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Il riordino degli ammortizzatori sociali

Cassa integrazioneLa legge delega 183/14 sul Jobs Act ha delineato le nuove norme sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, che sono entrate in vigore dal 24 Settembre 2015. Una rapida revisione può essere utile, poiché alcune norme diventano operative con l’inizio del 2016.

Norme generali sulla Cassa integrazione

I trattamenti di integrazione salariale, sia ordinaria che straordinaria, possono essere concessi ai lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti con contratto di lavoro professionalizzante, a patto che, al momento della domanda, abbiano un’anzianità effettiva di almeno 90 giorni presso l’azienda in cui lavorano. Sono invece esclusi dal trattamento di integrazione i dirigenti, i lavoratori a domicilio, i lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Sono anche esclusi i lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

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I fondi di solidarietà bilaterali

Fondo di solidarietàPochi lavoratori sanno cosa sono i fondi di solidarietà bilaterali; l’istituzione di questi fondi è prevista al fine di assicurare l’intervento degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori impiegati nei settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, nel caso di aziende che occupano mediamente più di cinque dipendenti. Non c’interessa qui descrivere come sono finanziati questi fondi ma come quando e come possono essere utilizzati.

Le norme sui fondi si solidarietà bilaterali

Sono contenute nella circolare INPS 201/2015, le norme previste dal decreto sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, attuativo del Jobs Act; le novità fondamentali riguardano una razionalizzazione delle causali e una conseguente durata della prestazione diversificata, tenendo presente che le nuove regole si applicano però a tutti i trattamenti chiesti dopo il 24 settembre 2015. Il decreto attuativo della Riforma del Lavoro prevede che l’assegno ordinario abbia un importo almeno pari a quello della cassa integrazione, che la durata massima della prestazione è fissata dai fondi, ma non può essere inferiore alle 13 settimane in un biennio mobile, e non superiore alle durate massime previste per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Due aspetti vanno sottolineati:

  •  I fondi bilaterali, sono obbligatori per tutti i settori non coperti dalla cassa integrazione, e riguardano datori di lavoro con almeno cinque dipendenti, compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, che alla data di presentazione della domanda abbiano un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva.
    • I fondi bilaterali, già esistenti prima dell’entrata in vigore del Jobs Act, devono adeguarsi alla nuova normativa entro il 31 dicembre 2015.

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Jobs act: i dettagli del decreto lavoro

jobs act
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 12 Marzo 2014, ha approvato il decreto lavoro, prima parte del Jobs act, contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Sono molti gli aspetti che riguardano i lavoratori e che possono essere così riassunti.

I punti salienti del decreto lavoro

  • Contratti di lavoro : viene elevata da 12 a 36 mesi la durata del primo contratto di lavoro a tempo determinato, per il quale non viene richiesto il requisito della casualità. Il datore di lavoro, in altre parole, non deve giustificare per quale motivo offre un contratto a tempo determinato invece di quello a tempo indeterminato. Viene però fissato in un 20% il limite massimo di contratti a tempo determinato sul totale degli organici dell’impresa. Il datore di lavoro può, nell’arco dei 36 mesi prorogare sino ad 8 volte l’iniziale contratto a tempo determinato, purché le proroghe si riferiscano alla stessa attività iniziale, ciò per impedire utilizzi illeciti del tempo determinato. Il Ministero specifica però che nell’introdurre il limite del 20%, si fa comunque salvo quanto disposto dall’art.10, comma 7, del D.lgs. 368/2001 che, da un lato lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di modificare tale limite quantitativo e, dall’altro, tiene conto delle esigenze connesse alle sostituzioni e alla stagionalità. In più, questi vincoli di tetto escludono alcune tipologie contrattuali (start-up, stagionali), mentre le PMI fino a 5 dipendenti non hanno nessun vincolo e possono sempre stipulare un contratto a termine.
  • Contratti di apprendistato: è prevista la forma scritta per il contratto e patto di prova, ma non più per il relativo piano formativo individuale. L’assunzione di nuovi apprendisti non è più condizionata dalla conferma in servizio dei precedenti apprendisti al termine del piano formativo. Eliminato l’obbligo per il datore di lavoro di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa elemento discrezionale.

