Archivi tag: anticipo pensionistico

Le ipotesi per estendere l’Ape sociale ad altri lavoratori

Il Ministro Giuliano Poletti non esclude la possibilità di estendere l’Ape sociale ad altre categorie di lavoratori escluse dal beneficio introdotto dal 1° Maggio 2017

Le ipotesi di Poletti durante il question time sull’Ape sociale

Il Ministro del lavoro, rispondendo ad un’interrogazione dell’Onorevole Rizzetto, durante il question time alla Camera, non ha escluso che si possano correggere alcune discriminazioni in merito all’accesso all’Ape sociale e che addirittura si possa ipotizzare una sua stabilizzazione oltre agli attuali termini di legge. Deve essere chiaro che Poletti ha rimandato la responsabilità di attuare queste estensioni al futuro governo e ha limitato le ipotesi in discussione alle seguenti situazioni:

  • lavoratori autonomi o parasubordinati in condizioni di disoccupazione;
  • lavoratori dipendenti che non hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali (ad esempio coloro che hanno presentato domanda per la Naspi oltre il imite dei 68 giorni dal licenziamento);
  • lavoratori dipendenti a cui non sono stati contabilizzati dei periodi di contribuzione estera tale per cui non hanno raggiunto il requisito contributivo richiesto di 30 o 36 anni per accedere all’Ape sociale.

Il Ministro del Lavoro ha inoltre sottolineato che, su questo tema, è in corso un dibattito con le parti sociali; visto che le stesse norme istitutive dell’Anticipo pensionistico prevedono una specifica attività di monitoraggio delle spese derivanti dalla sua applicazione, non esclude che, a seguito delle criticità eventualmente emerse, si possa prevedere la possibilità di rendere stabile lo strumento dell’Ape sociale che ora è considerato sperimentale.

Share

Non tutti i richiedenti potranno accedere all”Ape sociale nel 2017

Il rilevante numero di domande per accedere all’Ape sociale e alla pensione anticipata per lavoratori precoci fa sorgere qualche dubbio sulla possibilità che tutte le istanze possano venire accolte senza slittamenti.

Entro il 15 ottobre l’INPS pubblicherà la graduatoria su Ape Sociale e Precoci

Le domande, presentate entro il 15 Luglio, sono risultate essere complessivamente 66.409 di cui 39.777 per l’Ape sociale e 26632 per la pensione anticipata. Parte ora il controllo da parte dell’INPS per verificare se e quante delle domande presentate rispettino i criteri per avere l’accesso alle due opportunità di anticipo pensionistico; tenuto presente che il Ministero del Lavoro ha stanziato, per il 2017, 300 milioni di euro per l’Ape sociale e 370 milioni per la pensione anticipata, non si può escludere che, se dopo i controlli, le domande valide supereranno la cifra preventivata, per qualcuno la decorrenza della pensione subirà uno slittamento al 2018.

La procedura per stilare la graduatoria

L’INPS, in caso d’insufficienza delle risorse, procederà a stilare una graduatoria seguendo i seguentri criteri:

  • precedenza a coloro con età più vicina al raggiungimenti del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia o alla maturazione del requisito di 41 anni di contributi per i lavoratori precoci;
  • in caso di parità dei requisiti costituiranno criteri di scelta la data e l’ora di presentazione delle domande;
  • agli esclusi verrà comunicato lo slittamento della prestazione all’anno successivo;
  • nel caso le risorse economiche preventivate risultassero superiori a quelle necessarie per dare seguito a tutte le domande presentate, sino al 30 novembre 2017 potranno essere prese in considerazione eventuali nuove domande da parte di coloro che non fossero riusciti a produrre la documentazione richiesta entro il 15 Luglio; in questo caso verrebbe effettuato un secondo monitoraggio, con gli stessi criteri di cui sopra, e il cui esito verrebbe comunicato entro il 31 Dicembre 2017.
    Entro quella data dovranno quindi essere chiarite tutte le istanze di accesso all’Ape sociale a all’anticipo pensionistico.
Share

L’APE non è diventata operativa dal 1° Maggio

E’ ormai noto che l’avvio dell‘APE (Anticipo pensionistico) è stato rinviato a data da destinare, non essendo diventato operativo dal 1° Maggio, come era stato inizialmente programmato dal governo.

