizio. Lei non mi ha mai parlato di sindacati; sono a conoscenza della situazione aziendale e in caso negativo avete pensato a rivolgervi al sindacato provinciale di categoria?

          Rispondi
          1. Maria

            Buongiorno e grazie ancora per la risposta! I sindacati, per quello che mi risuta, non sono stati coinvolti nella cosa. In azienda non abbiamo una RSU ma non sono stati avvisati neppure i sindacati esterni, non è stata fatta alcuna trattativa, il datore di lavoro sta facendo tutto di propria iniziativa e senza avere neppure convocato una riunione con noi dipendenti per informarci di cosa ci sarebbe accaduto. Onestamente non lo trovo affatto corretto.

          2. pps9000 Autore articolo

            E’ per questo motivo che suggerivo un contatto sindacale; non è necessario avere la RSU per chiedere un loro intervento. Un o più dipendenti possono contattare una o più sigle sindacali provinciali. Non sono talvolta d’accordo con gli interventi della CGIL ma devo ammettere che, in questi casi, sono i più temuti dai datori di lavoro.

          3. Maria

            Buonasera, La ricontatto a distanza di un paio di mesi per aggiornarLa su come sta procedendo la mia situazione. Non ho accettato di dare le dimissioni come invece hanno fatto la maggioranza dei miei colleghi e mi sono rivolta ad un legale, che ha preso contatti con l’azienda ed ha scoperto che la cooperativa presso la quale avrei dovuto iniziare a lavorare con il contratto di 6 mesi dopo date le dimissioni e’legata da un contratto di affitto con l’azienda srl presso cui ancora lavoro. Dopo aver saputo che mi ero rivolta ad un avvocato il datore di lavoro mi ha riconttata per propormi un contratto a tempo indeterminato anziché di 6 mesi ma a patto che prima mi dimettessi, in modo da potermi riassumere con il jobs act e senza articolo 18 e dunque per potermi licenziare in ogni momento senza giusta causa (tale intenzione è stata apertamente espressa in più occasioni dal datore di lavoro che ha fatto presente si miei colleghi che adesso che sono assunti con le nuove regole ha molta più flessibilità nel ridurre l’organico in caso di mancanza di commesse). Chiaramente non ho accettato e di fronte alla richiesta per iscritto da parte del mio legale di effettuare il passaggio diretto come prevede l’articolo 2112 il datore di lavoro ha continuato a sostenere che devo dare le dimissioni per poi essere riassunta come tutti gli altri con un nuovo contratto con azzeramento dell’anzianita’ di servizio e, soprattutto, senza la tutela dell’articolo 18. Però, contrariamente a quanto mi minacciava di fare un paio di mesi fa se non avessi firmato, ovvero licenziarmi al 30/4 “perché l’azienda svuotata dei dipendenti avrebbe chiuso”, il datore di lavoro non mi ha licenziato e tuttora risulto assunta prrsso la vecchia azienda, unica tra tutti i miei colleghi che dal 1/5 sono invece passati in cooperativa. Il problema, come facilmente intuibile e prevedibile, è che adesso è mobbing quotidiano. Vado al lavoro e mi viene detto di consumare le ferie residue perché non sanno cosa farmi fare. Oppure mi adibiscono a mansioni dequalificanti e inferiori rispetto a quelle per cui sono stata assunta o mi lasciano per ore nell’inedia più totale. Il mio avvocato per ora prende tempo ma per me ogni giorno che passa è come se fosse un anno, non so quanto posso reggere psicologicamente una situazione del genere, soprattutto vorrei poter guardare serenamente al mio futuro e a quello dei miei figli e invece mi trovo a dover stringere i denti e a sopportare soprusi quotidiani (che sto comunque documentando con registrazioni audio) per il solo fatto di aver chiesto che si applicasse quello che prevede la legge con l’articolo 2112. Mi sono rivolta anche al sindacato e mi hanno risposto che avrei fatto meglio a piegare la testa come tutti i colleghi anziché fare la pecora nera! Se un sindacato, la Cgil, per inciso, arriva a rispondere questo allora siamo proprio arrivati alla frutta! Adesso mi rivolgo di nuovo a Lei, sempre così cortese e disponibile, e Le chiedo Lei che farebbe al mio posto? Ci sono, secondo Lei, gli estremi per presentare ricorso di fronte ad un giudice e chiedere che si applichi la legge che prevede il passaggio diretto di azienda e per denunciare il mobbing che sto vivendo ormai da oltre due mesi? Grazie anticipatamente per la risposta e cordiali saluti

          4. pps9000 Autore articolo

            Fin tanto che il datore di lavoro non interrompe l’attuale rapporto di lavoro non ci sono gli estremi per presentare alcun ricorso al giudice in quanto verrebbe a mancare il motivo del ricorso. Storia diversa è per il mobbing; se lei come dice, può provare con documenti di qualunque tipo(scritti, audio e video presi anche di nascosto) di aver subito le azioni vessatorie del datore di lavoro, allora gli farei sicuramente causa. L’avvocato a cui si è rivolta, che consiglierei fosse un giuslavorista, potrebbe analizzare i documenti e confermare o meno la mia ipotesi.

          5. Maria

            Grazie mille. Nel frattempo il mio avvocato, che è in trattativa con il loro avvocato per cercare di trovare una soluzione, mi dice che se dessi le dimissioni e contestualmente firmassi il nuovo contratto a tempo indeterminato nel quale non deve essere menzionata la normativa che si applica (ovvero non si dice che vale il jobs act/la normativa corrente) automaticamente essendo state le dimissioni contestuali alla nuova assunzione per quest’ultima rimarrebbe in vigore l’articolo 18 perché tra la vecchia azienda e la nuova cooperativa è in vigore l’affitto di azienda. Secondo Lei è corretto? Se le dimissioni e la riassunzione sono contestuali rimango tutelata dall’articolo 18?
            Grazie ancora per la disponibilità e buona serata

          6. pps9000 Autore articolo

            Rimane tutelata se nel nuovo contratto a tempo indeteminato non viene menzionata la normativa relativa al Jobs Act; questo è l’aspetto principale ma il datore di lavoro aveva espresso un’intenzione esattamente contraria.

  30. Lucia

    Salve, sono Lucia. Lavoro in un contact center , ho sforato i 36 mesi e quindi l azienda e’ costretta ad assumermi a tempo indeterminato. Non ho fatto alcuna vertenza all’ azienda e qualche giorno fa, prima della mia scadenza contrattuale datata 31/03/2017, l’azienda mi convoca per avvisarmi che mi avrebbe fatto l’indeterminato ma che prima avrei dovuto firmare un verbale di conciliazione alla Confcommercio col quale io rinuncio ad eventuali pretese risarcitorie del passato cioè con l’azienda precedente e ad eventuali azioni legali contro l’azienda attuale per eventuali controversie passate. Secondo voi firmando questo verbale l azienda può poi tranquillamente licenziarmi tanto non potrò chiedere danni, vero?! O mi conviene firmare altrimenti l azienda mi assume e poi potrebbe licenziarmi o trasferirmi?! È una situazione molto delicata in quanto sia se firmo che se non lo faccio l azienda potrebbe fregarmi . Chi schifo di leggi ci sono in italia?! Il lavoratore e senza speranza! Chiedo un vostro parere gentilmente .

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    1. pps9000 Autore articolo

      Lucia prima di tutto tu non hai alcun obbligo di firmare una ricevuta liberatoria, affinché l’azienda ti passi a tempo indeterminato; il passaggio (per loro colpa o disattenzione) ti spetta per legge e se non ti fanno firmare il nuovo contratto sei tu in condizione di fare vertenza e far condannare l’azienda anche a penali economiche. Fatta questa premessa ti devi domandare perché l’azienda ti chiederebbe di firmare una conciliazione come da te descritto; hai in sospeso delle rivendicazioni di carattere economico con la vecchia azienda tali per cui saresti intenzionata a rivendicarle con la nuova azienda? Se così non fosse, firmando quel documento non corresti alcun rischio di perdere soldi o il posto di lavoro. Lo stesso vale per le azioni legali; hai controversie in sospeso con la vecchia azienda? Se tu non hai nulla in sospeso con le vecchia azienda potresti firmare la conciliazione con relativa tranquillità.

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  31. MAURI

    SALVE SONO UN CAMIONISTA ASSUNTO DAL 2003 -PERSONALE VIAGGIANTE 3 LIVELLO SUPER CON ACCERTATA DISCONTINUITA’—LA DITTA HA VENDUTO I CAMION UTILIZZATI DA CIRCA 15 CAMIONISTI …PERCIO’ ALCUNI HANNO CERCATO UN’ALTRO POSTO DI LAVORO.. ALCUNI SI SONO DIMESSI …..IO HO CHIESTO AL MIO DATORE DI LAVORO DI LICENZIARMI… LUI MI HA RISPOSTO CHE NON PUO’ PERCHE’ HA IN FORZA ANCORA DEGLI AUTISTI E CIRCA 3 MESI FA AVEVA ANCORA ASSUNTO UN NUOVO AUTISTA…NON MI FA LAVORARE E PER TAMPONARE LE GIORNATE NON LAVORATE STA UTILIZZANDO TUTTI I MIEI PERMESSI E LE FERIE …….MA E’ VERO CHE NON PUO’ LICENZIARMI ?….SE NON HA PIU’ UN CAMION DA DARMI, NON E’ QUESTO UN MOTIVO PIU’ CHE VALIDO PER LICENZIARMI……IO POSSO PRETENDERE LA RETRIBUZIONE ANCHE SE NON LAVORO ? A CHI POSSO RIVOLERMI PER FAR VALERE I MIEI DIRITTI?

