Racconta la tua storia

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Racconta la tua storia ultima modifica: 2014-07-13T00:09:09+00:00 da pps9000
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67 pensieri su “Racconta la tua storia

  1. maurizio

    salve ,lavoro tuttora per un azienda da 25 anni come corriere con partita iva. ma non sono autonomo perché debbo rispettare orari e stipendi dettati dall azienda stessa. mi hanno ftto fare il conto terzi ma non mi hanno mai fatto un contratto.il mio lavoro si svolge la notte 360 giorni su 365 e per riposarmi debbo pagare una persona che mi sostituisce .ora mi chiedo se debbo rispettare tutto quello che mi dicono ,il mio lavoro e subordinato più che autonomo.
    ieri mi hanno detto dopo 25 anni che forse faro l’ultimo mese . cosi.
    posso rivalermi sul titolare per almeno riprendermi 25 anni di sfruttamento grazie
    saluti.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Maurizio se tu puoi provare quello che mi hai raccontato con documenti,testimoni foto ecc,ti consiglio di rivolgerti o all’ufficio legale di un sindacato o denunciare il tuo datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro della tua zona sia per il riconoscimento del contratto sia per il riconoscimento del danno economico.

      Rispondi
  2. Sharon

    Buon pomeriggio, mi sono appena iscritta per avere delle informazioni.
    Dal giorno 7 Agosto ho avviato la procedura per lincenziarmi dall’attuale luogo di lavoro con l’avviso che non avrei rispettato i giorni di preavviso poichè ho trovato un nuovo impiego dove mi assumeranno presto, attualmente sono assunta con un contratto di apprendistato.
    La proprietaria del luogo di lavoro se l’è presa non poco e da martedì mi stà facendo patire le pene dell’inferno cercando in tutti i modi di darmi delle pene per tale motivo mi sono rivolta ai sindacati, ma ogni giorno essa ne trova una nuova. Da domenica il locale rimarrà chiuso per ferie ed io da tempo ho organizzato un viaggio per raggiungere dei parenti fino alla fine di tale settimana nella quale, al mio rientro, sarò ufficialmente licenziata. La mia domanda è:
    La proprietaria può costringermi a lavorare in tale settimana? Può denunciarmi anche se io porto a termine il mio lavoro in questi giorni?
    Grazie e scusatemi se qualcosa non è chiaro

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Il contratto di apprendistato non si può interrompere se Il periodo di formazione non è terminato, per cui il datore di lavoro potrebbe rivalersi in forme da determinare in funzione del danno vero o presunto procurato. Se il periodo di formazione è terminata si possono rassegnare le dimissioni ma se non si rispetta il periodo di preavviso il datore di lavoro potrà trattenere la relativa indennità.Infine se si rispetta periodo di preavviso, durante quel periodo non si possono prendere ferie.

      Rispondi
  3. Francesco

    Salve!!
    Il mio datore di lavoro non rispetta il contratto di LAVORO!
    Sono un addetto vendite part-time con contratto a tempo indeterminato a 20 ore settimanali ( 4 ore al giorno da lunedì a venerdi) Solo che il mio datore di lavoro mi costringe a lavorare da lunedì a sabato per 6 ore al giorno senza ovviamente pagarmi gli straordinari!! Io vorrei solo rispettare il mio contratto di lavoro come devo agire
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Francesco non ci sono purtroppo alternative; in questi casi o si arriva allo scontro con il datore di lavoro o si continua a subire. Suggerisco di procurarti documenti, foto, registrazioni (prese di nascosto sono sempre valide) e quando avrai raccolto abbastanza prove chiedi all’azienda di rispettare il contratto; in caso di ritorsioni tipo mobbing o addirittura licenziamento denuncia il datore all’Ispettorato del lavoro.

      Rispondi
  4. MARIO

    Buonasera Dott, vorrei sapere gentilmente cosa succede se volendo cambiare un lavoro non si rispetta il preavviso dei 15gg.? Ho ricevuto un offerta di lavoro molto interessante a lunga scadenza, il mio contratto attuale scade a settembre come e cosa posso fare??
    Grazie e come sempre gentilissimo.
    Mario

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Mario, nel caso tu non possa rispettare il periodo di preavviso contrattuale, il datore di lavoro opererà una trattenuta sulle competenze di fine rapporto pari alla retribuzione che tu avresti percepito, lavorando il preavviso.Dovrai pertanto dare le dimissioni, facendo presente che non sei disponibile a lavorare il preavviso.