I motivi che hanno determinato il ritardo nell’avvio dell’APE

Molti avevano previsto che, stante i tempi molto stretti, il governo non sarebbe riuscito ad emanare i decreti del Presidente del Consiglio ma, leggendo i diversi articoli giornalistici e quelli postati su Internet, non sono sempre chiari i motivi del ritardo. E’ certo che, per l’APE sociale, alcuni punti sono ancora in discussione all’interno del governo perché non avrebbero le necessarie coperture finanziarie, mentre per l’APE volontario vanno ancora chiuse le convenzioni con le banche erogatrici dei i finanziamenti e le compagnie di assicurazione, per i premi di copertura in caso di prematuro decesso del pensionato. Il decreto per l’APE sociale, in effetti sarebbe già pronto, avrebbe superato l’esame del Consiglio di Stato, andrebbe corretto in funzione delle osservazioni fatte dai giudici amministrativi, registrato alla Corte dei Conti e infine pubblicato in Gazzetta.

Le nuove possibili date per l’avvio dell’APE

Premesso che il governo sarebbe disposto ad assicurare la decorrenza retroattiva se non altro dell’APE sociale, ci dovrebbero essere le seguenti proroghe conseguenti ai previsti ritardi:

  •  la data di presentazione all’INPS delle istanze di accesso slitterebbe dal 30 giugno al 15 luglio;
  • l’INPS dovrebbe comunicare l’eventuale accettazione delle istanze di accesso entro il 15 ottobre e non più entro il 15 settembre;
  • tempi più lunghi non ancora quantizzabili sono previsti per l’APE volontario
Share

Le novità sulle pensioni introdotte nella legge di bilancio

l'Ape conviene?

l’Ape conviene?

Uno dei pilastri portanti della legge di bilancio 2017 è il pacchetto di misure sulle pensioni: dall’Ape, all’aumento della quattordicesima, passando per le ricongiunzioni gratuite, la no tax area e le misure per lavoratori precoci e usurati. Oggi ci limitiamo a prendere in considerazione l’Ape, i lavoratori precoci e l’aumento della quattordicesima. L’inserimento nella legge di bilancio dei provvedimenti sull’Ape (anticipo pensionistico) e sulla quattordicesima per i pensionati, se da una parte ha soddisfatto alcune aspettative, dall’altra ha lasciato delle perplessità sulla platea che potrà realisticamente godere di questa opportunità. È utile, per motivi di chiarezza, suddividere l’anticipo pensionistico nelle sue diverse previsioni per cui si distingue tra Ape sociale, Ape volontaria e Ape aziendale; vedremo per ultimo i provvedimenti che riguardano l’estensione della quattordicesima.

La platea che accederà all’Ape sociale

Potranno accedere all’Ape sociale o Ape agevolata i disoccupati con ammortizzatori sociali esauriti, disabili e alcune categorie di lavoratori impegnati in attività faticose purché abbiano un reddito inferiore ai 1.350 euro lordi; per queste categorie il costo dell’anticipo pensionistico, attraverso un reddito ponte, sarà a carico dello stato. Il governo, più in dettaglio, inserirà nella platea dell’Ape agevolata anche i parenti dei disabili, alcune categorie di attività faticose come le maestre, gli operai edili, alcune categorie di infermieri e anche i macchinisti e gli autisti di mezzi pesanti. Sarà necessario, per accedere all’Ape agevolata, avere almeno 35 anni di contributi complessivi se si rientra nelle categorie dei lavori gravosi (gli ultimi sei dei quali effettuati nell’attività gravosa), dei disabili o dei parenti di primo grado conviventi di disabili per lavoro di cura; saranno necessari 30 anni di contribuzione se si è disoccupati,. L’Ape consentirà l’anticipo pensionistico a 63 anni di età rispetto ai 66 e 7 mesi della pensione di vecchiaia e partirà dal 1 maggio 2017.