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    1. pps9000 Autore articolo

      Mauri, per rispondere precisamente alle tue domande dovrei avere la certezza che stai lavorando con un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato.
      Ammesso che questo sia esatto ti consiglio di verificare tutte le clausole sul sito che ti ho segnalato. Una cosa è certa; il datore di lavoro non può tamponare le ore non lavorate utilizzando le tue ferie ed i tuoi permessi, poiché ciò è illegale. Puoi rivolgerti al sindacato di categoria e/o denunciare il datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro della tua zona.

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  32. Pera15

    Buongiorno, lavoro da quasi 6 anni in un’azienda del commercio. Per i primi 5 anni c.ca ho lavorato fuori dalla mia città a c.ca 16 km dall’altra sede in cui 8 mesi fa è stata aperta una posizione per il mio stesso ruolo, come quadro. Inizialmente l’azienda aveva aperto la posizione senza specificare dettagli poi nei colloqui ha detto che era per una sostituzione maternità.. ad ogni modo a me serviva avvicinarmi a casa dato che ho una bimba piccola e dopo una serie di colloqui ho avuto finalmente il trasferimento alla sede desiderata. Il contratto parlava di trasferimento definitivo e non di sostituzione maternità… ad ogni modo io l’ho firmato anche piuttosto contenta perché per me significava 7 min contro i 60 min di traffico da casa mia. Oggi mi viene detto che devo tornare alla sede originaria perché torna la persona in maternità e non c’è più la posizione.
    Sono stata molto calma e ho chiesto al mio capo che si accertasse di questo facendole avere il contratto che avevo in mano anche per non mettere su qualcosa che non poteva essere fatto. Non ho avuto risposte o approfondimenti ma si è dato tranquillamente per scontato che ad aprile io non sia più in quella sede.
    Detto che non voglio creare dissapori con il management ma non posso nemmeno rinunciare alla vicinanza alla famiglia, posso rifiutare di firmare un nuovo trasferimento pur accettando un periodo di lavoro nell’altra sede,ma chiedendo che appena si riapre una posizione sia di diritto mia senza rifare i colloqui? Ci sono altre possibilità che può suggerirmi?
    Grazie PP

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    1. pps9000 Autore articolo

      È importante chiarire cosa vi siete detti al primo trasferimento; se lei lo ha accettato solo perché le è stato offerto un trasferimento definitivo e non solo per una sostituzione di maternità e di conseguenza le è stato fatto un contratto in tal senso allora lei potrebbe mantenere Il punto e rifiutarsi di tornare alla sede di origine. Ammesso che il contratto in sua mano sia frutto di un errore, sta alla sua convenienza​ se entrare in conflitto con l’azienda o meno. Consideri però che una soluzione quale quella da lei prospettata,se non messa per iscritto avrebbe un valore praticamente nullo.

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  33. marco

    buongiorno, volevo porle un quesito gentilmente, lavoro presso un azienda che nei mesi invernali non riesce a garantirmi le 40 ore settimanali e cosi facendo le ore che mancano a colmare il gap per arrivare alle 40 il titolare ce le scala dalle ferie. Premesso che alla settimana in tali mesi facciamo circa 25 ore ci vengono scalate circa 15 ore settimanali che a fine mese diventano 60. Siamo due dipendenti a tempo indeterminato e un terzo dipendente assunto a tempo determinato, la mia domanda è, è legittimo che il mio titolare tenga un dipendente a tempo determinato e faccia fare a tutti e tre poche ore scalandoci le ferie, quando potrebbe tenere assunti solo noi a tempo indeterminato e farci fare il lavoro pure del terzo assunto in modo da fare le 40 ore piene? Parlando con cgil mi dicono che per legge le ferie non possono essere scalate se non godute per colmare un deficit di ore non lavorate, corrisponde a verità quest affermazione? grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      E’ nel pieno diritto del datore di lavoro organizzare la propria impresa come meglio ritiene (anche se sembra sbagliare), mentre confermo quanto dettovi dal sindacato sulle ferie(non ha il diritto di scalarvele). Vi hanno fatto un contratto di 40 ore settimanali per cui o lo rispettano o, in accordo con voi, assistiti dal sindacato, lo modificano in part time misto (verticale ed orizzontale a seconda della stagione).

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  34. Giovanna

    Buongiono
    volevo un informazione, anche se ha carattere pregresso e non più applicabile, ma voglio capire se quanto detto dal consulente era reale.
    Ho lavorato per sei anni in un’azienda di impiantistica, con un contratto metalmeccanici e con qualifica di impiegata d’ordine di 2 livello, per riduzione di commesse il titolare ha dovuto licenziarmi a fine 2015, successivamente a distanza di 8 mesi ho saputo che ha assunto un altra persona con un altra qualifica usufruendo degli sgravi fiscali, la mia domanda è avrebbe potuto riassumere me sempre con la nuova mansione e usufruendo degli sgravi fiscali, oppure il fatto che avesse avuto con me dei rapporti lavorativi escludeva la possibilità di usufruire di tali agevolazioni

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    1. pps9000 Autore articolo

      La legge prevedeva per il 2016 che il bonus non si applicava se, nei tre mesi precedenti alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2016 (1°gennaio 2016) e dunque dal 1°ottobre 2015, il lavoratore aveva avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo.

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  35. Massimo

    La mia storia è allucinante. Ho 53 anni e da due anni lavoro come responsabile commerciale gestita da una titolare. I rapporti hanno iniziato ad incrinarsi per la sua maleducazione e scelte quanto meno discutibile. Però ho ricreato un gruppo solido di vendita aumentando il fatturato. L’anno scorso abbiamo avuto grossi problemi di qualità ma siamo riusciti a non perdere nessun cliente. Ho pregato la titolare di non ripetere più l’errore..come non detto. A mia insaputa ha usato materie prime che ci hanno fatto andare in tilt..con notevoli contestazioni. Nel contempo ho ricevuto una nuova proposta (altro settore) e quindi ho dato le dimissioni con regolare preavviso. Da lì…minaccie , e vuole denunciarmi come responsabile della fuori uscita di un certo numero di Agenti, preoccupati del futuro. È la prima volta che ricevo delle minaccie perché ho dato delle dimissioni. Non so’ come comportarmi…lei ha il,potere economico che io non ho e quindi dice di aver inoltrato denuncia nei miei confronti…che ritira se ritirerò le dimissioni. Help

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    1. pps9000 Autore articolo

      Nessuno può esercitare delle minacce perché si è dato delle dimissioni; dovresti però verificare se nel tuo contratto esistono delle clausole di non concorrenza tali per cui non potresti lavorare per un nuovo datore di lavoro concorrente del tuo vecchio datore per un certo periodo di tempo. Inoltre gli agenti dimissionari verrebbero a lavorare per te nella nuova azienda? Come vedi la situazione può diventare complessa. Ti suggeriamo di prenotare una consulenza on line alle condizioni spiegate nella nostra apposita pagina.

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  36. gaetano

    salve lavoro con una azienda di medanodotto a tempo indeterminato l’azienda per motivo di crisi ci a messi a cassa integrazione straordinaria dal 25/01/2017 ora ci a convocati per andare alla confindustria di Udine per un trasferimento di contratto ad un altra azienta con contratto a progetto cosa conviene fare ? dopo il lavoro potrei ritornare al’integrazione o perdo il diritto?

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    1. pps9000 Autore articolo

      Gaetano mancano troppe notizie per darti una risposta la più corretta possibile; ad esempio quando scadrebbe le cigs, quanto dovrebbe durare il contratto a progetto. Quando andrete in confindustria sarete assistiti dai sindacati i quali dovrebbero conoscere gli estremi dll’accordo che dovreste accettare? Non riesci in qualche modo farci avere la bozza dell’accordo che dovrete firmare in confindustria? Sei poi sicuro che si tratti di contratti a progetto; il contratto a progetto è stato abrogato dal D.Lgs. 81/2015 entrato in vigore il 25 giugno 2015, quindi da questa data non è più possibile stipulare o prorogare contratti di collaborazione a progetto.

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  37. Andrea Silano

    Buona sera mi chiamo Andrea mi è stato fatto ieri un contratto di lavoro Intermittente a tempo determinato fino al 31/05/ 2017 ma oggi un’ altro locale mi ha detto che dal 01/04/2017 mi vorrebbero assumere a tempo indeterminato io ho 41 anni e vorrei avere delucidazioni su come potermi comportare per poter accettare il secondo lavoro grazie mille

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    1. pps9000 Autore articolo

      Andrea in effetti la situazione è un poco complessa poiché, in un normale contratto a tempo determinato, qualunque delle due parti interrompe il rapporto prima della sua naturale scadenza, potrebbe essere soggetta al pagamento di penali. Essendo il tuo un contratto di lavoro intermittente forse potresti verificare se il datore di lavoro non va incontro a rilevanti problemi con le tue dimissioni. Avresti un ulteriore rischio se il nuovo datore di lavoro non fosse intenzionato a metterti per iscritto (lettera d’impegno all’assunzione) quanto promesso a voce; tieni presente che, avendo dato le dimissioni dall’attuale datore di lavoro, in caso di non mantenimento della promessa di assunzione, tu non potresti richiedere neanche la disoccupazione(Naspi)

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  38. Luca

    Salve vorrei una consulenza se possibile,lavoro da 6 anni presso una ditta che da 3 anni mi ha assunto a tempo indeterminato e il lavoro si svolge a chiamata senza obbligo di risposta praticamente un contratto intermittente se non vado errato.ad oggi mi sono accorto che le buste paga sono fasulle con ad esempio pagamenti di 13° o tfr versati che effettivamente io non ho mai avuto e da 6 mesi sono a casa e non vengo chiamato a lavorare….ci sono modi per licenziarmi per giusta causa ed avere il tfr che mi è stato sottratto fino ad ora?spero di essere stato chiaro e grazie mille per un eventuale risposta

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    1. pps9000 Autore articolo

      Nell’ipotesi che tu, in qualche modo, possa provare quanto affermi in tema di buste paga non regolari, potresti denunciare il datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro della tua zona. Il datore di lavoro non ti licenzia perchè così facendo dovrebbe pagare una penale (ticket licenziamento). Ripeto se hai le prove (documenti e testimoni) ti conviene provare la strada dell’Ispettorato.