      Rispondi
  5. Filippo

    Buonasera , sono da oltre 10 anni operai mettalmeccanico , ultimamente ho avuro dei problemi con il capo del personale ci siamo presi di mira uno con l’altro . Al momento l’azienda sta’ usando il contratto di solidarieta’ sia collettiva che individiale e visto i 100 esuberi stanno incentivando le persone ha licenziarsi . l’azienda vorrebbe farmi fuori e io vorri chiedere l’aspettativa per motivi personale ma gia dal sindacato aziendale mi hanno detto che la mia domanda non verra’ accettata. ( chiaramente solo per rippicca )
    Visto che l’azienda puo’ rifiutarla solamente per motivi produttivi , e visto la solidarieta’ e gli attuali esuberi possono ugulamente rifiutare la mia richiesta ?

    Rispondi
  6. Sabrina Surace

    Gentile Avvocato,
    le racconto l’esperienza che mio marito sta tutt’ora avendo con un’agenzia interinale e con l’azienda per cui è stato chiamato a lavorare.
    Nel mese di maggio mio marito viene contattato da un’agenzia interinale di Trento per un posto di lavoro come GRAFICO. La cosa ci lascia perplessi visto che lui ha una formazione nel campo della chimica ma, dato che il contratto da portalettere (all’epoca mio marito lavorava per PosteItaliane) stava per terminare, decide di presentarsi al colloquio. Effettivamente gli viene spiegato che si trattava di compilare le schede tecniche di alcuni prodotti chimici (detergenti per la casa) per conto di una grande azienda della provincia di Trento. Il colloquio in agenzia interinale va bene e poco tempo dopo segue un colloquio in azienda. Anche quello sembra essere andato molto bene, hanno subito bisogno di lui, tanto che si informa sull’iter da seguire per il preavviso di licenziamento da Poste Italiane. Passa qualche settimana e non abbiamo nessuna notizia dall’azienda, fortunatamente lui non si era ancora licenziato da Poste e il contratto scade regolarmente. Dopo circa un mese ancora nessuna notizia ma gli viene riproposto un nuovo contratta in PosteIt. per altri 3 mesi. Accetta. Dopo qualche giorno l’azienda si rifà viva e chiede un altro colloquio. Il proprietario dell’azienda comunica che appena possibile mio marito può cominciare a lavorare e concede i tempi tecnici per il preavviso di licenziamento in PosteIt. Mio marito firma un primo contratto di un mese come ADDETTO AL LABORATORIO CHIMICO (gli viene spiegato che, vista la sua preparazione e le sue esperienze lavorative nel settore, preferiscono utilizzarlo in laboratorio e non come grafico,anche perché lì c’è comunque bisogno di una persona). L”agenzia interinale spiega che alla scadenza del mese il contratto verrà nuovamente rinnovato dall’agenzia oppure direttamente dal datore di lavoro. Solo dopo essersi assicurati che mio marito si fosse licenziato da Poste, gli viene comunicato dall’agenzia che la posizione lavorativa è cambiata da addetto al lab. chimico ad ADDETTO ALLA MISCELAZIONE. Viene invitato a firmare il nuovo contratto. Ci sorgono i primi sospetti ma lui firma e oggi ha svolto il suo primo giorno di lavoro: deludente.
    I suoi colleghi lo avvertono del fatto che i turni di lavoro previsti dal contratto (40 ore settimanali) di sicuro non verranno rispettati ma dovrà lavorare molto di più, compreso il sabato. Inoltre nota che ci sono ben altre 3 persone che svolgono la sua stessa mansione. Allora ci chiediamo:
    – che fine hanno fatto i posti di lavoro come grafico e come chimico?
    – l’agenzia interinale ( e l’azienda) ci hanno raggirato. Come possiamo provarlo?
    – Come si deve comportare mio marito nel caso in cui effettivamente scopra che i turni di lavoro non vengono rispettati e gli straordinari non vengono pagati?
    – Inoltre noi abitiamo a 10km di distanza dal luogo di lavoro di mio marito. La pausa pranzo è di un’ora. Ha diritto ai buoni pasto?
    INSOMMA come possiamo procedere per tutelarci in caso di dover ricorrere alle vie legali?

    GRAZIE PER LA DISPONIBILITA’
    Sabrina.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Sabrina ti faccio notare che non sono un avvocato ma un ex direttore del personale, per cui potreste non essere d’accordo con le mie osservazioni che, d’altro canto, sono molto semplici. Tuo marito purtroppo ha firmato per accettazione i contratti che gli venivano sottoposti, pur non essendo quelli promessi. Prendo spunto dal tuo caso per dare una raccomandazione di carattere generale; se un lavoratore ha in corso un rapporto di lavoro (sia a tempo determinato o indeterminato) e gli viene proposta una nuova opportunità di lavoro, prima di dare le dimissioni dal vecchio datore di lavoro, bisognerebbe chiedere la così detta lettera d’impegno all’assunzione al nuovo datore di lavoro. Solo in questo modo ci si può tutelare da situazioni come quelle capitate a tuo marito, perché se al momento dell’assunzione vera e propria vengono assegnate mansioni non corrispondenti a quelle descritte nella lettera d’impegno, allora si potrà impugnare il contratto ed obbligare il datore di lavoro a rispettarlo. Se i turni di lavoro non vengono rispettati e gli straordinari non pagati, procuratevi delle prove e denunciate l’agenzia interinale (che è l’attuale datore) all’Ispettorato del lavoro. Per i buoni pasto dovete consultare il CCNL di categoria se li prevede o meno.