Chi potrà usufruire dell’Ape volontaria

L’Ape volontaria è rivolta ai lavoratori ancora in attività che decidono di andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima dei requisiti previsti della riforma del lavoro Fornero; per avere accesso all’Ape volontaria, sempre a partire dal primo maggio 2017, il lavoratore deve aver maturato almeno 20 anni di contributi minimi. Il lavoratore che vuole andare in pensione prima del previsto dovrà però ricorrere a un prestito previdenziale; in pratica dovrà chiedere un finanziamento a un istituto di credito, che gli anticiperà le mensilità di pensione percepite prima di aver compiuto i 66 anni e 7 mesi. Tutte le pratiche verranno però svolte attraverso l’Inps, senza la necessità di rivolgersi direttamente all’istituto finanziatore. Il pensionato, a partire dal raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia, dovrà restituire a rate, nell’arco di venti anni, le somme prese a prestito, con una trattenuta sull’assegno pagatogli periodicamente dall’Inps. La rata per rimborsare il prestito, in teoria, dovrebbe comportare un taglio alla pensione tra il 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo. In caso di mancato rimborso del prestito, va sottolineato che il pensionato non rischia pignoramenti o procedure esecutive (e non lascia alcun obbligo di rimborso agli eredi perché protetti da un’assicurazione). Non bisogna nascondere che, in certi casi, il taglio alla pensione potrebbe essere decisamente elevato, tale per cui il provvedimento è stato accolto con un certo scetticismo; in rete si trovano diversi articoli che mostrano quando l’Ape volontaria potrebbe convenire e quando no.

Ape aziendale con incentivi fiscali

Questa procedura di anticipo pensionistico dovrebbe interessare quelle aziende che, a fronte di un incentivo fiscale, finanzierebbero la pensione anticipata di loro dipendenti nell’ambito di processi di ristrutturazione. Le aziende dovrebbero versare all’INPS una contribuzione correlata alla retribuzione del dipendente, percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in modo da produrre un aumento della pensione in grado di coprire il rimborso del prestito bancario acceso per beneficiare dell’uscita anticipata; anche con l’Ape aziendale, come l’Ape volontaria, è riconosciuto uno sconto, sotto forma di detrazione fiscale, pari al 50% della quota interesse della rata, spalmata sui primi 20 di pensione del lavoratore.

Le misure per i lavoratori precoci

La legge di bilancio prevede l’accesso agevolato alla pensione per i lavoratori precoci e per quelli che hanno svolto attività usuranti:

  • sono considerati lavoratori precoci coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione fino al diciannovesimo anno di età. Per loro la legge di bilancio prevede la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.
  •  I lavoratori usurati sono coloro che svolgono lavori pesanti, faticosi o notturni. Per loro la legge di bilancio prevede l’eliminazione dell’adeguamento dei requisiti per la pensione all’aspettativa di vita; una riduzione di 12 o 18 mesi rispetto ai requisiti richiesti dalla riforma delle pensioni Fornero, a patto che abbiano svolto attività considerate usuranti per almeno 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa.

L’estensione della quattordicesima

La quattordicesima già oggi è prevista per alcuni pensionati con i seguenti requisiti:

  •  avere almeno 64 anni di età;
  • avere un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, cioè non superiore a 786,86 euro (per l’anno 2016), per la percezione della quattordicesima in misura integrale;
  • avere un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, per la percezione parziale del beneficio.