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  39. simona

    Buon giorno volevo chiedere gentilmente. Io lavoro da 25 anni in un laboratorio di confezioni ho un contratto part time dalle 8alle14 a tempo indeterminato. Svolgo molte mansioni dallo stiro alla rifinitura a mano . Nel mio contratto io sono come stiratrice .fino poco tempo fa se non c’era da stirare per tutte e due io e la collega che fa le8ore io comunque ero impiegata nella rifinitura. Ora è stata messa stagionale un altra ragazza alla rifinitura .e io sono ormai 5mesi che sto ferma almeno una settimana al mese come posso risolvere ? Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Simona dovresti controllare se il tuo contratto prevede delle clausole, definite flessibili, che permettono al datore di lavoro, di modificare l’orario di lavoro del dipendente, in funzione di particolari situazioni di crisi; in caso contrario ogni variazione dovrebbe essere concordata con il dipendente che potrebbe anche rifiutarsi di accettare le nuove condizioni. Il tuo caso inoltre non sembra corretto poiché il laboratorio ha assunto, seepure stagionalmente, una nuova persona. Ti consiglio di rivolgerti ad un sindacato. Se vuoi puoi anche mandarmi copia del tuo contratto all’indirizzo che trovi nella nostra pagina di consulenza on line. Posso dargli un occhiata per controllare se il tuo datore di lavoro è nel giusto o meno.

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  40. valentino

    6anni fa ho datto le dimissioni appena fatto l.incidente con a promessa di riassumermi appena possibile.cosi chiude la storia e io sono a casa in 6anni ho lavorato 3mesi.non trovo niente e quello che trovo non posso fare(appartenente alle cat.protette 60%invalidita)non percepisco nessun euro da nessuno.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Valentino il nostro sito non è in grado di trovarti un posto di lavoro, poiché noi facciamo solo della consulenza sui problemi tra dipendenti e datori di lavoro.

      Rispondi
  41. Giuseppe

    Buonasera volevo un’informazione.
    Il 01/03/2017 sono sta assunto in prova (tramite Adecco) in una azienda per 10giorni, ora da 3 giorni ci lavoro ma il lavoro che svolgo è molto pesante e il posto non mi piace per vari fattori.
    Io sono in disoccupazione, ho informato l’inps che me l’ha sospesa, quello che voglio sapere è se loro decidessero ti tenermi e io invece non me la sento, sono obbligati a licenziarmi? perchè mi sembra che se lo facessi io rischierei la disoccupazione.
    Grazie..

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    1. pps9000 Autore articolo

      Giuseppe la Naspi (disoccupazione) è riconosciuta nel caso che la perdita del posto di lavoro sia involontaria; le dimissioni, seppure nel periodo di prova, non risponderebbero a questo principio per cui non ti verrebbe riconosciuta la Naspi. Il datore di lavoro, nell’ipotesi che per lui la tua attività sia, invece, soddisfacente potrebbe rifiutarsi di licenziarti in quanto questo gli costerebbe una penale (ticket licenziamento), seppure modesta o nulla se ti licenziano prima del 15 marzo. Penso che potreste mettervi d’accordo.

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  42. Lela

    Buongiorno,
    da 5 anni lavoro in una società privata che negli ultimi tempi è in difficoltà. Il bilancio 2016 sarà sicuramente chiuso in perdita; il datore lavoro stà decidendo se chiudere (probabilmente dichiarando fallimento) oppure vendere. In caso di fallimento so che posso rivolgermi all’INPS per chiedere il tfr, ma nel caso venda l’azienda e io decida di licenziarmi, come posso recuperare il TFR? Vi ringrazio fin d’ora per la risposta.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Il TFR spetta di diritto nel momento in cui si risolve il rapporto di lavoro; se tu dai le dimissioni il TFR ti dovrebbe essere pagato al massimo entro un paio di mesi dalla data delle dimissioni.

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  43. Alina Mariana Ciobanu

    Buongiorno.Avrei una domanda da fare.Io lavoro per una catena di negozi di detersivi con vari punti vendita con un contratto a tempo indeterminato.Io sono in carico in un punto vendita lontano 30 km,però da dicembre mi hanno trasferito per un periodo di 6 mesi in un punto vendita piu vicino casa che da ieri ha chiuso.La mia domanda è se con la chiusura del punto vendita mi possono licenziare o mi devono rimandare nel punto vendita dove sono in carico?Li posso dire che nel punto vendita dove sono in carica ce una persona a tempo determinato.
    Grazie.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Alina, nell’ipotesi che ti licenzino, ti consiglio d’impugnare subito il licenziamento, perché è molto sospetto che ti abbiano trasferito a dicembre in una sede che poi chiudono a fine febbraio. Sembra fatto apposta per risolvere con te il rapporto di lavoro. Se vuoi, mandami copia della lettera con cui ti hanno trasferito e poi potrò essere più preciso.

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  44. Jhonny

    Salve, sono un operaio di una nota industria italiana,assunto come carrellista da oltre 10 anni. Qualche mese fa sono stato costretto a presentare la documentazione medica per le varie patologie che ho. Il medico competente mi ha reso temporaneamente non idoneo scrivendo sulla scheda medica una serie di limitazioni. Dopo qualche giorno il capo mi ha messo a lavorare in catena di montaggio e la mia condizione fisica è peggiorata notevolmente. La mansione non riesco a svolgerla e sono costretto ad andare di continuo in infermeria. Il capo dice che quella mansione l’ ha consigliata il medico competente. Come posso risolvere questa situazione? Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Si può chiedere la verifica della diagnosi del medico competente e della correttezza delle mansioni affidatole (se coerenti con le limitazioni prescritte dal medico competente), rivolgendosi all’azienda Sanitaria Locale, ufficio Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spsal)

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  45. Franco

    Salve a tutti vorrei una informazione.Mio fratello lavora con contratto di apprendistato presso un bar,i rapporti non sono dei migliori,il contratto termina ad agosto.Ora sta usufruendo delle ferie,una volta terminate se non si reca al lavoro potrebbe essere licenziato?E in quel caso percebirebbe la disoccupazione..?Grazie

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      1. Elisabeth

        Salve..il mio ragazzo lavora presso un distributore di benzina che sta cambiando gestione. È assunto da quasi 4 anni con contratto a tempo indeterminato. È normale che gli venga chiesto di firmare delle dimissioni o licenziamento con la promessa di essere riassunto inizialmente con un contratto di tre mesi e in seguito ancora fisso? O dovrebbe mantenere fin da subito lo stesso contratto con i diritti che ne conseguono? Grazie

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        1. pps9000 Autore articolo

          Elisabeth, per verificare se l’operazione chiesta al tuo ragazzo è fatta in buona fede o nasconde qualche imbroglio, vi suggerisco di accettare di firmare le dimissioni a patto che nello stesso momento vi venga messo in mano il nuovo contratto a tempo determinato con data, ovviamente, successiva a quella delle dimssioni. L’operazione si può fare ed è perfettamente legale. Se rifiutano, suggerisco al tuo ragazzo di non firmare nulla ed aspettare che siano loro a licenziarlo; in questo modo almeno gli spetterebbe la disoccupazione.

          Rispondi
  46. Matteo

    buongiorno, volevo riportare il mio caso in quanto dopo 20 anni che lavoro presso l azienda dove sono assunto mi ritrovo in una situazione spiacevole e non so come comportarmi.
    Come detto in precedenza lavoro con contratto a tempo indeterminato presso una srl da circa 20 anni, per dissapori con il mio titolare per futili motivi extra lavorativi il rapporto si è deteriorato e da un anno a questa parte devo subire ripicche lavorative che mi danneggiano quotidianamente. Illustro il problema per cui vi sto scrivendo, il mio contratto prevede due tipi di orari lavorativi, essendo un lavoro prettamente estivo, nei mesi invernali 8 ore al giorno per 5 giorni lavorativi mentre nei mesi che vanno da giugno a settembre (compreso) le ore diventano 6,40 al giorno per sei giorni lavorativi. Normalmente ogni stagione estiva il computo delle ore sale e di molto rispetto al contratto nell’ordine di circa 60/70 ore di straordinario sempre e comunque pagato regolarmente. Il problema è che quest’anno per i dissapori di cui ho accennato prima il mio titolare ha deciso di assumere un dipendente stagionale in piu rispetto al normale numero di stagionali che abbiamo sempre avuto, per fare fare a me (indeterminato e dipendente con anzianita lavorativa piu alta) non piu delle 6 ore e 40 da contratto e quindi impedendomi di arrotondare lo stipendio con lo straordinario che comunemente faccio nei mesi estivi. Volevo solo sapere se questo è un comportamento legittimo e se posso in qualche modo appellarmi a qualcosa. Grazie Matteo

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    1. pps9000 Autore articolo

      Matteo la legge non può impedire ad un datore di lavoro di strutturare la sua azienda come meglio crede, sempreche rispetti con i dipendenti i contratti di lavoro personali e quelli nazionali di categoria. Mi sembra che nel tuo caso questo sia rispettato.