Il Consiglio dei ministri ha poi presentato un disegno di legge riguardante la revisione di importanti fattori che incidono sul  mercato del lavoro quali:

  • revisione degli ammortizzatori sociali;
  • revisione dei servizi per il lavoro;
  • semplificazione delle procedure e degli adempimenti;
  • riordino delle forme contrattuali;
  • conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali
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FASE DUE DELLE MISURE ANTICRISI

Segnalo, a chi fosse sfuggito, che, recentemente, è stato approvato il decreto legge, contenete il pacchetto di interventi, definito la fase due delle misure anticrisi decise dal governo.
Le modalità di applicazione, per il biennio 2009 2010, dovranno essere emanate con successivi decreti, ma sono già definiti gli obiettivi delle misure anticrisi.

Obiettivi delle misure anticrisi

  1. favorire il rientro dei lavoratori in cassa integrazione, autorizzando le aziende di appartenenza ad impiegarli in progetti di formazione che contemplino anche attività produttiva. Lo stipendio sarà erogato per l’80% attraverso l’assegno di cig e per il rimanente 20% dall’azienda;
  2. favorire la creazione di attività in proprio; in questo caso i dipendenti che volessero formare cooperative o avviare attività di lavoro autonomo, potranno ricevere, in un unica soluzione, la somma che avrebbero ricevuto, come sussidio mensile, se fossero rimasti in cassa integrazione o nelle liste di mobilità;
  3. incentivare i contratti di solidarietà; viene innalzata dal 60% al 80% della retribuzione normale, la somma che percepiranno quei dipendenti che, invece di andare in cassa integrazione, accetteranno una riduzione dello stipendio a fronte di una riduzione dell’orario di lavoro.
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I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

E’ in aumento il numero di aziende che, invece di ricorrere a processi di riduzione del personale, ha iniziato ad attuare dei contratti di solidarietà.

Il Contratto di solidarietà, nella sua formulazione così detta difensiva, permette alle aziende, in caso di crisi prolungate, di evitare dei licenziamenti, a fronte della disponibilità dei dipendenti a ridurre l’orario di lavoro e, di conseguenza, la retribuzione.

Aziende che hanno adottato dei contratti di solidarietà

Il ministero del Welfare ha notato un netto aumento di queste iniziative, rispetto ai primi 2 mesi del 2008, sebbene i numeri rimangano ancora modesti.. Sono piccole numeri ma dimostrano che qualcosa si muove per affrontare in modo più creativo l’emergenza occupazionale. Credo sia giusto segnalare che, tra le prime aziende che hanno attuato dei contratti di solidarietà, compare  un azienda del gruppo Marcegaglia; è corretto che il Presidente di Confindustria dia il buon esempio.

Altre aziende che hanno dato vita a significativi contratti di solidarietà sono La bresciana Brandt Italia, ex Mulinex e la Malagrida di Massa Carrara, nel settore maglieria. Telecom Italia media ha evitato il licenziamento di 25 giornalisti e alla Manifattura di Valle Brembana, tessile in provincia di Bergamo, il contratto di solidarietà ha scongiurato l’uscita di 250 operai.

Sono ancora da segnalare il Gruppo Giovannini, attività commerciale nella provincia di Trento, il calzaturificio Fornari di Civitanova Marche, le Calze San Pellegrino, la Aicon di Messina che costruisce yacht di lusso ed infine la Alfa acciai.

Questi, come detto sono gli esempi più significativi, anche sotto l’aspetto creativo; è certamente la strada migliore per difendere l’occupazione, ma la preoccupazione risiede nel fatto che i contratti di solidarietà non sembrano sufficientemente finanziati, almeno sino ad oggi.

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