      Rispondi
  7. Luigi

    Buongiorno, Avrei necessità di un parere. Lavoro da Aprile 2015 con contratto a tempo indeterminato (a tutele crescenti). Ho lavorato presso la stessa azienda dal 2013 al 2014 come lavoratore interinale e, durante tale periodo, è stata assunta una persona nello stesso ufficio con ruoli analoghi. Nel 2015 sono stato richiamato dall’azienda che mi ha spinto a candidarmi per una posizione nello stesso ufficio e sono stato selezionato ed assunto. Chiedo se è corretta l’applicazione della tipologia contrattuale – ovvero se in sede di eventuale giudizio ci potrebbe essere la possibilità di contestare l’applicazione del contratto a tutele crescenti – e se l’azienda ha agito correttamente assumendo prima di me un altro addetto.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Luigi, non mi è chiaro se quando l’azienda ti ha richiamato tu eri ancora sotto contratto interinale a tempo indeterminato o avevi ormai terminato il rapporto con l’agenzia interinale. Premesso che tutti i contratti a tempo indeterminato siglati dopo il marzo 2015 sono a tutele crescenti, quindi non impugnabili, nel primo dei casi soprarichiamati può esserci stato un accordo tra agenzia interinale ed azienda per farti passare ad una formula contrattuale con meno tutele. Il fatto che sia stata assunta una seconda persona con ruoli analoghi rientra nel potere organizzativo del datore di lavoro, a meno che ciò non ti abbia danneggiato in qualche modo ma che tu non spieghi.

      Rispondi
      1. Luigi

        Salve, nel momento in cui sono stato richiamato non ero più dipendente interinale quindi avevo terminato. L’assunzione dell’altro addetto, a mio avviso, mi ha danneggiato in quanto se fossi stato assunto in quel momento avrei ottenuto un contratto normale. Per altro, visto che sono stati annunciati dei tagli a breve, sicuramente avrò la precedenza in uscita. Da quello che capisco inoltre non sarebbero neanche obbligati al repechage. Grazie

        Rispondi
  8. Valentina

    Buongiorno,

    Avrei una situazione da sottoporre.. ho contratto di apprendistato in scadenza il 21/08/2017. Il datore di lavoro, in vista del termine del contratto, mi ha proposto che mi licenziassi poiché poi mi avrebbe fatto un altro contratto di apprendistato con altra mansione, così da andargli in contro per la storia degli sgravi. Ho letto che alla fine di un rapporto di apprendistato esiste la possibilità per entrambe le parti di recedere dallo stesso, liberandosi senza pensieri dell’apprendista, sostanzialmente. La mia domanda è: se esiste la possibilità che il datore di lavoro possa recedere in questo modo, perché mi è stato chiesto di licenziarmi?

    Nella speranza che qualcuno possa fornirmi qualche indicazione vi ringrazio anticipatamente!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Valentina difficile risponderti senza sapere che tipo di apprendistato stai svolgendo. Ti segnalo un articolo molto esplicativo sulle procedure dei diversi tipi di apprendistato; dalla sua lettura potresti capire quale reali ragioni ha il tuo datore di lavoro a chiederti le dimissioni senza attendere la naturale scadenza del contratto. La riassunzione con apprendistato in altra mansione è possibile se però il vecchio contratto non ha ecceduto la metà della durata del nuovo contratto, quindi non mi spiego come il datore di lavoro potrebbe superare questo obbligo legale, visto che tu hai praticamente terminato l’intero periodo di apprendistato.Fammi sapere se la lettura dell’articolo ti fa nascere qualche sospetto.

      Rispondi
      1. Valentina

        Grazie per la pronta risposta! Credo proprio che il mio rientri nella categoria dell’apprendistato professionalizzante, ed è stato stipulato nell’anno 2014. So per certo che questo tipo di proposta è già stata fatta ad una collega, la quale era apprendista addetta di ricevimento come me, ha dato le dimissioni al termine e le hanno fatto altro apprendistato come addetta contabile. E’ possibile quindi che non possano recedere e togliersi ogni rogna? Una cosa è certa, io non mi dimetto 🙂

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Valentina se il tuo apprendistato è quello professionalizzante le nuove norme dicono che il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire al giovane apprendista sia la formazione professionalizzante che quella pubblica. Ciò significa che la Regione entro 45 giorni dalla comunicazione di stipula del contratto di apprendistato, deve inviare il piano formativo contenente le modalità di svolgimento della formazione trasversale, ossia, delle sedi e calendario delle attività. E’ stato fatto questo? Se non è stato fatto tu puoi denunciare il datore di lavoro all’Ispettorato del lavoro; forse chiederti le dimissioni potrebbe nascondere questo problema.