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  47. Marta

    Buonasera a tutti.
    Per necessità, poiché vivo sola, ho accettato un lavoro estivo nel chiosco esterno di un bar il cui titolare campa di lavoro nero da vent’anni. È stato multato ed ha avuto almeno la decenza di emettere qualche voucher.
    Vengo al dunque. In sei mesi ha emesso due voucher promettendo di darmi i restanti un po’ alla volta. Mi ha sfruttata, per mesi non ho avuto una giornata libera facendo anche 10/14 ore al giorno più pulizie, più diverse sostituzioni alla collega, amica della compagna del titolare, sempre assente per ‘ dolori alla gamba ‘ ovvero gita in barca con il fidanzato. Ad ottobre mi sono state proposte una manciata di ore imbarazzanti per PULIRE IL CESSO. sono 18 anni che faccio la banconiera e mi sono rifiutata di pulire la loro m**** per venti euro la settimana. Ora la parte migliore: la collega assenteista si è presa un bel contratto da 30 ore settimanali, io sono a casa da quattro mesi senza uno straccio di disoccupazione e tra un colloquio e qualche pulizia a casa di amici, vi domando gentilmente se sia il caso di rivolgermi ai sindacati e se possa ottenere qualcosa.. anche una bella multa al titolare per me sarebbe una vittoria. vi ringrazio.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Ammesso che tu, tramite testimoni e/o documenti, possa provare quanto hai subito, potresti prenderti la soddisfazione di denunciare il datore di lavoro all’ispettorato del lavoro di zona e con molta probabilità potrebbero infliggergli un’altra multa.

      Rispondi
  48. Mary

    Salve, ho provato a lavorare in un call center ma dopo una settimana ho deciso di abbandonare. Ho chiesto di poter dare le dimissioni, ma mi è stato dato un foglio da scrivere di mio pugno senza poi essere firmato dall’ azienda in questione. Premetto che ero nel periodo di prova. Ma mi domando che valenza abbia.. e chiederle se sia comunque necessario dare le dimissioni nel periodo di prova.
    La ringrazio.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Le dimissioni vanno date anche nel periodo di prova; non è invece necessario inviarle al centro per l’impiegi per via telematica e non c’è bisogno di concedere alcun periodo di preavviso. Le scriva pure di suo pugno ma ne faccia una copia da farsi firmare dall’azienda per ricevuta.

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  49. Morena

    Buongiorno
    Lavoro da 10 mesi in una azienda, 6 mesi più proroga di 4. Fina dal primo colloquio ho subito chiarito che cercavo un tempo indeterminato e mi era stato detto che dopo i primi 6 mesi ci sarebbe stato. Poi invece è arrivata la proroga di 4 mesi perché si stava facendo riorganizzazione aziendale dicendomi che dopo questi 4 mesi poi si sarebbe passati all’indeterminato. Ora mi viene proposta ancora una ulteriore proroga di 4 mesi perché la riorganizzazione non è terminata. Loro mi ricoprono di complimenti ma causa situazione aziendale le assunzioni a tempo indeterminato sono bloccate. Io però ho un affitto che tra 6 mesi mi scade e non sarà prorogato perché la casa è in vendita (e io avrei dovuto comprarla attraverso un mutuo grazie questo benedetto tempo indeterminato): l’azienda conoscendo questa situazione si può del tutto rifiutare di venirmi incontro negando tutte le promesse fatte? Come posso tutelarmi? Cosa posso fare per sistemare la mia situazione?

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  50. SOPHIA

    Salve,
    sto lavorando da quasi un anno e mezzo in un azienda di punto vendita di materiale elettrico artigiano con un contratto di apprendista di 3 anni come segretaria… tralasciando che non faccio nulla di segretaria ma tutt’altro, dal pulire i bagni a stare in officina, ecc…
    volevo chiedere se trovassi lavoro da un altra parte, dovrei dare le dimissioni nell’azienda dove mi trovo, ma se dassi le dimissioni senza rispettare un mese di preavviso come prevede il mio contratto ed inizio a lavorare in un altra azienda e lavoro solo per un mese, dopo quest’ultimo posso chiedere ugualmente la disoccupazione? contandomi anche l’anno che ho lavorato nell’azienda di materiale elettrico?
    Chiedo cortesemente una risposta chiara a questo mio dubbio, spero anche che abbia capito la mia domanda altrimenti mi chieda pure che riformulo meglio la frase.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Sophia se ho capito bene la sua richiesta, direi che sono due le problematiche poste. Se lei da le dimissioni senza preavviso, questo non ha alcuna influenza sulla successiva richiesta della disoccupazione, ma il datore di lavoro potrà detrarle dalle competenze di fine rapporto un mese di retribuzione (preavviso non lavorato). Una volta entratata nella nuova azienda, se lei viene licenziata dopo un mese avrebbe diritto alla disoccupazione sapendo che dovrà dimostrare di aver versato almeno 13 settimane di contribuzione (nei precedenti 4 anni dal licenziamento) e di poter far valere almeno 30 giorni lavorati nei 12 mesi precedenti il licenziamento. Stante il suo racconto lei dovrebbe essere in possesso di entrambi i requisiti.

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  51. Nicola

    Salve,
    Vorrei sottoporle un quesito: ho lavorato nella pubblica amministrazione con la qualifica di autista di scuolabus categoria B avviato con pubblica selezione presso il Centro per l’impiego legge 56/87. Ho lavorato per piú di 6 mesi con 4 rinnovi di contratto,essendo un lavoro non stagionale. L’amministrazione comunale ha modificato la pianta organica delle assunzioni prevedendo la copertura di un posto a tempo indeterminato di autista di scuolabus mediante mobilitá riservata all’area vasta. Con questa procedura non é stato coperto tale posto e successivamente l’amministrazione ha proceduto ad assumere altro dipendente a tempo determinato .Vorrei sapere nonostante io abbia manifestato nei termini il diritto di precedenza ,se ho diritto all’assunzione a tempo indeterminato e/o determinato.
    La ringrazio per eventauale risposta

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    1. pps9000 Autore articolo

      Avendo lei manifestato (spero per iscritto) di volersi avvalere del diritto di precedenza, se giunto al termine di un suo contratto a tempo determinato, l’amministrazione decidesse per l’assunzione di un lavoratore (con le stesse mansioni delle sue) a tempo indeterminato, lei avrebbe diritto a reclamare quel posto.

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  52. ROCCO

    Buonasera mia moglie lavora in un ipermercato da oltre 17 anni con un contratto part-time modulare, (causa crisi) l’azienda con i sindacati ha firmato 3 anni di solidarietà per non licenziare nessuno, a breve scadranno i 3 anni e già le varie sigle sindacali hanno fatto sapere tramite i loro rappresentanti che l’azienda alla scadenza ha pronta una lista di 30 operai da mandare a casa. non è dato sapere i criteri dei licenziamenti, è solo trapelata la notizia di un tavolo azienda sindacati, poi un successivo incontro a roma con il ministro (non ricordo il nome), anche in questo caso i rappresentanti hanno solo lasciato trapelare che ci sarebbe l’opportunità di prolungare la solidarietà a patto e condizione che l’azienda in qualsiasi momento può comunque fare riduzione personale. ora pongo la mia domanda: NON ESSENDO MIA MOGLIE ISCRITTA A NESSUNA SIGLA SINDACALE PUò NON ACCETTARE NESSUNA CONDIZIONE POSTA DAI SINDACATI?

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    1. pps9000 Autore articolo

      Rocco il lavoratore, anche se iscritto ad un sindacato, può sempre e comunque impugnare un licenziamento o un accordo di solidarietà, nel momento in cui dovesse temere od accorgersi che l’inserimento del suo nome in una mobilità o solidarietà è avvenuto senza il rispetto dei criteri concordati tra azienda e sindacati. Attenzione i sindacati non possono rifiutarsi di far conoscere i criteri concordati con l’azienda.