La quattordicesima è riconosciuta sulla pensione di anzianità, su quella di vecchiaia, sulla pensione anticipata, sull’assegno ordinario di invalidità sulla pensione di inabilità, sulla pensione ai superstiti, cioè di reversibilità e indiretta; con la nuova normativa, i requisiti dovrebbero cambiare, in quanto la quattordicesima sarà estesa a chi percepisce redditi sino a 2 volte il minimo. Spetterà in misura piena a chi percepisce sino a 13.049,14 euro annui e inoltre, il beneficio sarà aumentato per chi già percepisce la quattordicesima in misura ridotta.
Il pagamento del beneficio avverrà, come già avviene per l’attuale quattordicesima, nel mese di luglio: solo per i pensionati che compiono 64 anni dal 1° agosto in poi, questa è pagata, proporzionalmente ai mesi in cui si possiede il requisito di età, nel mese di dicembre.

Share

Gli accordi sulla pensione anticipata

accordo-governo-sindacatiL’incontro tra governo e sindacati per raggiungere un accordo sulla pensione anticipata è stato preceduto da un’intervista concessa a “Presa diretta” da Tito Boeri, che ha rilanciato la sua solita proposta di equità del sistema. Il punto è sempre lo stesso: ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Si dovrebbe quindi prevedere un contributo a carico delle pensioni più elevate per allegerire i conti previdenziali; puntualmente come in passato, alle dichiarazioni di Boeri ha risposto Tommasi Nannicini dichiarando a Repubblica che le pensioni alte non si toccano. Le distinzioni così come fatte da Boeri sono “intelletualistiche” e si rischia di fare danni, finendo di tagliare pensioni alte del tutto meritate oppure pensioni generose rispetto ai cointributi versati, ma basse come valore.

Uscita anticipata verso la pensione

Sembra ormai raggiunto definitivamente un accordo sulla pensione anticipata. I lavoratori potranno usufruire dell’Ape (anticipo pensionistico) dall’età di 63 anni: il periodo anticipato sarà al massimo di 3 anni e 7 mesi. Una prima importante novità consiste nella possibilità che la flessibilità sia estesa a tutti i lavoratori dipendenti,compresi quelli pubblici, e quelli autonomi. Il sistema di anticipo pensionistico, che dovrebbe entrare in vigore dall’anno prossimo, permetterà a tutti i lavoratori nati tra i 1951 e il 1954 di andare in pensione in anticipo di uno, due o tre anni e sette mesi, accollandosene però in parte il costo. Chi richiederà l’Ape dovrà sottoscrivere un prestito previdenziale ventennale, che avrà un costo variabile a seconda dell’ammontare della pensione e della durata dell’anticipo (si va dal 4-5% fino al 15%). L’anticipo pensionistico sarà tuttavia completamente gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate. La rata di ammortamento dovrebbe inoltre essere azzerata per le pensioni che arrivano a 1.200 euro netti; per tutti gli altri casi, nell’ipotesi di anticipo di un anno, dovrebbe ammontare tra i 50 e i 60 euro al mese per venti anni e salirà ulteriormente a 150-200 euro al mese se l’anticipo sarà invece di tre anni. Il taglio della pensione potrà arrivare sino al 15-20% in corrispondenza del massimo anticipo per le categorie di lavoratori non meritevoli di tutela; il costo sarà azzerato in caso di pensionati meritevoli di tutela, di disoccupati senza ammortizzatori sociali, di dipendenti esposti a lavori usuranti, di lavoratori che assistono disabili in oggettive condizioni di bisogno.

Ritocco alle pensioni minime

Il governo, su richiesta dei sindacati, si è dato disponibile ad estendere la quattordicesima (la così detta quattordicesima allargata) per le pensioni in essere. L’assegno supplementare fino a 500 euro, dovrebbe essere esteso a un altro milione di pensionati, alzando la soglia massima di reddito, che darebbe diritto a ricevere la quattordicesima, da 750 a 1000 euro lordi al mese. Sarebbe inoltre previsto un aumento del 20% sulle quattordicesime già percepite da alcuni pensionati.

Share