          Rispondi
  9. Paola

    Buongiorno, vorrei una delucidazione. Io ho effettuato, dove lavoro, il corso base obbligatorio per la sicurezza (DL 81/08). Ora il responsabile mi ha dato un foglio dove firmo di essere “addetto alla prevenzione incendi” con il ruolo riguardante il piano di evacuazione, con scritto “date le informazioni date al lavoratore”..(.. quali non so…). Quindi, da quello che capisco, se succede qualcosa sono, con le colleghe, addetta a verificare che siano tutti usciti e non so che altro. Ma non avendo fatto corsi specifici, devo firmare? Lavoro in un magazzino con all’interno una cooperativa di circa 30 persone. Io faccio parte dell’azienda committente e dovrei lavorare in ufficio anche se lavoro in magazzino.
    Grazie

    Rispondi
      1. Paola

        Innanzitutto grazie! Ho letto quell’articolo ma mi ha lasciato dei dubbi. Io ho fatto un corso di 8 ore sulla sicurezza, nelle quali ci hanno spiegato gli estintori, triangolo del fuoco ecc e poi alla fine la prova pratica di spegnere un fuocherello (tra l’altro solidi con estintore CO2 che è pure sbagliato..) e lanciare una manichetta. Però secondo me questo è un corso base che da le nozioni di sicurezza, non mi sembra un corso per addetti antincendio, e questo è il mio dubbio se quindi debba firmare o meno.
        Grazie

        Rispondi
  10. andrea

    Salve sono nuovo del forum volevo riportare la mia esperienza e avere quale delucidazione a riguardo:
    Sono un ragazzo di 27 anni ho lavorato con contratto a tempo indeterminato presso l’azienda di famiglia (ascensori e scale mobili presso metro di roma) l’appalto aveva una validità di 3 anni dopo di che con la nuova gara si stabiliva a chi dovesse essere assegnata la mansione di gestione impianti: essendo la mia vecchia ditta in subappalto alla vecchia vincitrice, con l’entrata della nuova gli stessi mi hanno proposto un assunzione a tempo indeterminato inizialmente con la promessa di rinnovo fino a termine appalto; ho dato dimissioni volontarie dall’azienda di famiglia per essere assunto direttamente nell’azienda vincitrice dell’appalto, la mia domanda è qual’ora il mio contratto non venisse rinnovato o per qualsiasi motivo venissi licensiazo posso accedere ugualmente alla disoccupazione avendo alle spalle 6 anni di contributi versati nella vecchia azienda?

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Andrea, a beneficio di tutti i lettori, una precisazione; chi ha un contrato a tempo indeterminato sia in un’azienda di famiglia o sia in un’azienda qaulunque, non perde automaticamente il posto di lavoro se la sua azienda perde un appalto. Quindi o la nuova azienda ti ha fatto un contratto a tempo determinato (quindi rinnovabile o meno) o al termine dell’appalto dovranno eventualmente licenziarti per giustificato motivo oggettivo se vogliono interrompere il rapporto di lavoro. Se il contratto prevede il patto di prova, ti potrebbero licenziare per non superamento del periodo di prova Ti confermo che in tutti i casi ti spetterrebbe comunque la disoccupazione.

      Rispondi
  11. Elena

    Salve, ho lavorato per circa 8 mesi in un negozio con contratto a tempo determinato, dopo 2 rinnovi mi è stato comunicato che le politiche aziendali erano cambiate ed il mio profilo non rientrava più in quello richiesto dall’azienda.
    Il giorno dopo la fine del contratto ho provveduto ad inviare in azienda una raccomandata A/R con la lettera per esercitate il diritto di precedenza, ad oggi sono venuta a sapere che ci sono state delle assunzioni al negozio senza che io venissi ricontattata.
    Vorrei sapere come poter agire in questa situazione visto che a mio avviso l’azienda non si è comportata correttamente.
    Grazie in anticipo per la sua disponibilità.

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      E’ necessario che lei controlli, facendone formale richiesta scritta al datore di lavoro, se ai nuovi dipendenti è stato fatto un contratto a tempo indeterminato per le stesse mansioni da lei svolte in precedenza. La precedenza le spetta se le assunzioni rispondono a questi due requisiti; purtroppo in caso di non risposta dovrebbe rivolgersi ad un legale a cui il datore non potrà sottrarsi di rispondere.

      Rispondi
      1. Elena

        La ringrazio per la risposta, ai nuovi assunti è stato fatto per ora un contratto a tempo determinato quindi in questo caso non posso fare nulla?