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  53. Annalisa

    Buonasera, lavoro come contabile in un ufficio commercialista, CCNL studi professionali. Ora lo studio è in crisi e il titolare ha deciso di trasferire lo studio in una città più grande a 40 km di distanza. Non mi posso permettere per vari motivi di andare a lavorare a 40 km di distanza, mi sono informata e se non accetto dovrebbe licenziarmi il datore e per qualche mese, il tempo di cercarmi una nuova occupazione, prenderei la disoccupazione…ma siccome i rapporti non sono dei migliori, mi hanno anche accennato che potrebbe non licenziarmi e io rimarrei in un “limbo” e si dovrebbe andare x avvocato. La cosa mi spaventa molto….mi potrebbe approfondire meglio l’argomento? Può farlo veramente? Quindi sarei costretta ad andare x avvocato oppure a dimettermi io? Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Premesso che se ti dimetti perdi il diritto alla disoccupazione, molti datori di lavoro tentano questa strada perché se licenziano devono pagare un contributo chiamato ticket licenziamento, che serve a finanziare la disoccupazione.Il ticket licenziamento ha un importo di quasi 490 euro annui, dovuti per ogni anno lavorato, sino ad un tetto massimo di 3 anni. Fatta questa premessa fai presente al tuo datore di lavoro che, se lui non ti licenzia, tu ovviamente risuterai sempre in forza allo studio e, pertanto, se lui t’impedirà di lavorare tu potrai pretendere il pagamento di tutte le mensilità sino al ricevimento del licenziamento scritto (ricordati che quello orale è nullo). Ovviamente, se lui persiste nell’atteggiamento dovrai per forza rivolgerti ad un legale. Tieni presente che, comunque, dopo aver ricevuto il licenziamento, ti conviene andare entro pochi giorni al centro per l’impiego, dove potrai controllare la tua scheda personale; se il licenziamento non risulta registrato, denuncia il datore all’Ispettorato del lavoro, altrimenti l’INPS si rifuterà di concederti la disoccupazione e il datore di lavoro sarà condannato a pagare una penale per omessa comunicazione telematica. Ho cercato di spiegarti tutto ma se vuoi approfondire prenota una mezza ora di consulenza on line, come spiegato sul nostro sito.

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  54. Magdalena

    Buongiorno. Sono un datore di lavoro. Ho sempre pagato e consegnato regolarmente le buste paga e relativo assegno. Però un lavoratore (ex) in questo momento non si è presentato per la riscossione delle buste paga e l’assegni essendoli stato comunicato che erano disponibili presso la sede dell’azienda. Il lavoratore è stato in malattia fino all’ultimo giorno del contratto a termine. Così addirittura ci ha fatto una denuncia a DTL xke non è stato pagato. Il DTL dove sono stata convocata a questo punto X controlli mi ha comunicato che addirittura verremo sanzionati con una multa. La mia domanda è: e giusto quando il lavoratore non viene a ritirarsi lo stipendio essere sempre noi multati??? Per di più il lavoratore mi ha dato appuntamento X portarli lo stipendio quasi a casa!!!….. Come dovrei comportarmi anche xke mi ha minacciato??
    Grazie e buona giornata

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    1. pps9000 Autore articolo

      Maddalena da quello che mi scrivi si deduce che i rapporti con il lavoratore erano deteriorati (ti ha anche minacciato) e, seppure in buona fede, a mio giudizio hai commesso un’ingenuità; come hai capito che il lavoratore non sarebbe uscito dalla malattia prima della scadenza del contratto, avresti dovuto chiedergli, per iscritto, i dati di un conto bancario su cui accreditargli le competenze.

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  55. Massimo

    Ciao sono massimo, volevo chiedere io lavoro per una cooperativa a tempo indeterminato siccome mi hanno proposto un lavoro migliore tramite agenzia però a tempo determinato di 6 mesi con una proroga a tempo indeterminato se va tutto bene ed io ci vorrei provare.. ma se nel caso va male e non mi rinnovano il contratto ho diritto a quel punto alla disoccupazione????

    Rispondi
  56. Rebecca

    Buongiorno,
    lavoro in un grosso gruppo privato e recentemente, mi è stato comunicato che dovrò trasferire la mia persona e la mia attività a 600 km di distanza. Può fare ciò l’azienda, senza darmi un aiuto economico per sopportare un traferimento così repentino? Se io non accettassi, potrebbe chiedermi di licenziarmi per riassumermi con un livello più basso al fine di ricollocarmi più agevolmente? Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Rebecca prima di tutto bisognerebbe accertarsi se il trasferimento è legittimo o meno; legga a questo proposito quanto ho scritto sull’argomento collegandosi a questo link.Nel caso avesse il sospetto che fosse illegittimo, l’unico modo per proteggersi è rivolgersi ad un avvocato giuslavorista che, in funzione di precise situazioni economiche e sociali, potrebbe chiederne il blocco di urgenza. Ammesso che sia chiaramente legittimo, gli eventuali interventi a sostegno del dipendente sono stabiliti dai CCNL di categoria e/o dal suo contratto di assunzione. Non c’è bisogno che lei dia le dimissioni perchè, se l’azienda vuole, può concordare con lei un demansionamento e ricollocarla in diversa mansione. Se interessato ad approfondire, verifiche le condizioni di una consulenza on line sul nostro sito, considerando che il tempo richiesto dovrebbe essere di un ora.

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  57. Nicola

    Salve, mi chiamo Nicola e ho 30 anni. Lavoro presso una azienda provinciale di ascensori da 8 anni.
    Ormai sono arrivato alla frutta. Il datore di lavoro ci deve 2 anni di buste paga. 4 stipendi arretrati. Mediamente 30 ore lavorative mensili non retribuite. Sono obbligato a straordinari a qualsiasi ora e non retribuiti. Negli ultimi 5 mesi sono stato “quasi” costretto a utilizzare il mezzo personale e non il furgone aziendale. Veniamo, compreso i colleghi, insultati ogni giorno dal datore per “inesperienze” non effettive. Le condizioni lavorative di sicurezza e igiene non sono il massimo. Svolgo spesso mansioni estranee al mio compito, giardiniere ecc. Più altre cose pesanti che non sto a dire. Chiedevo, se mi licenziassi, potrei ottenere la disoccupazione? E cosa posso fare per ottenere le buste e gli stipendi arretrati?.. Infine, potrei fare qualcosa per non lasciarla vinta al datore di lavoro?

    Rispondi
  58. Daniela

    Buongiorno a tutti,

    Una domanda: a chi si può rivolgere per una visura o perizia, sè siamo finiti in una black-list di qualche agenzia interinale? La legge sulla privacy autorizza un’agenzia richiedere le referenze ai ex datori di lavoro senza coinvolgere od informare l’interessato? Chi tutela questi atti? Ringrazio

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      In linea teorica un’azienda non dovrebbe chiedere referenze ai precedenti datori di lavoro senza il consenso del candidato all’assunzione. In pratica questo un processo difficile da controllare, poiché al candidato non verrà mai comunicato se e quali referenze sono state consultate e con quali risultati. Ammesso che il candidato lo venga fortuitamente a sapere, potrebbe denunciare l’azienda al garante della privacy. Non mi risulta che ci sia un organismo legalmente autorizzato a indagare se si è finiti sulla black list di un’agenzia interinale. Potrebbe essere un incarico da affidare ad un’agenzia investigativi ma con quali costi?

      Rispondi
  59. Eugenio

    Mia moglie dopo 20 anni nella stessa azienda e di rientro dalla maternità si trova con nuove mansioni in pratica passando da segreteria del direttore generale a operatrice telefonica stile call center.
    Alla sua collega viene riconosciuto dal medico competente lo stato di stress da lavoro correlato. Da più di un mese mia moglie chiede di parlare con un responsabile o con AD. Il suo responsabile le risponde con frase discriminatoria via mail accusandole di non essere come tutte le altre madri. Cosa può fare mia moglie per vedere di risolvere tale situazione?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Eugenio tua moglie è stata demansionata di fatto e , senza un preventivo accordo col dipendente, questo è illegale; dovreste rivolgervi all’ufficio legale di un sindacato o ad un avvocato di vostra fiducia.

      Rispondi
  60. Leonardo

    Salve, lavoro da anni in un supermercato con contratto portierato ed ogni volta che cambia l’appalto la vecchia azienda ci chiede di licenziarci.
    Quest’anno con il nuovo appalto di servizi fiduciari a me solamente è stata ridotta la paga oraria dai precedenti 5,55€ agli attuali 4,60€ oltre a risultare socio di una cooperativa che per statuto interno mi riduce ulteriormente anche altri diritti…meno ferie…primi tre giorni di malattia non pagati ecc.
    Siccome ogni volta che il supermercato ha cambiato appalto mi è stato tolto qualcosa e mi ha sempre ostacolato apertamente chiedo: se al prossimo cambio di appalto non mi licenzio dall’azienda vecchia e firmo soltanto il nuovo contratto con l’azienda subentrante per mantenere almeno gli scatti di anzianità si può fare?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Leonardo, anche se tu non lo dici, sino all’ultimo appalto, mi sembra di capire che avresti dovuto essere dipendente di un’agenzia interinale che, a sua volta, ti destinava al supermercato. Se fosse così la richiesta di dimetterti dovrebbe essere una mossa dell’azienda per evitare di assumerti a tempo indeterminato (cosa a cui sarebbe obbligata a fare dopo sei rinnovi contrattuali). Non capisco poi come tu ti sia ritovato socio di cooperativa senza il tuo assenso; forse ti hanno fatto firmare qualche documento a tua insaputa. In riferimento alla tua domanda non è possibile che tu non ti dimetta, poiché credo che questa sia la condizione necessaria perché ti assuma la nuova azienda. Se non ho capito il problema riscrivimi e chiarisci i punti dove ho dbagliato.

      Rispondi
      1. Leonardo

        Nessuna agenzia interinale, il supermercato non ci assume mai direttamente, da in appalto il servizio al miglior offerente che ci assume con contratti a tempo indeterminato, indeterminato per modo di dire in quanto ogni 2 anni cambiano SEMPRE azienda appaltatrice, non rinnovando l’appalto a chi ci ha assunto.
        Esiste una specie di clausola che obbliga l’azienda subentrante a riassumere il personale precedentemente occupato nello stesso appalto, quindi cambiamo datore di lavoro ma a parte quello continuiamo tutto come prima…a parte il giorno della firma del contratto non vedremo più chi ci ha assunto “sulla carta” in quanto in realtà lavoriamo e prendiamo ordini unicamente dal supermercato. Tenga presente che tutte le aziende vincitrici solitamente hanno sede a centinaia di km da noi e non hanno altri appalti in zona…. Ogni azienda entrante ci presenta il contratto precompilato il giorno della firma e solo quel giorno lì (da licenziati volontariamente) scopriamo come ci vogliono riassumere…questa volta ci è toccato essere soci di cooperativa, chi non firma resta disoccupato!
        Quindi, per tornare alla domanda devo dimettermi per forza anche se ad ogni nuovo contratto mi fanno figurare come neo assunto facendomi perdere livelli e scatti di anzianità come se nulla fosse?

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Leonardo dovremmo vedere i contratti che vi fanno firmare ad occhi chiusi, ma penso che ce ne sia abbastanza per denunciare la situazione all’Ispettorato del lavoro che è l’unica Istituzione autorizzata a mettere il naso nei comportamenti illegali dei datori di lavoro; altra alternativa è rivolgersi ad un’organizzazione sindacale di categoria e verificare se sono informati delle operazioni del vostro datore di lavoro. Venendo alla tua domanda se tu non ti dimetti risulteresti in forza alla precedente azienda (sempre che non ti licenziino loro) e alla nuova azienda e ciò non è possibile.

          Rispondi
  61. Mario

    Buongiorno Dott.
    da Novembre 2016 percepisco la Naspi. A Dicembre ho ricevuto un’offerta di lavoro con contratto a chiamata con scadenza 28/02/2017 da lavorare però solo il sabato e la domenica 6 ore al giorno di conseguenza 48 ore mensili. Ovviamente per chi come me ha una certa età (54) trovare lavoro è una chimera e se si ha la fortuna di trovare qualcosa la si accetta. Come per prassi invio all’inps la comunicazione dei giorni lavorati. Ora le chiedo se l’azienda dovesse rinnovare il contratto per altri 3 mesi arriveremmo così a 6 mesi quindi perderei la disoccupazione? Mi può spiegare meglio come funziona con questi contratti a chiamata e con la Naspi? Anche perchè ho chiesto all’Inps ma non hanno dato utili chiarimenti.
    In attesa di risposta La saluto cordialmente.
    Mario

    Rispondi
    1. Mirko

      Buongiorno io lavoravo come 5livello e poi sono rimasto da solo a gestire il tutto tostavo caffè vendevo gestivo il magazzino poi la ditta è stata venduta io mi sono recato da un consulente del lavoro con le buste paga e mi ha detto che svolgevo mansioni di 2 livello quindi mi dovevano pagare per quel livello cioè 2 ha fatto il conto di tutto ciò con tanto di testimoni a mio favore ,ora chiedo dopo due anni e mezzo loro a l’ultima udienza dovevano parlare con i testimoni chiamato da loro ma hanno rinunciato e adesso deciderà il giudice cosa vuol dire mi può spiegare meglio grazie

      Rispondi
      1. pps9000 Autore articolo

        Mirko non capisco il problema; chi sono “loro” i rappresentanti dell’azienda? Se “loro” sono i rappresentati dell’azienda ed hanno rinunciato a sentire i testimoni, significa che il giudice potrebbe comunque decidere di sentirli e poi decidere se e quanto condannare l’azienda a pagarti la differenza retributiva.

        Rispondi
  62. Roberto

    Buongiorno,
    gradirei sapere se ci sono novità in merito agli aumenti programmati e successivamente bloccati a novembre 2016 relativi al contratto commercio.

    Avevo letto che a dicembre 2016 avrebbero dovuto ridiscutere con i sindacati le nuove condizioni.

    Grazie

    Roberto

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Non ho seguito la situazione; mi risultava che le parti avrebero dovuto reicontrarsi il 5 dicembre 2016, ma non ho più avuto informazioni in questo senso.

      Rispondi
  63. Rebecca

    Buongiorno,
    Ho fatto 1 colloquio di lavoro presso 1 agenzia. La responsabile mi ha detto chiaramente che si tratta di un contratto di somministrazione presso un’azienda municipalizzata. Mi ha altresì detto che pur avendo tutti i requisiti professionali richiesti nell’annuncio ivi compresa l’esperienza, il contratto nn si firmerà non avendo io buste paga da offrire avendo fin ora svolto solo tirocinio non retribuito e 1anno di contratto a progetto. Le chiedo se questo comportamento sia corretto e lecito e se c’è una possibilità di far qualcosa. Grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Rebecca mi sembra una presa in giro; se l’agenzia intende assumerla, le deve fare un contratto, indipendentemente dal fatto che lei abbia o meno precedenti busta paga da presentare. Quindi comportamento scorretto non lecito; o le fanno un regolare contratto o, mio consiglio, lasci perdere. Il contratto di somministrazione deve avere la forma scritta Prenda informazioni sull’agenzia; se si comporta in modo scorretto dovrebbe trovare riscontri su Internet.

      Rispondi
  64. Lollo

    Lavoro per una nota multinazionale nel settore ICT. Nonostante i risultati record è stato annunciato un taglio del personale consistente. Io lavoro in tale azienda dopo ingresso del famigerato job act quindi da circa 2 anni. La mia domanda è, in caso di incentivo all’esodo (escludo procedura di licenziamento per ovvie ragioni) qua l’è il numero massimo di mensilità che possono essere negoziate

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Premesso che la risoluzione del contratto di lavoro con incentivo all’esodo non è normata dalla legge, il numero delle mensilità possibili da negoziare dipende da molti fattori, tra cui i principali sono la posizione dell’azienda (tanto più è legalmnete debole tanto più sarà disposta a chiudere con cifre maggiori; se è vero che ha avuto risultati record difficilmente potrà giustificare tagli del personale) e l’anzianità di servizio dei dipendenti. Ti consiglio di leggere i miei post su questo argomento o, in alternativa, prenotare una consulenza on line.

      Rispondi
  65. Luca

    Salve, sono un’operaio con contratto a tempo indeterminato…il mio titolare nei momenti di poco lavoro, mi fa, anzi, ci fa stare a casa nella settimana di lavoro, a volte mezza giornata, a volte proprio a giornate intere…ovviamente queste ore vengono tolte dai permessi (fino a che le abbiamo) ma ultimamente a qualcuno gli sono state tolte anche dalle ferie….volevo chiederle se puo fare una cosa del genere. Grazie mille.

    Rispondi
  66. Gianfranco

    Buongiorno, il mio datore di lavoro mi ha fatto un prestito aziendale che io rimborso tutti i mesi tramite un prelevamento in busta paga. Se dovessi cambiare azienda come dovrei rimborsare il prestito?

    Rispondi
  67. giannio

    Salve , lavoro in un supermercato e ho un contratto 39 ore tempo indeterminato dal 2011.Il lavoro si svolge su turni dalle 07.00 alle 20.15 con 15 minuti di pausa.La domenica a rotazione con riposo compensativo la settimana seguente.Fino ad ad ora ho fatto turni a rotazione sia di mattina che di pomeriggio e uno spezzato a settiman con turno 10.30/13/30- 17:00/20:15.Ad un certo punto
    l’azienda ha deciso di far fare tre turni spezzati a testa (io e altre due full-time) più altre 4 part-time a 25 ore.
    L’azienda pretende che a fare sempre apertura e chiusura siano solo i fulltime quindi ci ritroveremo a stare impegnate dalle 7 alle 20 per fare 6,5 ore e per me che vado al lavoro con la macchina e faccio 80 km andata e ritorno , significa, che per ragioni economiche devo restare in mezzo alla strada per tutto il tempo dello spacco ossia 5/6 ore .Capisco chenon c’è lavoro e bisogna sopportare, ma qui si rischia di prendere un esaurimento nervoso.Tutto questo per non assumere una persona in più o peggio per fare in modo che qualcuno di noi si stanchi e si fa ridurre l’orario o addirittura licenziarsi.
    Grazie per l’attenzione

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Se lei stesso rionosce che non c’è lavoro ben difficilmente il supermercato assumerà un dipendente in più. Non conosco il vostro CCNL ne il suo contratto di assunzione; bisognerebbe controllare se nell’uno o nell’altro ci sono clausole che possono essere utilizzate per opporsi ad una spaccatura dei turni quale quella che vi è stata imposta.

      Rispondi
  68. sara

    BUONGIORNO
    AVEVO DATO LE DIMISSIONI AL MIO DATORE DI LAVORO. PROPRIO ALLO STESSO GIORNO DELLE DIMISSIONI MI HANNO MANDATO LA CONTESTAZIONE DISCIPLINARE CON LA QUALE DICEVANO CHE HO USATO LA LORO ELETTRONICA PER MANDARE ALCUNE MAIL PER LA MIA ATTIVITA’ PERSONALE (CHE LORO SAPEVANO GIA’ MA ADESSO FACEVANO FINTA DI NON ESSERE IN CONOSCENZA DI TUTTO CIO’)
    HO RISPOSTO ALLA LORO RACCOMANDATA DICENDO CHE LO SAPEVATE GIA’ E DOPO DI CHE’ LORO MI HANNO RISPOSTO DICENDO CHE FANNO UN CALCOLO DI RISARCIMENTO DANNI E MI COMUNICHERANNO.
    ADESSO TRAMITE RACCOMANDATA GLI HO CHIESTO LE BUSTE PAGA DI ULTIMI TRE MESI CHE NON MI HANNO ANCORA PAGATO E MI HANNO INVIATO .
    ADESSO TRAMITE PEC MI HANNO SCRITTO IL 26.01.2017 : Le chiedo cortesemente un incontro al fine di poter chiudere tutte le spettanze ancora in essere. E 03/02/2017 HANNO SCRITTO come avevo già ribadito nella mail precedente, sarebbe opportuno fissare un incontro c/o il mio ufficio per discutere di tutte le problematiche che sono sorte nel frattempo.
    Siccome ho attività’ in proprio e non riesco ad andare personalmente presso il loro studio (saranno 30/35 minuti di viaggio in macchina). se scrivo tramite la casella pec che non riesco a venire e tutti e le problematiche mi possono scrivere che provvedo a rispondervi tramite raccomandata e di pagarmi tramite bonifico come avevano sempre fatto… sarebbe corretto? grazie mille

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    1. pps9000 Autore articolo

      Non è questione di correttezza; francamente ritengo che le convenga recarsi all’incontro, poiché l’azienda le deve ancora tre stipendi e immagino anche il TFR sui quali può esercitare una trattenuta in base ad un loro calcolo di risarcimento danni; se non tratta la questione di persona dovrà probabilmente poi rivolgersi ad un legale.