        Rispondi
          1. Elena

            Grazie per il chiarimento, e nel caso di trasformazione di contratti a tempo indeterminato di personale che era già presente quando a me non è stato rinnovato il mio potrei fare qualcosa?

          2. pps9000 Autore articolo

            Rientra nel diritto del datore di lavoro trasformare, a suo insindacabile giudizio, alcuni contratti da tempo determinato in tempo indeterminato poiché, se ho capito bene, l’operazione è avvenuta mentre lei stava ancora lavorando con il contratto a tempo determinato.

  12. francesco

    Salve non so se posso chiedere a voi questa domanda nel 2011 l’inps mi chiama a revisioe e mi blocca la pensione questa pensione erano stati lquidati gli arretrati su questa pensione l’inps aveva fatto ricorso e lo a vibto adesso mi chiede la restituzione di 17 mila € come mi devo comportare li devo restituire o si possono rateizare . grazie per la risposta che mi darete cordiali saluti

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Se l’INPS ha vinto la causa mi sembra scontato che lei debba restituire la somma richiesta ma, in questi casi, è possibile rivolgersi all’INPS per chiedere la rateizzazione mensile del debito.

      Rispondi
  13. Marino

    Buongiorno,
    ho ricevuto una offerta di lavoro ed il nuovo datore di lavoro mi ha chiesto alcuni documenti che dovrei recuperare dal mio vecchio datore di lavoro.
    Volevo sapere quali sono questi documenti in quanto non vorrei far sapere al nuovo datore di lavoro di avere avuto nell’anno 2017 1 precedente rapporto di lavoro oltre quello attuale, quindi un totale di 2 rapporti di lavoro nel 2017 più quello in arrivo.
    Grazie!

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Marino, poiché non esiste più il libretto di lavoro, sostituito ormai da anni dalla scheda personale del dipendente archiviata presso i centri per l’impiego, mi dovresti spiegare quali documenti il nuovo datore di lavoro ti ha chiesto di recuperare da quello precedente. Non si tratta per caso del modello CU (ex cud), di cui tu dovresti comunque avere copia?

      Rispondi
  14. Gennaro

    Buonasera,
    vorrei esporre la mia storia per favore e cercare qualcuno di serio che mi dia una mano..
    la mia azienda è andata in liquidazione nel 2014 e l’azienda che ha acquistato in tribunale all’asta la medesima ci ha assunti tutti ma firmando che rinunciavamo art.2112 .
    la’azienda non si è mai impegnata nel farci riestrare dalla cigs e dopo i 2 anni che è smessa la stessa ci ha mandato il licenziamento dopo aver accertato il punteggio per i carichi di famiglia e di anzianità.
    io sono stato licenziato pur avendo 43 aani una moglie e una figlia di 2 anni a carico .
    ho messo l’avvocato del sindacato il quale mi ha detto che io non posso fare niente perchè io ho fimrato la rinuncia dell art. 2112 . premesso che il sindacato ci ha costrette nel momento dell’acquisizione della stessa se no il nuovo imprenditore come loro dicono non avrebbe acquistato l’azienda.
    posso trovare una soluzione e portare in tribunale l’azienda e cercare se cìè un articolo/cavillo per vincere?
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Gennaro, basandomi sul tuo racconto e ipotizzando che tu voglia e possa consultare un diverso legale, si dovrebbero verificare due aspetti:

      1. sono stati rispettati i parametri di legge (carichi di famiglia, anzianità e parametro aziendale) nella scelta dei dipendenti da licenziare all’uscita dalla cig?
      2. esiste la possibilità di dimostrare con testimonianze che siete stati costretti a firmare la rinuncia al art. 2112 soto minaccia di licenziamento immediato, e che i sindacati stessi erano al corrente della condizione vessatoria?

      Non voglio illuderti in quanto la situazione è legalmente complicata ma forse varrebbe la pena sentire il parere di un differente legale.

      Rispondi
  15. silvia

    Salve volevo chiederle gentilmente un informazione.
    Lavoro in una azienda a carattere stagionale ,ed ho un contratto a tempo determinato, sul contratto e stipulato un orario di lavoro di 6 ore e 40 minuti per 6 giorni settimanali, adesso il proprietario ci ha imposto l’obbligo di lavorare per 8 ore giornaliere per 6 giorni settimana sempre con la stessa retribuzione, chi si rifiuta pena prossimo anno niente nuovo contratto quindi licenziamento, cosa possiamo fare per avere un briciolo di giustizia? grazie saluti

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      La stipula dei contratti a tempo determinato è l’arma adottata dal datore di lavoro per proteggersi da azioni difensive, in quanto non rinnoverebbe il contratto a chi volesse ribellarsi. E’ però vero che i contratti a tempo determinato hanno precisi limiti temporali, per cui il mio consiglio è sopportare ma prepararsi ad una rivendicazione retributiva. Questo significa raccogliere prove, documenti, testimoni, registrazioni audio e video (prese anche di nascosto) a dimostrazione delle maggiori ore lavorate rispetto a quelle contrattuali e dichiarate in busta paga. Al momento dell’ultimo rinnovo denunciate il datore di lavoro o tramite ispettorato del lavoro o tramite legale di fiducia con la richiesta di pagamento di tutte le ore non riconosciute.