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  69. Marian

    Buona sera….ho una problema gentilmente si mi po aiutare….lavoro presso una cooperativa di quasi 2 anni con un contratto a tempo indeterminato….da un paio di giorni mi ha lasciato acasa a me e miei colleghi 8 siamo e non ci fa lavorare in giro…cosa posso fare per licenziarmi pero non voglio perdere la mia disoccupazione….pero siamo acasa senza prendere un stipendio…pero non vogliono neanche licenziare loro….cosa si po fare in questa situazione…ho due figli piccoli….devo portare un stipendio acasa grazie mille

    Rispondi
  70. Andrea I

    Buona sera,
    sto cercando delle informazioni sul web che non riesco a trovare.
    In breve: sono stato licenziato 3 settimane fa dal mio secondo lavoro per motivi extralavorativi (per così dire infantili) ma vabbè poco male era il mio secondo….
    Mi hanno detto di andare al caf o tramite l’inps per licenziarmi perchè essendo un contratto a chiamata loro non hanno obbligo di licenziamento e possono tenermi sotto contratto a vita.
    Io vorrei il mio tfr visto che sono 3 anni che lavoro per loro.
    Devo realmente licenziarmi io? E se si mi può indicare un link dove poterlo fare?
    Grazie mille

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Non è vero; il contratto a chiamata è un contratto di lavoro subordinato, quindi sta al datore di lavoro effettuare il licenziamento. Vogliono evitare di pagare il ticket di licenziamento; tenga presente che se lei da le dimissioni perde la disoccupazione. Sino a quando non riceve una formale lettera di licenziamento lei si consideri in forza all’azienda e li avverta che in caso contrario denuncerebbe la situazione all’Ispettorato del lavoro.Le suggerisco la lettura del breve articolo esplicativo sul contratto a chiamata.

      Rispondi
      1. Andrea I

        Grazie della risposta,
        anche se il contratto che ho con loro è per prestazioni occasionali senza obbligo di risposta?

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Il problema sta nel fatto che, volendoti danneggiare, il datore di lavoro può non richiedere la prestazione per un lungo tempo, senza licenziarti. In una situazione del genere si dovrà controllare quale forma e modalità di richiesta del datore di lavoro sono state inserite nel contratto e, nel caso non siano state inserite, rivolgersi ad un legale per impugnare il contratto.

          Rispondi
  71. Andrea

    Buongiorno,
    dopo due anni che lavoravo in un’azienda, sono stato contattato da un’azienda concorrente che mi ha proposto delle condizioni molto più vantaggiose, dopo essermi licenziato dalla prima ed essere stato assunto dalla seconda, a distanza di un mese e mezzo mi hanno licenziato. ho diritto almeno alla disoccupazione?

    Rispondi
  72. Laura

    Buongiorno, la ditta per cui lavoro attualmente (settore commercio/terziario) mi ha assunta con contratto a chiamata a metà settembre 2014 fino al 30 giugno del 2015. Dal 1 luglio 2015 sono poi stata assunta a tempo indeterminato sfruttando il “Jobs Act”. Ora, per vari motivi, tra cui continui cambi di orari, turni senza pause e critiche continue ingiustificate, vorrei cambiare lavoro. Cercando ho trovato una ditta nello stesso settore che mi offre un contratto di sostituzione maternità della durata presunta di 5/6 mesi. La mia domanda é questa: allo scadere di questo contratto di sostituzione, avrò diritto alla disoccupazione (che invece non avrei se decidessi di licenziarmi x disperazione dal mio attuale posto)? Se invece la seconda azienda volesse assumermi nel caso la titolare del posto non rientrasse (pare ci siano buone probabilità di questa evenienza) o nonostante il suo rientro, quali sono le tempistiche? Sono necessarie sospensioni in seguito alla sospensione? Grazie!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Alla scadenza del contratto di sostituzione maternità (che è comunque un contratto a termine) se non rinnovato da diritto alla Naspi. Per quanto riguarda il proseguimento del rapporto di lavoro bisogna distinguere i due casi:

      1. non rientro della dipendente in maternità. L’azienda avrebbe tre alternative; proroga per altri 50 giorni con maggiorazione retributiva, nuovo contratto (stessa mansione) con sospensione di 20 giorni, trasformazione a tempo indeterminato senza alcuna sospensione.
      2. rientro della dipendente in maternità. L’azienda le dovrebbe fare un nuovo contratto per una diversa mansione (ritengo senza sospensione). A meno che non abbia l’esigenza di nuovo personale, ritengo molto difficile una trasformazione a tempo indeterminato.
      Rispondi
  73. angelo

    Fino a quasi 2 anni fa ero un lavoratore full-time a 36 ore. Su richiesta del mio datore di lavoro che minacciava licenziamenti, ho provveduto a ridurre il mio contratto a 30 ore sulla base di una scrittura privata nella quale, però, non menzionavo alcun motivo di tale decisione, nonostante la pressione a scrivere qualcosa da parte del mio datore di lavoro. Fatto strano è che dopo il mio gesto e quello di altri colleghi come me, la struttura dove lavoro ha aumentato il lavoro a consulenza…… che devo pensare?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      L’utilizzo di consulenze in sostituzione di ore di lavoro contrattuali può avere come obiettivo quello di diminuire il costo del personale. E’ ovvio che se poteste dimostrare che quegli accordi sono stati estorti con la minaccia di licenziamenti, molto probabilmente verrebbero invalidati.

      Rispondi
  74. SOPHIA

    ………………………………………………………………………………………-SE MI LICENZIASSERO PERCHE’ NON MI PRESENTO PIU’ AL LAVORO, POSSO FARE LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE ANCHE SE MI MI LICENZIASSERO PER GIUSTIFICATO MOTIVO?
    -se dovessi fare domanda per la disoccupazione, oltre ad avere versato i contributi negli ultimi 4 anni, dicono di aver lavorato almeno 30 gg lavorativi negli ultimi 12 mesi, ma questi 12 mesi, domanda banale, io che ho iniziato inizio 2016(legalmente a lavorare) e ora sono nel 2017, devono passare 12 mesi da gennaio 2017 e aver lavorato almeno 30gg oppure non si riferisce all’anno ma semplicemente gli ultimi 12 mesi anche se è a cavallo tra il 2016 e 2017?

    CHIEDO SCUSA PER IL TESTO LUNGO E GRAZIE MILLE SE AVRA’ PAZIENZA A RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE RISOLVENDO OGNI MIO DUBBIO!!!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Ho dovuto tagliare gran parte del tuo messaggio perché rallentava la velocità di utilizzo dei commenti;rispondo alle tue domande.

      1. qualunque sia il motivo di licenziamento spetta la disoccupazione
      2. i 30 giorni di lavoro sono riferiti ai 12 mesi precedenti la data di licenziamento.
      Rispondi
  75. cagliari

    Ho lavorato per 4 anni presso una caffetteria con un contratto part-time ma facendo 8 ore al giorno con un giorno di riposo. Il mio compenso era di 800 euro mensili e mai ho percepito tredicesime e quattordicesime nonostante ne avessi diritto. Ad ottobre il titolare ha chiuso l’attività e, non avendoci mai dato neanche le 80 euro del bonus Renzi nonostante le diverse richieste, al momento della liquidazione ho fatto l’ennesima richiesta. Si trattava in totale di 2300 euro (da maggio 2014 a settembre 2016) che lui ha intascato senza mai darceli (eravamo 3 dipendenti) che mi ha negato categoricamente.
    Questa “brava” persona non ci ha mai consegnato neanche una busta paga se non dopo il licenziamento poichè a lui serviva la nostra firma.
    Ebbene, gli importi delle mie buste paga part-time (3,33 ore) non avevano importi inferiori alle 600 euro e quindi appena 200 in meno rispetto a quello che percepivo per fare 8 ore. A questo punto io vorrei avere ciò che mi spetta perchè e cioè il pagamento delle ore che facevo in più.
    Qualcuno mi ha suggerito di ricalcolare le buste inserendo queste ore come straordinario ma io penso che così facendo sarà più difficile per me dimostrarlo. Mentre calcolando le buste full-time non avrò problemi a dimostrare che il mio turno di lavoro era di 8 ore e non 3,33.
    Il bar era aperto dalle 7 alle 23 e anche in tre non coprivamo tutte le ore.
    I testimoni ovviamente li ho.
    Vorrei una opinione da chi sa qualcosa in merito

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Cagliari tu non dici come intendi tentare di recuperare gli ammontari di salario spettanti ma, visto che tipo è il datore di lavoro, immagino che dovrete ricorrere ad un legale sia esso messo a disposizione di un sindacato sia privato di tua fiducia e sarà lui a suggerire quale strategia è migliore; avendo testimoni sicuri ritengo che sia giusto calcolare le differenze sulle ore effettivamente lavorate.

      Rispondi
  76. FABIO

    BUONGIORNO HO 45 ANNI LAVORO IN UN MINI MARKET 3 MESI ESTIVI 8 ORE AL GIORNO TUTTI I GIORNI,
    IL SALARIO è DI 6 ORE 5,50 EURO PAGATE IN NERO E SOLO 2 IN REGOLA .
    PURTROPPO SONO DISOCCUPATO DA 5 ANNI MI TOCCA ACCETTARE PROPOSTE SIMILI HA MIO RISCHIO.
    LEI COSA MI CONSIGLIA DI CONTINUARE OPPURE LASCIARE PERDERE.
    GRAZIE.
    CORDIALI SALUTI.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Difficile dire ad un 45enne disocuppato da 5 anni di lasciare seppure quel poco lavoro che ha, ma certi datori di lavoro è meglio lasciarli dopo averli comunque denunciati all’ispettorato del lavoro.

      Rispondi
  77. Alin

    Dal 2010 sono entrato a lavorare presso un azienda, ma con un contratto interinale con agenzia del lavoro.dopo 7 anni l azienda ci ha fatto cambiare ben 4 agenzie, ma continuo a lavorare. ….prima o poi potro essere assunto dall azienda oppure continuerò ad essere interinale a vita? E gli interinali sono più del 20% dei lavoratori dell azienda usufruente. ….

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Alin non c’è alcuna normativa che obbliga le aziende, che utilizzano del personale interinale, ad assumerlo dopo un certi numero di anni di lavoro in azienda.

      Rispondi
  78. Dema88

    Salve,
    Avrei molte domande
    Lavoro in un call center,e il mio tl ci chiedeva di estrarre i dati della qualita dei singoli operatori puo essere violazione della privacy?
    1 Il site account sulla nostra commessa mi aveva inviato una mail in copia conoscenza dove parlando con altre persone dicevano che avessi buttato giu una chiamata e aveva messo uno stamp di un programma diverso da quelli utilizzati da noi operatori,anche qui potrei fare qualcosa?
    2 E stato fatto un video da cellulare da un nostro tl,dove venivo ripreso anch io,e dopo ho saputo che sarebbe stato trasmesso ad un road show dv erano presenti alcuni colleghi ma anche prsone esterne, e non ho firmato alcuna delega,come mi posso comportare?
    3 Dopo un diverbio col mio capo dove mi aveva detto:se voglio posso non farti fare piu strao(sono un lavoratore a 4 ore ma avevo sempre 4 ore di strao) dopo 1 mese sono stato spostato su una commessa dove in un anno e mezzo ho fatto 20 ore di strao contro le 70 mensili che facevo dall altra parte,passando così da 1300€ a 750€ si puo considerare mobbing psicologico?
    4 Dove sono ora abbiamo l accesso al pc tramite impronta biometrica,richiesta dal committente della commessa e non dall azienda,non ho mai firmato nulla peraciare le mie impronte..è corretto?
    5 Lavoro in azienda da assunto da 5 anni non ho mai fatto nessuna visita,premetto che avevo gia problemi alla schiena ma ora è decisamente peggiorata,dentro 7 sedie su 10 non sono a norma

    Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Non vedo nulla di illegale nei fatti che riferisci o contestabile al datore di lavoro; invece se ritieni che l’ambiente di lavoro non sia a norma in termini di igiene e sicurezza puoi rivolgerti ad un’apposito ufficio della ASL di competenza.

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      1. Dema88

        Il commento è in attesa di moderazione.
        Quindi è legale violare la privacy nei punti 1,2 e 4 ed è legale essere assunti senza visita medica io avevo letto il contrario scusate ed è normale anche che il tio capo ti minacci di non farti fare piu strao solo perchè fai valere i tuoi diritti…scusate penso di aver sbagliato sito

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        1. pps9000 Autore articolo

          Se sei così certo che quanto accaduto sia effettivamente una violazione deella privacy, perché non denunci il tutto all’Ispettorato del lavoro?

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  79. paolo

    Buonasera, racconto brevemente la mia vicenda, il ristorante per cui lavoravo è stato ceduto in affitto d’azienda ad una nuova società e come previsto dalla legge sulla tutela dei lavoratori il mio contratto è passato a questa nuova.
    Dopo tre mesi mi hanno proposto di firmare un contratto di socio di cooperativa, da premettere che quest’ultima ha sede in un altra città. E’ consentito dalla legge o mi ritrovo ad affrontare dei problemi in futuro??? E sopratutto sono tutelato da questo contatto???
    Grazie e buona serata

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    1. pps9000 Autore articolo

      Paolo la proposta è teoricamente possibile ma per valutare se e quanto lei sarebbe tutelato , dovremmo poter veificare il contratto che le stanno proponendo.

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  80. Silvia

    Buonasera, sono un apprendista parrucchiera e a fine dicembre finisco il mio contratto di apprendistato. Sono stata assunta da questa azienda con contratto full time fino al termine del mio contratto di apprendistato. Due giorni fa i miei datori di lavoro mi hanno detto che vogliono licenziarmi perché hanno assunto un’operaia part time e perciò non riescono più a sostenere i costi anche per me, inoltre dicono di essere obbligati a fare questa scelta perché a loro serve una persona che possa restare in negozio da sola (cosa che io non posso fare poiché non ho l’abilitazione). Mi hanno proposto un part time ma visto che lavoro a 100km di distanza per me non è conveniente. Ora mi chiedo se è giusto che debbano licenziare me o se teoricamente dovrebbero non tenere lei visto che è ancora nel periodo di prova.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Nel suo caso non si pone il problema se l’azienda deve sciegliere tra lei e l’operaia, poiché immagino abbiate mansioni diverse. Il punto è che l’apprendista può essere licenziato prima del termine contrattuale solo per giustificato motivo oggettivo o per giusta causa. Eliminata la giusta causa, che non è il suo caso, l’azienda potrebbe, in base a quello che lei riferisce, chiedere il giustificato motivo oggettivo.

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      1. Silvia

        Grazie per la risposta, preciso che le mansioni svolte da entrambe sono le stesse, a differenza che io non posso stare in negozio da sola mentre l’operaia si, ed è questo quello che a loro serve.
        Il motivo detto da loro è che non ci sia abbastanza lavoro per tenere anche me, cosa che non capisco visto che anche prima di assumere l’altra persona sapevano benissimo che il lavoro non c’era per un dipendente in più.

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  81. valeria

    Buonasera avv. ho un contratto a tempo indeterminati di 30 h sett ho firmato una carta privata dove accetto di lavorarne 42 percependo nessun consenso in più. questa carta privata ha valore legale o non significa nulla? posso rivalermi sul mio datore di lavore per riavere le ore che non mi ha pagata? grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Le rinunzie e transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni
      inderogabili delle legge e dei contratti o accordi collettivi concernenti i rapporti di cui all’art. 409 del
      codice di procedura civile, non sono valide. Lei può impugnare quella rinuncia e chiedere il pagamento delle ore non retribuite. Meglio procedere con l’asistenza di un sindacato o di un legale di fiducia.

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  82. Luca

    Buongiorno,
    a dicembre ho trovato finalmente lavoro e prima di concludere il periodo di prova un’altra azienda mi ha voluto in tutti i modi strappare alla concorrenze promettendomi mari e monti….. mi hanno assunta come apprendista (settore commercio) pertanto la prova da loro sarebbe stata comunque 60 giorni. lunedì 30 (a pochi giorni dalla fine della prova) quindi finito il periodo natalizio e sistemati i saldi, decidono di licenziarmi non terminando il periodo di prova. Ho due questioni: la lettera di licenziamento mi hanno obbligato a firmarla a fine giornata ma si sono tenuti l’originale, a chi spetta l’originale con la mia firma? a loro? a me è sufficiente una copia?? o viceversa? Altra questione è che sono già passati 4 giorni e andando al patronato loro dicono che ancora non risulta il licenziamento. ci sono delle tempistiche da rispettare? entro quanti giorni devono comunicarlo? altrimenti non posso procedere con nessun tipo di domanda per eventuale disoccupazione.
    Grazie in anticipo per la preziosa attenzione.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Va bene anche la copia della lettera di licenziamento con la firma sua e dell’azienda. La comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro deve essere effettuata entro 5 giorni dalla data dell’evento. Qualora l’ultimo giorno utile all’invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro sia festivo, il termine slitta al primo giorno feriale successivo. Controlli nuovamente al centro per l’impiego, poiché se non inviata, sappia che il datore di lavoro è soggetto a penali; in tal caso si rechi all’Ispettorato del lavoro con la sua lettera di licenziamento e denunci il datore.

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  83. Stefania Riganti

    Lavoro da 6 anni x una società di ristorazionefaccio orario spezzato a 25 ore settimanalia volte capita che mi fanno lavorare x 2 ore in tutto devo farmi 30 km di strada possono farlo?grazie.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Stefania dovresti leggere cosa prevede il tuo contratto a proposito di clausole flessibili; l’importante però è che tu possa effettivamente lavorare 25 ore a settimana.

      Rispondi

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