      Rispondi
  16. Debora

    Salve.
    Io decido di dare le dimissioni in un azienda dove lavoravo dal 2015 .
    Ho trovato un altro impiego con un contratto però a due mesi e nn a tempo indeterminato come quello di prima.dopo quei due mesi il contratto nn mi sarà rinnovato come ho ben capito…
    Posso richiedere la disoccupazione ?
    Anche quella del lavoro di prima quello in cui però ho dato le dimissioni???
    Grazie

    Rispondi
    1. Katia

      Salve io lavoro in una ditta che fa il catering da 2 anni sono gravida di 12 settimane ora sono a casa in malattia in attesa di maternita anticipata per lavoro a rischio oggi il mio dattore mi dici che ci vuole licenziare io e miei colleghi e farci assumere da un cooperativa dicendomi che dovrei nascondere la mia gravidanza che avremmo le stesse diritti di adesso e le stesse retribuzione voglio sapere cosa devo fare per tutelarmi ensendo incinta

      Rispondi
      1. pps9000 Autore articolo

        Premesso che sino a quando sei in malattia/maternità anticipata nessuno ti può licenziare, l’unico caso che prevede la possibilità di licenziare una lavoratrice in maternità è la chiusura totale del reparto o dell’azienda dove lavora. Non capisco inoltre la richiesta del datore di lavoro di nascondere la gravidanza; se tu sei in maternità anticipata dovresti prima di tutto trovare il medico competente che dovrebbe certificare che la tua gravidanza non è più a rischio. Non è poi vero che in una cooperativa avreste gli stessi diritti come li avete nella vostra attuale azienda. Nella tua condizione ti conviene attendere le mosse del datore di lavoro. Dovreste poi farvi spiegare come farebbe a licenziarvi e farvi contemporaneamente assumere dalla cooperativa. Le raccomando non dia lei delle dimisioni. Avete interpellato i sindacati di categoria?

        Rispondi
  17. Franco

    Gentile,

    l’azienda ci da un incentivo all’esodo di 40 mensilita’ dobbiamo firmare entro e non oltre la fine di agosto 2017.
    Sse non accetto e non firmo , L’azienda mi puo’o deve ricollocarmi ?
    ( E un azienda multinazionale americana che aquisito altre 127 aziende )
    Oppure potrebbe usare la legge Fornero cioe’ non hai accettato il mio pacchetto ,ti spedisco a casa la lettera di licenziamento prevista dalla Legge fornero e ti do massimo 24 mensilita’.
    Avendo in corso una denuncia per malattia professionale INAIl sto aspettando la loro valutazione , cosa mi consiglierebbe di fare ?
    Accetto e la chiudo cosi oppure aspetto e non firmo ,a cosa vado incontro?
    Grazie per la sua risposta

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Franco tu purtroppo manchi di spiegare per quali motivi l’azienda sta mettendo in atto una proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivo all’esodo e se i sindacati sono o meno a conoscenza della situazione. È molto diverso se sì tratta di preparare un’altra acquisizione, di gestire una fusione o di un piano di ristrutturazione. Senza queste notizie posso solo dirti che l’incentivo di 40 mensilità è tra i più alti che ho mai sentito e, quindi potrebbe essere conveniente accettarlo. Se ti interessa una analisi sulle altre domande potremmo fissarti una consulenza di un ora durante la prossima settimana al costo di 40 euro. Puoi telefonare al 00393473841457.

      Rispondi
      1. Franco De Vincenzo

        Buongiorno e grazie per la risposta

        L’azienda chiude il reparto perche’ trasferisce e centralizza i costi in Romania , ma altri reparti per lo stesso prodotto rimangono in Italia . i sindacati ne sono a conoscenza ma hanno aderito in pochi allo sciopero.

        Rispondi
        1. pps9000 Autore articolo

          Se tu fai parte del reparto che verrà completamentechiuso, non accettando le risoluzione consensuale con incentivo all’esodo corri il rischio di essere licenziato per giustificato motivo oggettivo, senza che l’azienda sia condannata a pagarti alcuna penale. Esiste l’obbligo di tentare il repechage, ma per capire quanto probabilità hai di poterne usufruire bisognrebbe conoscere le mansioni che svolgi e se nei reparti che non chiudono c’è o meno bisogno di personale con mansioni equivalenti. Ripeto quanto già detto nella precedente risposta; la situazione è molto complessa e meriterebbe un analisi approfondita; rispetto la tua scelta di non utilizzare una consulenza on line ma non è certamente possibile in questa sezione prendere in considerazione tutte le possibili alternative. Nelle informzioni fornite sulla nostra pagina di Consulenza on line, abbiamo chiarito che per questo tipo di situazioni sono previste consulenze telefoniche a pagamento.

          Rispondi
  18. Modesto

    Salve,
    volevo sapere se posso chiedere la disoccupazione se devo licenziarmi perché mia moglie è stata trasferita per lavoro in altra regione.
    Modesto

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Modesto purtroppo il fatto che tua moglie sia stata trasferita in altra regione x lavoro non è considerata ragione sufficiente a che tu possa rassegnare le dimissioni dal tuo lavoro e avere diritto alla disoccupazione.

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  19. MARIO

    Buonasera Dott, vorrei avere notizie circa il limite per il gratuito patrocinio 2017 in un processo civile. Ho una compagna ed un figlio, viene aggiunta una somma per ogni familiare a carico?
    Grazie.
    Cordialità.
    Mario

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  20. Roberta

    Buonasera, volevo chiederle se avendo sei mesi di stipendi arretrati senza aver fatto nessun decreto ingiuntivo,in caso di fallimento dell’azienda non si ha diritto alla Naspi, inquanto l’INPS potrebbe considerarla un’inplicita accettazione da parte del lavoratore. Mi sembra una cosa assurda ma molte persone mi hanno detto che è così.
    La ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

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    1. pps9000 Autore articolo

      Temo che si stia trattando di due problemi diversi. La Naspi spetta al dipendente che, per un qualsiasi motivo, perde involontariamente il posto di lavoro, quindi per quanto mi riguarda ciò è indipendente dal fatto che lei abbia o meno richiesto l’intervento del giudice per recuperare le mensilità non pagate. Diverso è il caso del ricorso al fondo integrativo Inps per richiedere il recupero delle ultime tre mensilità e del TFR in caso di fallimento del datore di lavoro; in questo caso l’Inps richiede che il dipendente abbia effettivamente tentato il recupero delle mensilità non pagate. Le consiglio,se il datore non è ancora fallito, di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi aiutare da un patronato sindacale per richiedere la Naspi,in quanto​la procedura è piuttosto complessa.

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  21. Martina

    Salve,
    ho un contratto di lavoro a T. Determinato ccnl Legno, sughero, mobile, arredamento, e boschivi forestali e in tale contratto non si parla delle dimissioni dal t. determinato.

    Qualora trovassi un altro lavoro per me più interessante anche sotto il profilo retributivo e volessi dimettermi in data 31/07/2107, ipotizzando che il contratto scada il 31/02/2018, cosa dovrei fare? Ho letto su internet che il t. determinato non permette le dimissioni da parte del lavoratore se non per giusta causa (e quella sovracitata non credo sia tale), a quanto ammonterebbe l’eventuale somma da versare al datore di lavoro?
    Come posso quantificare la somma da versare per l’inadempienza del contratto?

    Grazie in anticipo

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Confermo che entrambe le parti non possono risolvere il rapporto di lavoro prima della scadenza naturale di un contratto a tempo determinato. Non posso quantizzare le eventuali penali da pagare poiché ciò dipende dai danni che il datore di lavoro riuscirebbe a dimostrare aver subito causa le tue dimissioni. Se tu ti opponessi dovresti aspettare una chiamata in causa con relative spese legali.

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  22. luca

    salve,
    sono nuovo nel forum, ho delle domande da farvi.
    la società dove attualmente lavoro (un deposito di distribuzione di prodotti alimentari) sta fallendo, gli stessi soci hanno aperto un’altra società lavorando in un punto vendita che acquista prodotti dalla società che sta fallendo. vorrebbero passare alcune persone con la società nuova continuando con la distribuzione . la mia domanda è se io rifiuto la loro proposta mi possono licenziare e io posso usufruire della disoccupazione ? il mio contratto di lavoro è un apprendistato ed è in scadenza alla fine di quest’anno . in caso di un mio rifiuto e un fallimento della società dopo la loro proposta che possibilità ci sono di ottenere la liquidazione ?
    ps: la mia intenzione è quella di rifiutare qualsiasi proposta perché non sono delle persone serie.
    grazie

    Rispondi
    1. pps9000 Autore articolo

      Luca in linea di massima la disoccupazione spetta in tutti i casi in cui la perdita del posto di lavoro non dipende dalla volontà del lavoratore, quindi risponderei si alla tua prima domanda. La liquidazione come tu la chiami (meglio trattamento di fine rapporto) spetta di diritto al lavoratore al termine del rapporto di lavoro ma in caso di fallimento tempi e modalità dipendono dal curatore fallimentare. Esiste poi la possibilità di usufruire del fondo dì garanzia dell’inps,ma se possibile eviterei di rimanere coinvolto. nel fallimento.

      Rispondi
  23. Mario

    Buonasera Dott. vorrei un informazione.
    Convivo con la mia compagna nella stessa abitazione e abbiamo la residenza nello stesso comune, so che non posso percepire gli assegni familiari per lei, in busta paga percepisco gli assegni familiari e le detrazioni al 100% per il bambino.
    Posso avere le detrazioni in busta paga anche per lei considerato che formiamo un nucleo familiare? Quale è la procedura?
    Grazie per la sua attenzione e gentilezza.
    Cordialità.
    Mario

    Rispondi
  24. Ciro

    Buongiorno,ho lavorato per un impresa edile,inquadrato come muratore a tempo determinato per far un piacere a lui di pagare meno tasse ma in realta ho fatto il mio lavoro autista di camion gru , tutti i giorni nel contratto e scritto muratore in mattoni con occasionali attivita’ di trasporto .mi deve 2 mensili marzo _ aprile ho lavorato fino al 18 maggio con contratto scaduto il 30 aprile con la speranza di essere pagato , il 18 maggio voleva farmi firmare il contratto di maggio cosa che io non ho voluto fare (per non accumulare un altro stipendio e non essere pagato) gli ho detto verbalmente che non volevo piu lavorare per lui ,sono andato al sindacato , a denunciare il fatto che non mi ha pagato il sindacalista per tutta risposta mi risponde (ridendo di gusto) che era un soggetto conosciuto ed ormai faceva questo da anni a discapito degli operai ,loro come sindacato non potevano far nulla,mi consiglia per prima cosa di fare domanda di disoccupazione ed iscrivermi al centro per l’impiego faccio la naspi vado al c.p.i l’impiegata mi dice che sto lavorando per una ditta dal 2 maggio fino al 31 luglio allora sono andato dall’ispettorato del lavoro ,che mi consiglia di andare al sindacato e fare una p.e.c per giusta causa .Dopo 12 giorni la situazione e questa mi stanno facendo fare come una pallina da ping pong tra i vari uffici =Sindacato,Inps,CentroPer L’impiego, ed Ispettorato del Lavoro senza venirne a capo di nulla …Grazie

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    1. pps9000 Autore articolo

      Credo che il consiglio giusto sia quello di dare le dimissioni per giusta causa, facendosi assistere dal sindacato perché la pratica per ottenere la Naspi non sarà facile (mi aspetto che il datore di lavoro respinga la giusta causa).

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  25. Maria

    Grazie mille. Nel frattempo il mio avvocato, che è in trattativa con il loro avvocato per cercare di trovare una soluzione, mi dice che se dessi le dimissioni e contestualmente firmassi il nuovo contratto a tempo indeterminato nel quale non deve essere menzionata la normativa che si applica (ovvero non si dice che vale il jobs act/la normativa corrente) automaticamente essendo state le dimissioni contestuali alla nuova assunzione per quest’ultima rimarrebbe in vigore l’articolo 18 perché tra la vecchia azienda e la nuova cooperativa è in vigore l’affitto di azienda. Secondo Lei è corretto? Se le dimissioni e la riassunzione sono contestuali rimango tutelata dall’articolo 18?
    Grazie ancora per la disponibilità e buona serata

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    1. pps9000 Autore articolo

      Rimane tutelata se nel nuovo contratto a tempo indeteminato non viene menzionata la normativa relativa al Jobs Act; questo è l’aspetto principale ma il datore di lavoro aveva espresso un’intenzione esattamente contraria.

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  26. pps9000 Autore articolo

    Massimiliano non ho capito la situazione del suo collega (il commento risulta non chiaro) ma ribadisco il concetto base a cui il suo datore di lavoro non può sottrarsi; se dal cedolino stipendi risulta che le sono state trattenute somme per le addizionali regionali e comunali quelle somme devono risultare sul CU. IN CASO CONTRARIO SPIEGHI LUI DOVE SONO FINITE.

    Rispondi
  27. pps9000 Autore articolo

    Fin tanto che il datore di lavoro non interrompe l’attuale rapporto di lavoro non ci sono gli estremi per presentare alcun ricorso al giudice in quanto verrebbe a mancare il motivo del ricorso. Storia diversa è per il mobbing; se lei come dice, può provare con documenti di qualunque tipo(scritti, audio e video presi anche di nascosto) di aver subito le azioni vessatorie del datore di lavoro, allora gli farei sicuramente causa. L’avvocato a cui si è rivolta, che consiglierei fosse un giuslavorista, potrebbe analizzare i documenti e confermare o meno la mia ipotesi.

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